Monthly Archives: novembre 2009

Con i giornali vecchi ai piedi

21 novembre 2009
A Taiwan una stilista ha scelto carta di giornale riciclata per fare scarpe e borse – Quattromila paia vendute in un anno anche negli Stati Uniti e in Europa a prezzi fra i 100 e i 150 dollari – Due o tre giorni di lavoro per fare una borsa, che viene venduta a 250 dollari (nella foto Ap la stilista nel suo atelier) ---------- Guardando una pila sempre più alta di vecchi giornali, una stilista taiwanese, Colin Lin, ha avuto l’ idea di usarli per fare scarpe e borse per la sua azienda di abbigliamento sportivo ecologico. Lin, 50 anni – racconta l’ AP – ha spiegato di aver ricevuto diverse richieste sia a Taiwan che da mercati degli Stati Uniti e dell’ Europa, scoprendo una nicchia di consumatori ecologisti che hanno una passione per le novità. (continua...)

Il giornalismo non si vende, si compra!

21 novembre 2009
Periodismo ‘’Il giornalismo non si vende, il giornalismo si compra’’. E’ lo slogan di una campagna di promozione di un nuovo sito web spagnolo, Factual, lanciato dal giornalista catalano Arcadi Espada. Blogger su Novatores e giornalista al Mundo, Espada – racconta journalismes.info - si lancia nell’ avventura di una testata solo online, a pagamento, che vedrà la luce il prossimo 30 novembre. Una informazione ‘’libera, indipendente e senza verità prefabbricate’’ per 50 euro l’ anno. Con 250.000 euro di budget iniziale, Factual lancia una sfida notevole proprio qualche giorno dopo la chiusura del mitico sito spagnolo Soitu (vedi Lsdi, Anche i siti online muoiono). La promozione del sito sta passando soprattutto attraverso un filmato che da diversi giorni gira in rete e che è possibile – e consigliabile - guardare su http://www.elperiodismosecompra.com/.

L’ immagine condivisa

18 novembre 2009
foto In un saggio sull’ ultimo numero di Etudes Photographiques, André Gunther analizza come il ribaltamento di una economia della distribuzione controllata in una autogestione dell’ abbondanza stia modificando in profondità il nostro rapporto con l’ immagine. (La foto: J. Roques (”rougerouge”), da Flickr, Creative Commons, 21 juillet 2005) ---------- Più ancora della loro produzione digitale, è la diffusione delle foto o dei video attraverso l’ intermediazione delle applicazioni del web 2.0 che ha modificato in profondità il nostro rapporto con l’ immagine. André Gunthert, nel numero di novembre di Etudes Photographiques, rivista semestrale edita dalla Société française de photographie, analizza in un articolo molto interessante - L’ immagine condivisa, Come internet ha cambiato l’ economia delle immagini – questo cambiamento, ricostruendo in tre fasi (Le temps des amateurs, Le temps des buzz, Pragmatique de l’ archive) la transizione da una economia della distribuzione controllata delle immagini a una autogestione dell’ abbondanza, le due fasi che hanno scandito la storia dell’ installazione delle piattaforme visuali. (continua...)

La tv, al tramonto, rinascerà su Internet

18 novembre 2009
Comcast La scalata di Comcast a NBC Universal, secondo il New York Times, nasconderebbe la volontà dei padroni delle televisioni di accaparrarsi i contenuti per decidere come distribuirli, visto che al momento il web permette di guardare telefilm e documentari a costo zero - Fino a poco tempo fa – rileva Nicholas Carr - la tv era stata risparmiata dai tormenti che Internet ha portato in altre industrie dei media per la bassa capacità di connessione, ma ora, invece, si possono facilmente bypassare i fornitori di contenuti tradizionali, così come la pubblicità e le tariffe che essi chiedono – La scalata verrà affrontata anche dalla Federal Communication Commission, l’ authority Usa delle comunicazioni, che ha già all’ ordine del giorno anche la vertenza fra Comcast e BitTorrent e le norme sulla net neutrality ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - Da qualche giorno gli esperti di media degli Stati Uniti guardano con interesse all'esito della scalata del gigante delle comunicazioni via cavo, Comcast, su NBC Universal, miniera ricca di film e programmi televisivi in mano alla General Electric. Prima di avere un responso, però, dovremo aspettare parecchio

