Monthly Archives: dicembre 2009

100.000 parole al giorno per l’ americano medio

27 dicembre 2009
Byte Il consumo quotidiano di informazioni , ha calcolato una ricerca della University of California, è cresciuto del 350% rispetto a 30 anni fa – La tv resta la principale fonte dei 34 gigabyte di ‘’dose giornaliera’’, mentre all’ ultimno posto, prima dei videogames (circa un’ ora al giorno), c’ è la lettura, con 36 minuti - Complessivamente n el 2008 gli Stati Uniti hanno consumato 3,6 zettabyte (una cifra a 21 zeri) ---------- (m.b.b.) - New York - L'americano medio consuma 34 gigabyte di informazioni al giorno: il 350% in più rispetto a trent'anni fa. Il curioso conteggio è stato fatto da alcuni ricercatori di un ateneo californiano, secondo cui i cittadini degli Stati Uniti sono a contatto quotidiano circa 100 mila parole tra giornali, programmi televisivi e Internet. Un interessante riferimento per fare un paragone: il romanzo "Guerra e Pace" di Tolstoi contiene circa 460 mila parole. La maggior parte delle informazioni, comunque, non viene acquisita leggendo libri, ma soprattutto attraverso la televisione, il cui consumo medio giornaliero è di 5 ore al giorno. Al secondo posto c'è la radio, alla quale gli americani dedicano mediamente 2,2 ore al

La nuova tv in formato YouTube

25 dicembre 2009
Fancast Comcast mette su internet i video dei suoi show per assecondare la migrazione dei telespettatori verso i domini digitali – Secondo la Nielsen, infatti, in novembre oltre 138 milioni di persone hanno guardato video online, l'11,4% in più rispetto all'anno scorso – La Paramount lancia un sito di videoediting ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - La nuova tv sarà in formato YouTube. Comcast, il gigante del cavo, ha messo su Internet i video dei suoi show, rendendoli accessibili ai soli abbonati. L'espansione telematica, chiamata Fancast XFinity TV, è una risposta alla massiccia migrazione di telespettatori dal tubo catodico ai domini digitali: secondo i rilevamenti della Nielsen, in novembre oltre 138 milioni di persone hanno guardato video online, l'11,4% in più rispetto all'anno scorso. Chi paga l'abbonamento a Comcast potrà vedere serial e film anche attraverso Internet, sul computer di casa. La scelta dei contenuti è particolarmente ampia: ci sono serie televisive come The Sopranos e The Closer e lungometraggi come Batman - The Dark Knight e Slumdog Millionaire. (continua...)

Gli internauti Usa molto favorevoli alla convergenza fra tv e online

25 dicembre 2009
Tv Secondo uno studio di emarketer, il 65% degli utenti di internet negli Usa gradirebbero guardare sullo schermo televisivo i contenuti che ora guardano sui loro personal computer – La tv resta il primo canale di influenza sulle decisioni di acquisto degli internauti ---------- La quarta edizione del rapporto della Deloitte su “State of the Media Democracy” rivela che agli internauti la televisione piace più che mai e che essi sarebbero quindi pronti per la futura convergenza fra Tv e online. Lo rileva un articolo di emarketer, spiegando che nel 2009 il 65% degli utenti di internet sono interessati a connettere la tv ad internet, una percentuale di 7 punti superiore a quella del 2008. Utenti web di tutte le generazioni vorrebbero guardare su uno schermo televisivo i contenuti online che ora guardano sul loro pc. Anche fra gli anziani (63-75 anni), quasi la metà sono pronti ad adottare dei televisori abilitati a internet, come dimostra la tabella sopra. (continua...)

Un giornalismo rifondato può salvare la rete

23 dicembre 2009
La rete è in pericolo e il giornalismo pure e solo una alleanza può portare alla salvezza di entrambi – A patto di sgombrare il campo da molti dogmi e di rifondare il racconto giornalistico - In ‘’Eretici digitali’’ Massimo Russo e Vittorio Zambardino spiegano come la rete non possa illudersi di essere uno ‘’spazio senza conflitti’’ e come, alla fine, ‘’solo il buon giornalismo’’, quello che ha nel suo Dna il racconto del potere e il dipanamento della complessità, possa dare valore alla rete ---------- Il racconto giornalistico non è più l’ unico racconto possibile del mondo ma la sua funzione – ‘’quella insostituibile funzione ordinatrice della notizia che (… ) separa l’ inessenziale da quello che è vitale, la sostanza dal residuo’’ – rimane intatta, al di là dello stesso destino dei giornali e dei giornalisti. Massimo Russo e Vittorio Zambardino* sono netti: se il giornalismo ‘’è in pericolo’’ - dicono –, lo è anche la rete, ma nessuno dei due può fare a meno dell’ altro. E alla fine è solo il buon giornalismo che potrà dare valore alla rete. Perché è il buon giornalismo che ha nel suo DNA il

Un quotidiano Usa alza il prezzo dell’ edizione online per far tornare i lettori alla carta

23 dicembre 2009
Newport E’ il Newport Daily News, del Rhode Island - Gli abbonati all’ edizione cartacea pagano 145 dollari all'anno, contro i 245 dollari di chi vuole entrambe le edizioni, mentre se si vuole avere accesso alla sola consultazione online, il costo sale a 345 dollari - "Il nostro obiettivo è di far tornare la gente a leggere il prodotto stampato’’, spiega l' editore -Difficile dire se l'esperimento avrà successo, ma il quotidiano può contare su una situazione di quasi esclusiva sulla copertura locale ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - C'è ancora chi si oppone al passaggio di testimone dai giornali di carta a quelli telematici, che per molti è ormai inevitabile. Se Wall Street Journal e New York Times puntano sulle notizie trasmesse via web, magari a pagamento, un piccolo quotidiano dello Stato del Rhode Island, il Newport Daily News, va in direzione opposta. L'idea è di vendere i contenuti elettronici ad un prezzo molto maggiore rispetto all'edizione cartacea. Perché? Proprio per spingere i lettori a rimanere fedeli alle vecchie tradizioni. "Il nostro obiettivo è di far tornare la gente a leggere il prodotto stampato - spiega l'editore Albert Sherman a Nieman

Le ‘’content farms’’ sono davvero una minaccia?

