Monthly Archives: novembre 2009

Editori, giornali e giornalisti: che fare?

14 novembre 2009
Giua La tempesta che sta investendo il mondo dell’ industria editoriale, la crisi dei ruoli dei suoi protagonisti – editori, giornalisti, ma anche i lettori e la società nelle sue articolazioni –, la rivoluzione digitale e la difficoltà di scoprire nuovi modelli economici sono al centro dell’ ultimo numero di ‘’Problemi dell’ informazione’’, che contiene fra l’ altro due ampie analisi di Claudio Giua, direttore generale di Kataweb, e Luca De Biase, scrittore e giornalista del Sole24ore per cui ha progettato e dirige la sezione ‘’Nòva24’’ ---------- Nel suo saggio, ‘’Il giornalismo sulla scena digitale – Politiche industriali e scelte tecnologiche, informazione e Costituzione’’*, Giua affronta i punti chiave della crisi e delinea lo stato attuale del dibattito sulle possibili soluzioni, con uno sguardo attento alle sperimentazioni più interessanti in corso nel mondo e con un taglio spiccatamente imprenditoriale. IL FUTURO DEI GIORNALI Giua in particolare accoglie le tesi contenute nel Rapporto ‘’Newspaper Economic Action Plan’’ dell’ American Press Institute, secondo cui “i giornali hanno un lungo futuro davanti e coesisteranno con gli altri media. Ovviamente, i formati dovranno adattarsi alle condizioni di mercato, ai nuovi canali di distribuzione (che comprendono

Gli allarmi per la democrazia spesso un alibi per conservare il dominio sui media

13 novembre 2009
monde L' argomento della libertà di espressione viene spesso usato come fumo negli occhi, a vantaggio dei proprietari dei media – Un articolo di Serge Halimi, direttore di Le Monde Diplomatique, su counterpunch.com - Venti dinastie (Murdoch, Bolloré, Bertelsmann, Lagardère, Slim, Bouygues, Berlusconi, Cisneros, Arnault) esercitano su scala globale attraverso i media un' influenza che eccede spesso quella dei governi ---------- La bufera che sta investendo il mondo dei media – i quotidiani in particolare – sembra dare una qualche consistenza agli allarmi per i presunti rischi che ne potrebbero venire alla democrazia. In effetti, contrariamente a quanto potrebbe accadere per una fabbrica di auto, la stampa ha un ovvio asso nella manica per catturare l'attenzione dell'opinione pubblica: quando si ha la sensazione che possa essere minacciata, può innalzare lo stato di allarme sociale molto più facilmente, rispetto ad una fabbrica che viene chiusa. Per chiamare a raccolta i propri sostenitori gli basta dire "ogni volta che un giornale chiude, una parte della democrazia muore. Ma questo è ridicolo: andate da un qualunque giornalaio e vi renderete conto che dozzine di titoli potrebbero smettere di esistere domani stesso,

Un virus razzista ancora all’ opera nei media Usa

13 novembre 2009
In occasione della strage di Fort Hood i cronisti americani hanno messo da parte sangue freddo e mente lucida e hanno finito per descrivere le proprie paure lasciandosi sfuggire la complessità di quanto stava avvenendo: una strage incubata all’interno di un’istituzione totalizzante, come è già accaduto in passato in alcuni atenei d’America, da un cittadino statunitense con genitori palestinesi, ma nato e cresciuto ad Arlington, in Virginia- Le analisi di Alan Mutter (“se io fossi musulmano o arabo, sarei infuriato e impaurito da questo racconto giornalistico irresponsabile”) e Mark Ames, che analizza le tante montature costruite dai media sulla strage per avvalorare l’idea di un nuovo 11 settembre – Resiste un ‘’ethnic profiling’’ come quello usato in passato contro gli afro-americani ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - Un virus razzista ha colpito i media americani nel momento più delicato, quando si doveva raccontare il massacro nella base di Fort Hood, sul quale devono essere sciolti ancora molti nodi. I fatti: un militare di origine palestinese, Nidal Malik Hasan, che faceva lo psichiatra all’interno dell’esercito americano, ammazza tredici commilitoni e ne ferisce una trentina. Quel che i media, a tutta prima, hanno