Il fotogiornalismo un pezzo indispensabile della libertà di espressione

18 novembre 2009
Neda Prime adesioni all' appello di Potere Fotografico - L' on. Alfonso Gianni: ‘’Facciamolo vivere il fotogiornalismo. Non lasciamo che esso sia trascinato a dover descrivere il politico in mutande o con il gamberone in bocca. Sosteniamolo in tutti i modi. E’ un pezzo indispensabile della nostra cultura e della libertà di espressione’’ --------- ‘’Facciamolo vivere il fotogiornalismo. Non lasciamo che esso sia trascinato a dover descrivere il politico in mutande o con il gamberone in bocca. O che, peggio ancora, sparisca del tutto, soffocato dalla televisione e dal conformismo Sosteniamolo in tutti i modi. E’ un pezzo indispensabile della nostra cultura e della libertà di espressione’’. Alfonso Gianni, deputato per varie legislature e viceministro dell’ economia nell’ ultimo governo Prodi, ha accolto l’ appello lanciato da Poterefotografico (vedi Lsdi, Il fotogiornalismo non deve morire) e ricostruisce il potere fascinatorio e di costruzione delle radici culturali di alcune immagini. In un editoriale, Gianni parte dalla foto di Neda, l’ immagine della giovane ragazza iraniana uccisa dagli irregolari del regime di Ahmajinejad , diventata immediatamente una icona della lotta contro la violenza dei regimi, ricordando di sentirsi profondamente

Fra i contendenti vince Bing?

17 novembre 2009
In un incontro segreto fra responsabili di Microsoft e rappresentanti di editori europei si sarebbe parlato dell’ ipotesi di una esclusiva del motore di ricerca di Bill Gates sui contenuti dei principali quotidiani - Secondo PuntoInformatico, Jonathan Miller, il capo della sezione digitale di News Corp, si è detto ‘’fiducioso sulla possibilità che altri editori seguano le orme'' del suo editore - ''Sicuramente uno di questi è già Associated Press che sta ulteriormente calcando la mano sulla questione dei pagamenti nei confronti dei suoi contenuti’’ – Intanto piovono critiche sull’ editoriale contro Google del Corsera di ieri ---------- Bing, il motore di ricerca di Microsoft in continua espansione (ha raggiunto in ottobre il 9,9% del mercato, con un aumento dell’ 1%), potrebbe avvantaggiarsi del conflitto fra Google e il fronte degli editori – capeggiato da Murdoch – accaparrandosi l’ esclusiva dell’ utilizzo dei contenuti dei principali quotidiani. L’ ipotesi, secondo quanto rileva Mauro Vecchio su Punto informatico, sarebbe stata ventilata nel corso di un incontro segreto tra responsabili di Microsoft e un gruppo di editori europei, principalmente legati a quotidiani. Vecchio cita TechCrunch Europe,

Grande movimento nel giornalismo online Usa

16 novembre 2009
TexasTribune Chiude CNN.com Live, il canale dell’ emittente di Atlanta interamente sul web, mentre parte TexasTribune.org, una start-up editoriale solo online con 12 giornalisti e un budget di 3,7 milioni di dollari ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - Giornalisti che vanno e giornalisti che vengono su Internet. Uno degli esperimenti più interessanti apparsi di recente sul web, il canale della CNN trasmesso interamente online, purtroppo chiuderà i battenti proprio mentre un gruppo di agguerriti cronisti texani muovono i primi passi con TexasTribune.org, in un' avventura editoriale che sarà tutta digitale. LA DELUSIONE DI CNN.COM LIVE Il network di Atlanta ha annunciato di voler licenziare i quattro conduttori che si dedicavano interamente all' edizione elettronica del canale CNN.com Live. I video giornalistici continueranno ad essere trasmessi via Internet e il sito ospiterà ancora le dirette di eventi che in tv vengono mostrati solo in parte . Purtroppo però l'idea di fondo della CNN online - una web tv sorella minore del canale satellitare - è fallita. (continua...)

