ProgressiveIn un ampio profilo-intervista sul numero di novembre del mensile Usa The Progressive, la fondatrice del noto Huffington Post spiega fra l’altro che “tutti gli obituari per i quotidiani sono prematuri”. Ci avviamo anzi verso un “futuro ibrido” in cui i media tradizionali abbracceranno le modalità dei new media (tra cui transparenza, immediatezza e interazione) e i new media adotteranno le “migliori pratiche degli old media (tra cui equilibrio, accuratezza e giornalismo investigativo di alto impatto)”.

Importanti anche alcune cifre che inquadrano il continuo successo dell’Huffington Post: venti milioni gli accessi medi mensili e, solo nel mese scorso, 1,7 milioni i commenti inseriti; ogni giorno, vengono pubblicati quasi 200 post originali e circa 100 le richieste da testate online di ogni tipo per essere linkati; oltre 70 i redattori a tempo pieno stipendiati e circa 3.000 i blogger non pagati che contribuiscono variamente.

E sui temi caldi del momento, secondo Arianna Huffington la discussione deve spostarsi da domande quali “Come salvare i giornali?” a “Come salvare e rafforzare il giornalismo”? Proponendo possibili repliche: “La gente si è abituata ad avere le notizie che vuole, quando e come e dove le vuole. E questo cambiamento diverrà stabile. Nonostante le allarmanti notizie sullo stato dell’industria dei quotidiani, in realtà siamo nel bel mezzo dell’età d’oro per consumatori d’informazioni che navigano la Rete, usano i motori di ricerca, hanno accesso agli articoli migliori in ogni angolo del mondo, e possono commentare, interagire, e creare comunità”.

L’intervista integrale su The Progressive (in inglese).

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