Da Google il 27% dei visitatori del sito del WSJ di Murdoch

12 novembre 2009
Il 44% di questi visitatori provenienti dal motore di ricerca e da Google News sono ‘’nuovi’’ utenti, persone che non hanno visitato il sito negli ultimo 30 giorni – Possibile che al boss della News.co non interessino nuovi lettori “occasionali”, che potrebbero divenire nuovi lettori paganti? ---------- Mentre si allargano a macchia d' olio le polemiche fra Google e Murdoch, Experian Hitwise, un’ azienda Usa di servizi di analisi sul web ha pubblicato alcune tabelle che mostrano l’ apporto che Google dà all’ audience del sito web del Wall Street Journal, uno dei gioielli dell' editore australiano. Le tabelle che riportiamo qui sotto mostrano come – riporta WebProNews - oltre il 25% del traffico sul wsj.com provenga da Google e che la quantità di traffico proveniente da Google è considerevolmente aumentata a partire dalla primavera scorsa. Secondo i dati di Experian Hitwise, poi, oltre il 44% dei visitatori di WSJ.com provenienti da Google sono ‘’nuovi’’ utenti, persone che non hanno visitato il sito negli ultimo 30 giorni. (continua...)

Una piattaforma unica per il sostegno finanziario dell’ informazione online

11 novembre 2009
Il sito francese Rue89 ha annunciato un progetto per la realizzazione di un sistema unico con cui sostenere i propri siti favoriti attraverso una sorta di ‘’abbonamento’’ mensile e un previsione delle percentuali assegnate a ciascun destinatario - Una piattaforma come una sorta di ‘’rete sociale’’ - Il progetto finanziato dallo Stato nell’ ambito della campagna per il ‘’web che fa innovazione’’ ---------- Un unico sistema con cui sostenere i propri siti favoriti attraverso una sorta di ‘’abbonamento’’ mensile e una previsione delle percentuali assegnate a ciascun destinatario. E’ la piattaforma di mecenatismo per l’ informazione online proposta qualche giorno fa da Rue89, uno dei maggiori siti francesi di informazione online. Che ne dite – chiede chiede Rue89 - se ci fosse un sistema unificato che vi consentisse di versare i vostri contributi in una unica soluzione decidendo che, ad esempio, il 25% del contributo va al sito ‘’x’’, il 15% al vostro blog preferito, e così via fino a coprire il 100% della somma stanziata?, Naturalmente la domanda è rivolta a chi crede alle virtù di una stampa online gratuita, libera e di qualità e vuole sostenerla

Si diffonde in Francia la figura del giornalista/animatore di comunità

11 novembre 2009
Con lo sviluppo di internet le redazioni dei siti d’ informazione online devono cercare di ‘fidelizzare’ gli internauti che, clic dopo clic, navigano da un sito all’ altro – Così alcune testate, come l’ Express e le Figaro hanno cominciato a far ricorso a delle figure chiave, l’ animatore di comunità di internauti – Obbiettivo? Tenere insieme i visitatori costruendo delle comunità che contribuiscono a produrre l’ informazione ---------- di Laurie Gauret (journalisme.info) ‘’Animatrice di comunità? Suona un po’ come animatrice nelle colonie estive. Non mi vedo come una ‘community manager’, non governo internauti’’. E allora come definire il ruolo che occupa Marie-Amélie Putallaz a l’Express.fr? Marie-Amélie è impegnata da marzo scorso come giornalista e animatrice di comunità sul sito. In precedenza ha animato dei forum su videogiochi, un mondo in cui la funzione del community manager è piuttosto estesa. La sua mission? Sensibilizzare i redattori dell’ Express sull’ importanza di interagire con gli internauti. ‘’Rappresentano delle fonti di informazione preziosa, sono i nostri occhi e le nostre orecchie’’, racconta Marie-Amélie. (continua...)

