Monthly Archives: settembre 2009

Grande successo per il Google islamico

23 settembre 2009
imhalal ImHalal.com, il motore di ricerca realizzato per ‘’aiutare i mussulmani a esplorare internet in un ambiente sano e pulito’’, ha attratto più di 500.000 visitatori nei suoi primi due mesi sul web e i suoi creatori si ritengono molto soddisfatti ----------

Il primo motore di ricerca ‘’orientato islamicamente’’, in quanto segnala fra l’ altro i contenuti che possono essere considerati  "haraam" (proibiti) dai mussulmani, è stato definito ‘’un successo’’ dai suoi creatori, visto che ha attratto più di 500.000 visitatori nei suoi primi due mesi sul web.

Lo rileva Ejc.net, spiegando che il motore di ricerca, ImHalal.com ,  è stato realizzato per ‘’aiutare i mussulmani a esplorare internet in un ambiente sano e pulito’’, come Reza Sardeha, il giovanissimo (appena 20 anni) studente di marketing che lo coordina da Amsterdam, ha detto al Times online.

 "Abbiamo ricevuto numerose reazioni positive anche da non mussulmani, che hanno scelto ImHalal.com come home-page in modo che i loro bambini possono esplorare internet senza imttersi

Tra carta e pixel: quando il “nemico” ti da una mano

23 settembre 2009
atlantic Da un lettera aperta pubblicata sulla rivista statunitense The Atlantic del blogger Andrew Sullivan indirizzata a G.W. Bush e incentrata sulle torture autorizzate dall’ex presidente, nasce un appello on-line agli utenti: comprate la rivista per sostenerne l’integrità editoriale. E le vendite si impennano ----------

di Andrea Fama

Tutto è iniziato con una lettera aperta di un noto blogger politico, il repubblicano Andrew Sullivan, indirizzata a George W. Bush, in cui il giornalista chiedeva all’ex presidente di assumersi le proprie responsabilità per aver autorizzato le torture nei confronti dei detenuti afgani e irakeni, in modo da chiudere un “capitolo tragico nella storia del paese” e lasciarsi alle spalle questo doloroso dibattito.

La rivista statunitense The Atlantic ha deciso di mettere in copertina la lettera di Sullivan, sfidando ogni regola commerciale e dando risalto ad un argomento ostico affrontato con un linguaggio diretto e senza compromessi (in copertina, infatti, campeggia in rosso la parola tortura).

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‘’Editori, prima di denunciare Google imparate a usare il web’’

22 settembre 2009
fieg1 Secondo Massimiliano Magrini, ex dirigente di Google Italia, la denuncia presentata all’ Antitrust dalla Fieg sembra ‘’un’operazione pretestuosa, strumentale, per ottenere vantaggi tattici a breve termine” ----------

 “La denuncia presentata dagli editori di giornali della Fieg all’Antitrust per abuso di posizione dominante? Mi sembra un’operazione pretestuosa, strumentale, per ottenere vantaggi tattici a breve termine”.

Lo sostiene Massimiliano Magrini, fino allo scorso luglio country manager di Google Italia, in un’ intervista pubblicata sull’ ultimo numero di ‘Prima Comunicazione, in edicola dal 22 settembre.

Secondo Magrini- che dopo aver lasciato Google ha costituito una sua società a MIlano, Annapurna Ventures -,  invece di prendersela con Google, gli editori dovrebbero imparare a gestire meglio il cambiamento, a usare meglio Internet.

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Manca anche il buon marketing nella cultura editoriale italiana

22 settembre 2009
giornali-bambino Lo sostiene un giornalaio esperto di marketing, sostenendo che sette volte su dieci le cause del fallimento di molti giornali sono imputabili non tanto al prodotto quanto ad errori ed omissioni nella strategia commerciale ---------- ‘’Anche per l’editoria italiana è arrivato il momento nel quale ci si renda conto che non tutto il Marketing [quello con la M maiuscola] vien per nuocere. Se credete, provate a chiedere al vostro giornalaio di fiducia, secondo me ha delle idee in proposito’’.

