Una delegazione dell’ associazione ‘’Annaviva’’ e una collaboratrice di Lsdi hanno compiuto un viaggio a Mosca rendendo omaggio, nell’ anniversario della nascita, alla tomba della giornalista uccisa e incontrando giornalisti e attivisti dei diritti umani per capire la situazione della libertà di stampa in Russia e nel Caucaso - “Di fatto, con l'omicidio di Anna Politkovskaja e Nataša Estemirova le informazioni sul Caucaso Settentrionale hanno smesso di arrivare. Era quello lo scopo”, racconta Dmitryj Muratov, direttore di Novaja Gazeta, il quotidiano per cui le due giornaliste lavoravano - “Non si può dire che ci sia censura, c'è autocensura. La maggior parte dei giornalisti che lavorano nei giornali, nelle televisioni prendono questa decisione”
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Dopo l' uccisione del giornalista Malik Akhmedilov e degli attivisti per i diritti umani Natal'ja Estemirova, Sarema Sadulaeva e Alik Džabrailov, vari giornali e ong hanno scelto di non avere referenti nel Caucaso.
Il che equivale in qualche modo a dover barattare la propria ragione di essere con la sicurezza dei cardini della propria autorevolezza. Senza contare che non si è palesato alcun tipo di sostegno anche solo morale né