”Il fotogiornalismo non deve morire”

11 novembre 2009
Su Poterefotografico un nuovo allarme sulla crisi del settore – ‘’Tutti i giornali che fino a qualche anno fa davano spazio al reportage fotografico hanno chiuso i battenti o hanno cambiato genere’’ – Un progetto per aiutare il fotogiornalismo ---------- ‘’Se le cose continuano così sarà impossibile che nasca una nuova generazione di fotoreporter. Ma su un fatto, credo, noi tutti siamo d'accordo: il Fotogiornalismo non può e non deve morire’’. L’ allarme è al centro di un editoriale su Poterefotografico, Let's save Photojournalism, in cui Pino Granata affronta il problema della crisi del settore e chiede un impegno da parte di tutte le persone sensibili alla questione. (continua...)

Murdoch: i visitatori che ci porta Google non valgono nulla sul piano della pubblicità

10 novembre 2009
Il magnate australiano spiega in una intervista a Sky News Australia il vero motivo del suo conflitto con Google e gli altri motori di ricerca – Quanto ai blogger, dovrebbero ‘’essere denunciati’’ a migliaia: linkano e commentano un articolo per il quale non hanno sborsato un centesimo e pertanto vanno puniti - "Il fair use è una pratica illegale che andrebbe affrontata in sede giuridica" - Problemi con l’ antitrust britannica dietro la decisione di rinviare l’ avvio dell’ accesso a pagamento ai contenuti online - Replica Google: ''tramite noi 100.000 click al minuto sui siti degli editori'' ---------- E’ vero che i motori di ricerca portano visitatori sulle testate online dei giornali, ma si tratta di visitatori non appetibili dal punto di vista pubblicitario. Alla fine è stato chiarito il vero motivo per cui diversi editori continuano ad avere rapporti burrascosi con Google & co. Lo ha svelato con grande semplicità Rupert Murdoch, che ha ripreso con rinnovato vigore il conflitto contro la grande ’’G’’ con una clamorosa intervista alla sua Sky News Australia, annunciando che il suo gruppo editoriale è al lavoro per negare, nei prossimi

Newsnow, un aggregatore di notizie: ”non siamo cleptomani”

8 novembre 2009
Su Newsnow.co.uk, che col 20% del mercato è secondo solo a Google, una lettera aperta indirizzata ai principali quotidiani respinge con fermezza le accuse di Murdoch ---------- Newsnow.co.uk, il principale aggregatore di informazioni giornalistiche del mercato britannico, secondo col 20% del mercato solo a Google News, ha pubblicato una lettera aperta sulla sua home page in relazione alle diverse azioni legali che è stata chiamata ad affrontare da parte di alcuni editori. Nella lettera, indirizzata ai giornali del paese - in particolare Times, Sun, Guardian e Daily Mail, Newsnow.co.uk afferma con forza che il suo servizio non comporta per i quotidiani alcun danno in termini di reddito e che l’ indicazione degli aggregatori come dei 'cleptomani di contenuti', venuta anche da Rupert Murdoch, ''è assolutamente sbagliata''. (continua...)

Realtà ”potenziata”, esperimenti per nuovi strumenti giornalistici

8 novembre 2009
Giornalisti ed editori stanno esplorando il modo di utilizzare la tecnologia emergente conosciuta come Augmented Reality nel loro lavoro - Un articolo su Poynter.org fa il punto sulle ricerche nel campo dell' AR --------- La Augmented Reality, o AR, - una sorta di stratificazione di informazioni digitali su immagini del mondo fisico reale - è un procedimento che è possibile utilizzare in diretta su dispositivi "intelligenti", fra cui l' iPhone o quelli che utilizzano la piattaforma Android di Google. Michael Yaoung, Creative technologist del New York Times e i giovani del suo team stanno sperimentandol' uso della AR in campo giornalistico: per ora nel settore del geo-giornalismo, la messa a punto di fasci di informazione legate a determinate località, con recensioni di ristoranti, elenchi di appartamenti in affitto o in vendita, ecc. Oppure con la sovrapposzione di dati di archivio a determinati artivcoli, come accade per esempio sui servizi settimanali di architettura di Christopher Gray. (continua...)