In un intervento su AgoravoxItalia Michele Mezza critica la recente posizione di Carlo De Benedetti attribuendogli una visione ‘’fordista’’ dell’ organizzazione della produzione nelle redazioni – Un punto di vista che avrebbe contagiato profondamente anche i giornalisti e il sindacato, attraverso ''una piattaforma contrattuale, e più in generale una cultura che, proprio come l’ing De Benedetti, considera l’innovazione un pedaggio da pagare alla contemporaneità''
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I ragionamenti sulla crisi dei giornali e i modi per affrontarla svolti nei giorni scorsi dall' editore Carlo De Benedetti, ‘’sono assolutamente in controtendenza rispetto a quanto si verifica in tutto il mondo, dove l’intreccio fra industria della comunicazione e rete ha abbattuto vertiginosamente i costi generali e per unità di prodotto di tutti i servizi informativi, scremando, impietosamente, quanti invece non hanno saputo adeguarsi''. Lo sostiene Michele Mezza, Vice Direttore Sviluppo Business e Strategie Tecnologiche della RAI ed ex vice direttore di RaiNews24, in un ampio articolo su Agoravox Italia (‘’Giornalismo. Inseguiamo le lancette’’) alla vigilia dell’ incontro di domani alla Statale di Milano su giornalismo e postgiornalismo organizzato