Free press: chiude un altro quotidiano a Londra

15 novembre 2009
London Lite London Lite, il primo quotidiano del pomeriggio gratuito di Londra, ha chiuso dopo tre anni di vita. L’ ultima edizione del giornale è stata diffusa venerdì con un inserto a doppia pagina dal titolo "Thank you and good Lite!" con una selezione delle migliori prime pagine della sua storia Nato alla fine di agosto del 2006, LondonLite è stato il primo quotidiano gratuito pomeridiano di Londra, seguito a soli dieci giorni di distanza dal London Paper, pubblicato dalla News International di Rupert Murdoch. Le due testate concorrenti, oltre che essere accomunate dal periodo di nascita, hanno avuto anche lo stesso destino a pochi giorni di distanza. Il London Paper, infatti, ha interrotto le pubblicazioni un paio di mesi fa. La chiusura del principale concorrente – spiega Adginforma - aveva portato al London Lite un po’ di respiro, ma all’inizio di ottobre la situazione si è nuovamente complicata. Il 12 ottobre, infatti, l’ Evening Standard da giornale a pagamento si è trasformato in gratuito, con una distribuzione di 600mila copie, contro le 400mila del London Lite. Che a questo punto è stato costretto a cedere.

Il giornalismo ”crowdfunded” sbarca sul New York Times

15 novembre 2009
Spotus Le spese per un servizio di carattere scientifico pubblicato dal quotidiano martedì scorso sono state coperte con 6.000 dollari raccolti da Spot.us, un sito di ‘’crowdfunding journalism’’, attraverso le donazioni di 100 persone – Fra i donatori Craig Newmark e Jimmy Wales ---------- La sezione Scienze del New York Times - ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo insolito. Il servizio su una enorme isola di rifiuti che si è formata nel Pacifico settentrionale non è stato realizzato da un cronista del giornale ma da una giornalista freelance le cui spese sono state sostenute da centinaia di donatori in un esperimento di giornalismo finanziato dal basso ("crowd-funded" journalism). Le spese di viaggio per l’ autrice dell’ articolo, Lindsey Hoshaw, sono state raccolte attraverso Spot.Us (vedi Lsdi, Un sostegno dal nonprofit per il giornalismo investigativo del New York Times), un sito nato specificamente per sostenere il giornalismo investigativo in maniera collettiva. (continua...)

Una linea ”neutra” per la CNN

15 novembre 2009
Dobbs L’ uscita di scena di Lou Dobbs, commentatore di destra che conduceva un programma "alla Giuliano Ferrara", fa pensare che il canale all news di Atlanta stia per cambiare strategia, assumendo un taglio più asettico ed evitando ogni tipo di partigianeria – Dobbs verrà sostituito da un cronista più misurato, con un passato alla Associated Press ---------- di Matteo Bosco Bortolaso New York - Via le opinioni, solo cronaca. E' questa la linea della CNN dopo l'uscita di scena di Lou Dobbs, commentatore di destra che alle 7 di sera conduceva un programma "alla Giuliano Ferrara". Dall'anno prossimo verrà sostituito da un cronista più misurato, con un passato alla Associated Press, e il canale all news di Atlanta tenterà di non ostentare alcun tipo di partigianeria. L'anchorman conservatore era amato ed odiato in egual misura. Non piaceva per nulla agli ispanici, che non potevano sopportare le sue posizioni intransigenti sull'immigrazione clandestina. Dobbs, comunque, se ne è andato senza accusare nessuno, spiegando di "voler andare oltre" al lavoro alla CNN, di cui continua ad avere una buona opinione, o almeno così dice. "Ho lavorato qui per oltre trent'anni (in effetti