Quotidiani Usa: nella tabella il precipitare delle vendite
http://newsosaur.blogspot.com/2009/11/carnage-continued-in-q3-newspaper-sales.html
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Quotidiani Usa: la diffusione è forse ancora più bassa di quello che sembra
Michael Liedtke, un giornalista economico dell’ AP, spiega che dall’ aprile scorso le regole per il conteggio delle copie diffuse e vendute sono cambiate, a vantaggio degli editori (eng).
http://tech.yahoo.com/news/ap/20091122/ap_on_hi_te/us_newspaper_circulation
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Per un giorno leMonde.fr affida ai blogger la sua prima pagina
E’ accaduto venerdì in occasione del quinto anniversario della nascita della piattaforma di blog del giornale (fr).
http://www.journalismes.info/Le-Monde-fr-confie-sa-Une-a-des-blogueurs_a2420.html
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(continua...)
Link e segnalazioni (22-29/11)
29 novembre 2009
Quotidiani Usa: nella tabella il precipitare delle vendite
http://newsosaur.blogspot.com/2009/11/carnage-continued-in-q3-newspaper-sales.html
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Quotidiani Usa: la diffusione è forse ancora più bassa di quello che sembra
Michael Liedtke, un giornalista economico dell’ AP, spiega che dall’ aprile scorso le regole per il conteggio delle copie diffuse e vendute sono cambiate, a vantaggio degli editori (eng).
http://tech.yahoo.com/news/ap/20091122/ap_on_hi_te/us_newspaper_circulation
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Per un giorno leMonde.fr affida ai blogger la sua prima pagina
E’ accaduto venerdì in occasione del quinto anniversario della nascita della piattaforma di blog del giornale (fr).
http://www.journalismes.info/Le-Monde-fr-confie-sa-Une-a-des-blogueurs_a2420.html
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(continua...)
Una fabbrica di contenuti con 10.000 produttori e un algoritmo che sceglie gli argomenti
28 novembre 2009
E’ Demand Media, una start-up della Silicon Valley che produce contenuti per il web. La sua particolarità è che gli argomenti vengono scelti da un algoritmo che determina quali articoli e servizi produrre per ottenere il massimo di audience e di pubblicità.
Questo algoritmo tiene conto dei termini più ricercati su internet, delle parole chiave più richieste dai pubblicitari e dell’ esistenza o meno di materiali relativi a quell’ argomento sul web.
Una volta che, dopo tutti questi calcoli, il tema viene individuato, gli argomenti vengono annunciati online in una sezione speciifica del sito - Demand Studios -, la piattaforma attraverso cui passano i 10.000 redattori e video-giornalisti che riforniscono la società di articoli e di video.
Dalla sua nascita all’ ottobre scorso Demand Studios ha creato più di un milione di elementi di contenuto – spiega il sito -, a un ritmo di circa 4.000 articoli al giorno. E’ il ‘’numero uno’’ fra i generatori di contenuti su YouTube, con circa 2 milioni di clic al giorno e versa ogni mese ai suoi produttori ‘’milioni di dollari’’.
(via journalismes.info)
La rete è in pericolo, il giornalismo pure: la ‘’salvezza’’ forse è in una eretica alleanza
27 novembre 2009
Il 2 dicembre esce ‘’Eretici digitali’’, un saggio che Massimo Russo e Vittorio Zambardino, giornalisti ed esperti di rete appassionati, hanno costruito come una conversazione (attorno a un blog e a un manifesto in 10 tesi) – Il nostro obbiettivo, spiegano, è ‘’parlare con una sola lingua. L’abbiamo lanciato la scorsa primavera in dieci tesi riassumibili in un concetto: il digitale è un 'nuovo universo' che, appena arrivato, rischia di scomparire. Ingoiato dagli establishment, normato da una politica letteralmente “ignorante”, condizionato e riconquistato da vecchi e soprattutto nuovi padroni e doganieri. Potrebbe salvarsi alleandosi con una vecchia tigre: il giornalismo, inteso non come industria ma come pratica e cultura del Racconto’’
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''Il digitale è un 'nuovo universo' che, appena arrivato, rischia di scomparire. Ingoiato dagli establishment, normato da una politica letteralmente 'ignorante', condizionato e riconquistato da vecchi e soprattutto nuovi padroni e doganieri. Potrebbe salvarsi alleandosi con una vecchia tigre: il giornalismo, inteso non come industria ma come pratica e cultura del Racconto’’.
Quindi: ‘’una rete libera contro la politica normalizzatrice, una cultura che cambia il giornalismo dal di dentro (e crederci ancora dimostra che la fede è davvero temprata nell’acciaio), la
Giornalismo finanziato dai lettori: nuovi esperimenti in Francia e in Italia
27 novembre 2009
Dopo Spot.us nascono Glifpix e Pulitzer, due nuove piattaforme di crowdfunded journalism (giornalismo finanziato con i contributi degli internauti) in corso di lancio in Francia e in fase di progettazione in Italia
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Glifpix è una piattaforma messa a punto da Patrick Jarreau, ex redattore capo a leMonde, e Hala Kodmani, ex redattore capo a France 24. E offre la possibilità ai giornalisti di ogni parte del mondo (feelamce ma non solo) di esporre i propri progetti redazionali, per poi realizzarli quando il loro finanziamento verrà assicurato attraverso i contributi degli abbonati sostenitori.