Parola di edicolante: Pier Luca Santoro (un esperto di marketing che da un anno gestisce un chiosco di giornali) sottolinea sul suo (interessante) blog – chiamato non a caso ‘’Il giornalaio’’ – la mancanza di una buona cultura di marketing da parte degli editori italiani di giornali, rileando come ‘le cause di fallimento’’ di molti giornali ‘’sono imputabili sette volte su dieci non al prodotto ma ad altri elementi’’, soprattutto di natura commerciale.

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Obama in soccorso ai giornali che si trasformano in non-profit

22 settembre 2009
poynter2 Intervistato alla Casa Bianca il presidente si è detto ‘’pronto a studiare proposte di legge’’ relative a interventi di salvataggio da parte del governo federale per quotidiani che si ristrutturano come ‘’fondazioni senza fine di lucro’’ - Il Newspaper Revitalization Act è mirato alla sopravvivenza dei giornali locali, non dei grandi gruppi editoriali - In cambio delle agevolazioni, i giornali non potrebbero più fare endorsment politici ma avrebbero libertà di scrivere su ogni tipo di argomento comprese le campagne elettorali. Pubblicità e abbonamenti sarebbero esentasse mentre contributi e donazioni sarebbero detraibili dalle imposte ----------

Barack Obama è ‘’pronto a studiare’’ proposte di legge che prevedano interventi di sostegno da parte del governo federale Usa ai giornali  che accettano di trasformarsi in strutture non-profit (vedi Lsdi, Il futuro del giornalismo sarà sempre più non-profit?).

‘’In Congresso da marzo è sul tavolo la proposta del senatore Ben Cardin del Maryland che garantisce ai giornali sgravi fiscali se si ristrutturano come fondazioni senza fine di lucro’’, spiega Alessandra Baldini in un servizio sull’ Ansa. 

‘’Il

Oltre la retorica: la Rete riproduce le divisioni in classe (almeno in Usa)

20 settembre 2009
fb2 Internet riflette ed ingrandisce dinamiche pre-esistenti e ne rende alcune molto più visibili di prima: ad esempio gli utenti di Facebook e MySpace sono chiaramente divisi per classe, rileva Danah Boyd in un intervento su Alternet, di cui pubblichiamo qui la traduzione, ricostruendo le radici della ‘’migrazione’’ dei bianchi e dei privilegiati da MySpace a Facebook - ‘’Tendiamo a credere al mito utopico di Internet come fonte di salvezza, ma non è così’’ - Dal panorama dei social media emerge bene come la “scelta” partecipativa porti ad una riproduzione digitale delle divisioni sociali ---------- Dana Boyd ha compiuto una ricerca etnografica sul campo fra le giovani generazioni Usa scoprendo che gli adolescenti ricorrono ad etichette e categorie sociali per identificare le persone in base ai valori, il gusto e la posizione sociale. ‘’Riflettendo la scelta dei ragazzi tra MySpace e Facebook, questi siti si sono fatti carico di tali categorie sociali e ciò è più evidente che mai nel linguaggio di coloro che hanno scelto Facebook al posto di MySpace’’, spiega l’ autrice. MySpace è diventato il ghetto del panorama digitale. Le persone che lo frequentano è probabile

I giornalisti europei amano il proprio lavoro e sono ottimisti sul futuro

20 settembre 2009
european Lo ha rilevato l’ European Digital Journalism Survey 2009 in un sondaggio su oltre 350 cronisti di sei paesi d' Europa (non l’ Italia), secondo cui più dell’ 80% dei giornalisti sono soddisfatti o più contenti di prima del loro lavoro e solo il 32% pensa che la loro testata sia a rischio di chiusura – Per molti la qualità del giornalismo sarebbe cresciuta con l’ avvento di Internet - Ma oltre il 60% ritiene che la carta stampata si ridurrà sensibilmente e il 54% pensa che la carenza di risorse economiche influenzerà negativamente la qualità - Oltre la metà del campione [53%] ritiene che l’ on line sia ben lungi da essere un modello di business profittevole ----------

