Monthly Archives: settembre 2009

Da Spacebook (il Fb della Nasa) una ‘lezione’ su come le redazioni possono migliorare la collaborazione interna

16 settembre 2009
nasa1 Il network interno lanciato alcuni mesi fa dall’ Ente spaziale americano per i suoi 18.000 addetti offre un esempio di come le redazioni giornalistiche potrebbero utilizzare la tecnologia dei social media per sviluppare ambienti di lavoro più aperti e collaborativi – Un’ analisi su Poynter.org ----------

Spacebook, il social network lanciato dalla Nasa, l’ ente spaziale americano, per i suoi 18.000 addetti può essere un esempio di come le redazioni giornalistiche possono utilizzare la tecnologia dei social media per sviluppare un ambiente di lavoro più aperto e collaborativo.

Lo suggerisce Patrick Thornton in  un articolo su Poynter.org, ricordando che la Nasa aveva lanciato il suo social network interno all’ inizio di quest’ anno per accrescere l’ interazione fra i dipendenti e favorire la collaborazione di gruppo.

Il sito, presentato qualche giorno fa al Gov2.0 summit, è accessibile solo agli addetti e offre loro la possibilità di cambiare il proprio profilo, di condividere files e amici di altri utenti, di seguire le attività dei propri amici come su Facebook, di creare e aderire

L’ opaco rumore di fondo di Twitter

16 settembre 2009
twitter6 Secondo Massimo Mantellini, Twitter è ormai diventato uno strumento troppo grande e troppo caotico per poterne immaginare rapidi e sintetici utilizzi informativi – E, una volta sopito l’ entusiasmo - scrive su Punto informatico - ‘’ occorrerà forse organizzarsi meglio’’ . ----------

Twitter è ormai diventato uno strumento troppo grande e troppo caotico per poterne immaginare rapidi e sintetici utilizzi informativi. Pescare dentro il grande rumore di fondo di migliaia di persone che citofonano agli amici la stessa informazione, che ricopiano per ore tutti lo stesso link o che magari scherzano su un evento potenzialmente drammatico scrivendo frasi del tipo “credevo fosse stato il terremoto invece è solo una cicciona che è passata in strada qui sotto”, è un lavoro improbo e molto dispendioso.

Lo nota Massimo Mantellini sul suo ultimo Contrappunto su Punto informatico (‘’Cinguettii di fondo?’’). Mantellini ritiene che ‘’i media imbracciano Twitter come uno strumento per seguire le emergenze informative, ma i flussi di informazione cinguettati spesso rimbalzano e confluiscono nel brusio globale’’. (continua...)

Metà degli editori Usa convinti che il sistema dei contenuti online a pagamento funzionerà

16 settembre 2009
api2 Lo ha rilevato una ricerca dell’ American Press Institute su 118 aziende editoriali di differenti tipologie – Il 58% degli interpellati sta valutando l’ ipotesi di istituire forme di pagamento, dall’ abbonamento mensile, ai micropagamenti, ai ‘’pass quotidiani’’ ----------

Più di metà degli editori di quotidiani pensano che i lettori accetteranno di pagare per accedere ai contenuti online. Lo rileva una ricerca condotta per l’ American Press Institute dai consulenti editoriali Greg Harmon e Greg Swanson.

Il 51% degli editori hanno affermato di credere di poter far pagare con successo i propri contenuti, contro il 49% che sono convinti o credono che il pagamento per i contenuti online non possa funzionare, riporta Mediabuyerplanner.com  citando il blog – Riflessioni di un newsosauro – di Alan D. Mutter.

(continua...)

Ma molti grandi editori dicono no all’ online a pagamento

15 settembre 2009
pagamento Non tutto il fronte editoriale Usa intende, per ora, imboccare la linea lanciata da Rupert Murdoch - Intanto una piccola analisi di PaidContent rileva che dai risultati dei giornali online che fanno pagare i contenuti emerge ‘’ un quadro piuttosto poco incoraggiante'' ----------

Mentre si continua a discutere sul passaggio dal tutto gratuito al sistema di un parziale pagamento dell’ informazione su Internet, PaidContent ha fatto una piccola inchiesta sui risultati dei giornali online che fanno pagare l'accesso al servizio. Ne emerge – segnala Luca De Biase sul suo blog - un quadro piuttosto poco incoraggiante: 

I giornali tendono a collocarsi in mercati di piccole dimensioni, spesso rurali; i costi degli abbonamenti all’ online in generale sono nettamente inferiori a quelli dell’ edizione a stampa (mediamente il 75% del prodotto su carta); dove i dati sono disponibili, il numero degli abbonati online è ancora una minima parte degli abbonati all’ edizione cartacea (meno del 5%); molti di questi giornali spiegano di aver adottato il sistema a pagamento non tanto per fare soldi online, ma quanto per proteggere

Crolla a picco negli Usa la credibilità dei media

15 settembre 2009
pew4 Secondo una ricerca compiuta dal Pew Research Center for the People & the Press, quasi i due terzi degli americani pensano che le informazioni che leggono, ascoltano o guardano sono spesso poco accurate – Il più alto livello di scetticismo registrato dal 1985, quando questo tipo di analisi della percezione dei media fu effettuato per la prima volta ----------

La credibilità delle notizie fornite dai media sta calando insieme alle entrate. Quasi i due terzi dei cittadini Usa pensa che le informazioni che leggono, ascoltano o guardano sono spesso poco accurate. Lo rileva un sondaggio recente compiuto dal Pew Research for the People & the Press .