22 dicembre 2009
Allarmi e polemiche negli Usa e in Europa sull’ attività di siti come Demand Media o Answer.com, che sfornano ogni giorno alcune migliaia di articoli, servizi e video –Ma c’ è anche chi risponde con ironia: non sono una novità, molti di noi per anni hanno lavorato in analoghe ‘’officine di link’’ cercando di fregare Google ---------- Le chiamano ‘’content farms’’, fattorie di contenuti, e in questi giorni sono al centro di forti polemiche che dagli Stati Uniti si sono allargate a macchia d’olio toccando anche l’ Europa. La questione è stata segnalata su nbtimes.it da Dario Bonacina, che ha rilevato come queste aziende, ‘’ che quotidianamente pubblicano un grande numero di contenuti’’ vengono ormai viste ‘’come una sfaccettata minaccia da chi opera da tempo nello stesso mercato’’. Si tratta in particolare di Demand Media e Answers.com – ‘’fattorie’’ che creano migliaia di articoli al giorno e hanno un impatto considerevole sull’ ecosistema informativo del web anglosassone, tanto che – spiega Bonacina – sono ben piazzate nella lista delle società “Top 20″ che operano su web. Answers.com, nel rapporto comScore si colloca alla tredicesima posizione, davanti a

L’ informazione non fa il giornalismo

21 dicembre 2009
Roy Greenslade, sul blog che cura sul sito del Guardian, cita una interessante considerazione di George Snell : - Una informazione è: Precipitato un Boing 747 ieri nel mezzo dell’ oceano Atlantico. - Giornalismo è: Un esame dei rapporti relativi alla manutenzione del 747 che è precipitato il mese scorso ha rivelato che uno dei pezzi del motore dell’ aereo era difettoso. I rapporti indicano che la direzione della Compagnia ha ignorato gli avvertimenti che segnalavano il pezzo difettoso. L’ informazione su avvenimenti di quel genere – commenta Narvic sul suo blog - non è concretamente ‘’vendibile’’ perché viene diffusa da diversi canali simultaneamente (radio, televisione e ormai web, soprattutto Twitter). E’ diventata una sorta di ‘’commodity’’. Non è con questo tipo di informazioni che i media faranno soldi e copriranno le spese. Il valore di una informazione come questa sta nella sua diffusione più rapida e più ampia possibile fra coloro che possono esserne in qualsiasi modo toccati: hanno dei parenti o degli amici su quell’ aereo, possiedono delle azioni della compagnia, ecc. (continua...)

Osservatorio Carta di Roma: sugli immigrati ”campagne di odio’’

21 dicembre 2009
Lsdi-Immigrazione La grande, vera ‘’campagna di odio’’ in corso (da tempo) sui media anche del nostro paese è quella sull’ immigrazione e gli immigrati. Una prova viene dai dati forniti da una ricerca presentata venerdì scorso dall’ Osservatorio sui media della Carta di Roma su immigrazione e asilo nei media italiani. (continua...)

Il 10% degli internauti italiani si informano sui blog

21 dicembre 2009
Blog Si tratta, secondo una ricerca di Human Highway citata da primaonline.it, di 2,3 milioni di persone, quasi un terzo delle quali (700.000) legge esclusivamente blog – I lettori di blog sono in prevalenza uomini di età matura (35-54 anni), residenti nel nord-ovest e nel centro Italia ---------- Due milioni e 300.000 cittadini italiani sono lettori abituali di blog di informazione e quasi un terzo di essi – 700.000 persone – legge esclusivamente blog. Sono i risultati di una indagine condotta dalla società di ricerche Human Highway in collaborazione con Liquida, l’aggregatore di news del gruppo Banzai. Lo rivela primaonline.it, precisando che, secondo la ricerca, i lettori abituali di blog di informazione e di attualità sono il 10% dei 23,6 milioni di utenti italiani di Internet. (continua...)

Link e segnalazioni (14-20/12)

20 dicembre 2009
Come una nuova tecnologia sconvolse il mondo dei giornali –nel 1845 Dall’ Economist: «Internet, come già fece il telegrafo, darà una scossa al mondo dell'informazione. Magari ucciderà i giornali, ma non il mercato delle news. Il problema, purtroppo, è che nessuno sa come fare soldi in questo nuovo ambiente. E qundi non si sa come pagare chi produce le notizie». (via blognotes) http://www.economist.com/displaystory.cfm?story_id=15108618 ----------- Tempi duri Non è una sorpresa, vista la strage di testate e i tagli avvenuti nelle redazioni nel corso del 2009. Ma fa comunque un certo effetto leggere studi come quello appena pubblicato da un centro ricerche del governo federale americano, lo U.S. Federal Bureau of Labor Statistics, secondo il quale entro il 2018 il mondo dei media statunitensi perderà il 25% della propria forza lavoro. http://marcobardazzi.com/blog8/2009/12/18/tempi-duri-2/ -------------- (continua...)