Il network interno lanciato alcuni mesi fa dall’ Ente spaziale americano per i suoi 18.000 addetti offre un esempio di come le redazioni giornalistiche potrebbero utilizzare la tecnologia dei social media per sviluppare ambienti di lavoro più aperti e collaborativi – Un’ analisi su Poynter.org
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Spacebook, il social network lanciato dalla Nasa, l’ ente spaziale americano, per i suoi 18.000 addetti può essere un esempio di come le redazioni giornalistiche possono utilizzare la tecnologia dei social media per sviluppare un ambiente di lavoro più aperto e collaborativo.
Lo suggerisce Patrick Thornton in un articolo su Poynter.org, ricordando che la Nasa aveva lanciato il suo social network interno all’ inizio di quest’ anno per accrescere l’ interazione fra i dipendenti e favorire la collaborazione di gruppo.
Il sito, presentato qualche giorno fa al Gov2.0 summit, è accessibile solo agli addetti e offre loro la possibilità di cambiare il proprio profilo, di condividere files e amici di altri utenti, di seguire le attività dei propri amici come su Facebook, di creare e aderire