Glifpix – spiega il sito – è una piattaforma di innovazione aperta, sia sul piano tecnologico che su quello editoriale, per testare dal vivo nuovi modi di produrre informazione ma anche nuovi business model e nuove tecnologie.
(continua...)
Un ‘iTunes’ per un consorzio di editori Usa
27 novembre 2009
Diversi editori,fra cui Time, Conde Nast, Hearst e Meredith, puntano a mettere in campo una sorta di ‘’ iTunes per i giornali’’ (la definizione è del New York Times) proponendo le loro riviste nei vari formati elettronici
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Una edicola elettronica, modello iTunes, per alcuni grossi editori Usa.
Time inc, Conde Nast e Hearst, secondo le indiscrezioni raccolte dal New York Times, si sarebbero consorziati, formando una società ad hoc con quote paritarie, per lanciare questa piattaforma. Come riporta giornalaio, secondo il quotidiano Usa (che cita fonti “bene informate sui fatti”), il consorzio dovrebbe realizzare un sistema, un software, per la visione degli articoli delle riviste sui diversi supporti digitali quali smartphones ed e- reader.
Si tratterebbe – nota ‘’giornalaio’’ - di un marketplace per i singoli contenuti sul quale gli editori dovrebbero avere piena gestione e controllo dei contenuti come il servizio per scaricare le canzoni. Secondo l’ Observer con questo sistema sarebbe possibile acquistare anche le edizioni cartacee.
‘’Che la mobilità possa essere la strada il veicolo per riuscire ad ottenere il pagamento delle notizie digitali è l’ ipotesi che attualmente parrebbe più plausibile. Un primo tentativo è stato effettuato all’inizio di questo
Internet in Usa sorpassa la carta come fonte di informazione
27 novembre 2009
Google: 4 miliardi di clic in un mese alle redazioni
27 novembre 2009
In un post sul blog di Google News in spagnolo, l’ azienda fornisce un altro po’ di cifre sul suo enorme volume di visitatori che porta ai siti di informazione, spiegando che, secondo loro, ‘’ogni clic è un’ occasione di affari’’
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Ogni mese Google produce quattro miliardi di clic sui siti di informazione, un miliardo attraverso Google News e gli altri tre miliardi attraverso i motori di ricerca: il che equivale a 100.000 clic/visitatori al minuto convogliati verso i circa 25.000 media nelle 30 lingue in cui il servizio è per ora disponibile.
Dopo le bordate arrivate dal fronte degli editori, con in testa Rupert Murdoch, che ha minacciato di togliere le sue testate dalla grande macchina digitale di Google, Mountain View ha deciso di passare al contrattacco snocciolando prima di tutto la sua impressionante serie di cifre. E spiegando che ‘’ogni clic è un’ occasione di affari per il sito di destinazione, permettendo a ciascuna testata online di vendere annunci pubblicitari, di proporre agli utenti di iscriversi al sito e di guadagnare la loro fedeltà’’.
La grande G – riporta journalismes.info - ha affidato la
Freelance: perché io valgo…
25 novembre 2009
La blogosfera ha il suo giornale (di carta)
25 novembre 2009
Uscito a Londra il primo numero su carta di Blogpaper, gioornale realizzato con i post di vari blog selezionati dagli internauti
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Qui accanto la copertina del primo numero di the blogpaper, la rivista cartacea gratuita realizzata con una selezione di articoli da vari blog (vedi Lsdi, Un blog di carta a Londra).
La composizione della rivista è determinata sul sito web del giornale, dove ogni articolo viene sottoposto ai voti degli internauti. Per ora non si prevedono compensi per i collaboratori e la testata si dovrebbe reggere sulla pubblicità.
Il primo numero del giornale è stato distribuito venerdì scorso in quattro stazioni della metropolitana di Londra.
Inevitabile il viale del tramonto per i giornali americani?
25 novembre 2009
"Final edition: Twilight of the American newspaper" è un ampio intervento sul crepuscolo cui sono avviati buona parte dei quotidiani cartacei made in Usa. In particolare nella Bay Area di San Francisco dove l'autore, Richard Rodriguez, vive e lavora presso New America Media, progetto avviato nel 1996 che segue sia le comunità di immigrati residenti negli Stati Uniti sia quanto accade nei rispettivi Paesi, scambiando notizie tra circa 2.000 testate "etniche". Fra l'altro proprio ieri il sito ha pubblicato un ampio servizio sulle questioni dell'immigrazione in Italia.
"Non immaginiamo più il giornale come una città o una città come un giornale", scrive Rodriguez dopo aver sottolineato la peculiarità tutta statunitense che ha storicamente visto i quotidiani nascere e crescere di pari passo allo sviluppo di città e territori locali. "Le forze che operano contro i quotidiani cartacei probabilmente sono variegate e remote come il Modello T della Ford e la pillola anticoncezionale. ... Oggi potremmo dire: i giornali scompariranno perché la tecnologia ci costringerà ad acquisire l'informazione secondo modalità nuove. In tal caso, chi ci racconterà cosa significa vivere come cittadini di Seattle, Denver o Ann Arbor? La