Un sondaggio che – nota Ejc.net – segna il più alto livello di scetticismo registrato a partire dal 1985, quando questo tipo di analisi della percezione dei media fu effettuato per la prima volta. L’ analisi non distingue comunque fra blogger e addetti dei giornali o delle reti radiotelevisive, lasciando agli interpellati l’ interpretazione della definizione ‘’notizie dei media’’.

Un Manifesto del giornalismo al tempo di internet

13 settembre 2009
manifesto-internet Una quindicina di giornalisti e blogger tedeschi hanno lanciato un manifesto che ripercorre i tratti essenziali della Rete proponendolo al dibattitto delle comunità online dei vari paesi ---------- ‘’Internet è un mezzo di comunicazione totalmente diverso da quelli tradizionali. Chi lo usa non è un semplice fruitore di notizie e messaggi, ma partecipa direttamente alla produzione dell' informazione’’.

Parte da questo dato chiave il ‘’Manifesto del giornalismo ai tempi di internet’’ che una quindicina di blogger e giornalisti tedeschi hanno elaborato e diffuso in questi giorni.

Ne ha dato notizia Marco Pratellesi sul suo blog -  Mediablog – , con un’ analisi di Francesco Tortora, mentre Roberto Cassinelli, parlamentare del Pdl, ha annunciato sul suo blog che ne invierà il testo a tutti i parlamentari italiani chiedendo loro di sottoscriverlo.

(continua...)

Se Google ‘democratizzerà’ i micropagamenti darà il via a una nuova rivoluzione?

12 settembre 2009
google12 Il sistema del tutto-gratuito è in crisi e il gigante americano, con la messa a punto di un nuovo sistema di micropagamenti, si propone di dominare il settore – ‘’Cercate con Google e pagate con ‘Checkout’ ‘’ – L’ informazione come una applicazione? - Un’ analisi di Benoit Raphael ----------

''Se  Google democratizzerà i micropagamenti, includendoli in modo ‘indolore’ nel percorso di ricerca dell’ internauta, si può scommettere che riuscirà a produrre una nuova mutazione nell’ ecosistema dell’ informazione’’.

Ecco, potrebbe essere questo, secondo Benoit Raphael,  il processo che si è aperto ora che Google ha fatto sapere di stare lavorando su un nuovo sistema per i micropagamenti (vedi Lsdi, Da Google un sistema per i micropagamenti online).  La notizia è stata forse sottovalutata. Ne è convinto Raphael, che ad essa dedica un’ ampia analisi, cominciando con una notazione che a molti è sfuggita e cioè che puntando forte sui micropagamenti,  Google sta ‘’mettendo giustamente i piedi’’ in uno dei settori più promettenti di Apple.

Tutti i contenuti devono essere accessibili, continua a sostenere il

Pubblicità Usa: Internet cresce del 37,5% fra 2006 e 2009 mentre i media tradizionali calano del 30%

11 settembre 2009
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Nel secondo quadrimestre di quest’ anno gli investimenti pubblicitari sui media hanno registrato in Usa un vistosissimo calo rispetto allo stesso perido dell’ anno scorso. Unica eccezione i ricavi di Internet che, in termini percentuali, hanno segnato un forte incremento.

Lo segnala Sfnblog citando un articolo di MediaPost.

Per quanto riguarda lo share, tranne che per i quotidiani, la percentuale è rimasta sostanzialmente la stessa, stando ai dati raccolti dalle principali associazioni del settore Usa.

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Da Google un sistema per i micropagamenti online

11 settembre 2009
google5 Mentre anche l’ Economist si appresta a far pagare una parte dei suoi contenuti, la grande G sta lavorando ad un sistema per rendere più semplici e immediati i pagamenti online – Il sistema sarà una estensione di Google Checkout, un servizio simile al più diffuso PayPal della concorrente eBay ----------

Se - come sostiene da tempo Rupert Murdoch - il futuro dell'informazione online sarà a pagamento e mentre anche l’ Economist si appresta a far pagare una parte dei suoi contenuti (vedi Mediaweek), Google vuole ovviamente avere la sua parte in questo nuovo business.

La casa di Mountain View sta infatti lavorando ad un sistema per rendere più semplici e immediati i pagamenti online. A cominciare dalle micro-transazioni da pochi centesimi con cui dal prossimo anno saremo costretti ad acquistare gli articoli sui siti del Wall Street Journal o dell'Economist, come rileva Marco Pratellesi su Mediablog.

(continua...)

Un nuovo e-reader presto sul mercato

11 settembre 2009
asus E' stato progettato dalla Asus, che lo metterà in commercio a partire alla fine dell’ anno, e sarà molto più economico di quelli atualmente in circolazione – Ma avrà il formato di un libro tascabile e per questo non sembra che possa fare molto colpo sulla comunità dei lettori ‘’appassionati’’ dei quotidiani ----------

Un nuovo lettore elettronico sarà presto sul mercato. E’ stato progettato dalla Asus, l’ azienda elettronica di Taiwan, che lo metterà in commercio a partire alla fine dell’ anno, e sarà molto più economico di quelli atualmente in circolazione. Lo ha annunciato il presidente della Asus, Jerry Shen, spiega Editorsweblog citando il Times.

Sebbene non ci siano molti particolari sulle caratteristiche del prodotto, qualcosa si è saputo. Il prototipo, che (come si vede nella foto) è articolato in due touch screen, si apre come un libro permettendo all’ utente di girare effettivamente le pagine virtuali, e si può convertire in un keypad, trasformandosi in un laptop, completo di microfono e videocamera, facilitando l’ uso di internet e