Nonostante tutti i cambiamenti che hanno investito l’ industria delle notizie e le sue recenti difficoltà, i giornalisti europei restano ottimisti. Più dell’ 80% sono soddisfatti o più contenti di prima del loro lavoro. Lo ha scoperto l’ edizione di quest’ anno dell’  European Digital Journalism Survey e si tratta effettivamente di una scoperta per molti versi sorprendente, come commenta

E Google sceglie la via degli accordi con gli editori

19 settembre 2009
fast-flip1 ‘’Fast flip’’ segnerà l’ avvio di una nuova era di relazioni fra Google e gli editori di quotidiani dopo vari anni di scontri anche piuttosto duri? - Un nuovo servizio di aggregazione di notizie e servizi giornalistici contrattata con gli editori e non più totalmente ‘’automatizzata’’, come avviene (e avverrà ancora) con Google News ----------

‘’Fast flip’’segnerà l’ avvio di una nuova era di relazioni fra Google e gli editori di quotidiani dopo vari anni di scontri anche piuttosto duri? Molti commentatori leggono in questa chiave l’ avvio (per ora solo negli Usa) di Fast Flip, un nuovo servizio di aggregazione di notizie e servizi giornalistici contrattata con gli editori e non più totalmente ‘’automatizzata’’, come avviene con Google News, che comunque rimane nel campo delle breaking news.  

Dopo l’ annuncio dell’ avvio (o del riavvio) di un sistema di micropagamenti per i contenuti online che Google ha offerto ai grandi editori Usa (raccolti nella NAA, Newspaper Association of America), il gigante di Mountain View lancia questo nuovo servizio.

Un magazine free fatto interamente dai lettori

19 settembre 2009
hidepark E’ Hyde Park, una rivista multitematica che verrà distribuita gratuitamente in varie città italiane, realizzata da alcuni freelance campani – ‘’Portare nel mondo della stampa un cambio di vedute radicale e profondo come quello del Web 2.0’’ ---------- Un magazine gratuito realizzato interamente con i contributi dei cittadini/lettori. L’ esperimento è partito in questi giorni ad opera di alcuni freelance campani.La rivista – multitematica - si chiama Hyde Park, e verrà distribuita gratuitamente in varie città italiane.  

Il progetto Hyde Park – spiegano i creatori – ‘’si propone di portare nel mondo della stampa un cambio di vedute radicale e profondo come quello verificatosi in informatica con l’avvento del Web 2.0: passare da un flusso unidirezionale di informazioni a un modello di libera circolazione e confronto di idee, conoscenze e cultura (intesa in senso lato).

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Nuovo allarme contro i rischi per la libertà di informazione in rete

17 settembre 2009
lsdi-pecorella Un autentico terremoto: così Guido Scorza, presidente dell’ Istituto per le Politiche dell’ Innovazione, definisce la proposta di legge dei deputati del Pdl Gaetano Pecorella ed Enrico Costa che punta a introdurre per i siti internet di informazione tutte le norme previste dalla legge sulla stampa del 1947 ----------

Un autentico terremoto. Così Guido Scorza , presidente dell’ Istituto per le Politiche dell’ Innovazione, definisce la proposta di legge dei deputati del Pdl Gaetano Pecorella ed Enrico Costa che punta a introdurre per i siti internet di informazione tutte le norme previste dalla legge sulla stampa del 1947. La proposta, che risale al maggio del 2008, è stata assegnata il 14 settembre alla Commissione Giustizia della Camera e in queste ore, da vari punti della Rete,  sono venute delle reazioni fortemente critiche se non assolutamente allarmate.

Grazie al ddl Pecorella-Costa – sottolinea fra gli altri Luca Boschi su ‘’Nova’’ - , ‘’tempestivamente sfornato per venire in soccorso del premier mettendo a tacere anche la Rete, l' ecosistema dell’informazione sul web, in Italia