Monthly Archives: settembre 2009

”L’ innovazione non è un pedaggio ma una straordinaria opportunità”

30 settembre 2009
manuzio In un intervento su AgoravoxItalia Michele Mezza critica la recente posizione di Carlo De Benedetti attribuendogli una visione ‘’fordista’’ dell’ organizzazione della produzione nelle redazioni – Un punto di vista che avrebbe contagiato profondamente anche i giornalisti e il sindacato, attraverso ''una piattaforma contrattuale, e più in generale una cultura che, proprio come l’ing De Benedetti, considera l’innovazione un pedaggio da pagare alla contemporaneità'' ----------

I ragionamenti sulla crisi dei giornali e i modi per affrontarla svolti nei giorni scorsi dall' editore Carlo De Benedetti, ‘’sono assolutamente in  controtendenza rispetto a quanto si verifica in tutto il mondo, dove l’intreccio fra industria della comunicazione e rete ha abbattuto vertiginosamente i costi generali e per unità di prodotto di tutti i servizi informativi, scremando, impietosamente, quanti invece non hanno saputo adeguarsi''. Lo sostiene Michele Mezza, Vice Direttore Sviluppo Business e Strategie Tecnologiche della RAI ed ex vice direttore di RaiNews24, in un ampio articolo su Agoravox Italia (‘’Giornalismo. Inseguiamo le lancette’’) alla vigilia dell’ incontro di domani alla Statale di Milano su giornalismo e postgiornalismo organizzato

Nuovi giornalismi e nuovi giornalisti dal laboratorio della Rete

30 settembre 2009
nyrb2 Un web ribollente di materiale originale, eccitante e creativo (sebbene caotico ed esasperante) smentisce la convinzione che la Rete si limiti a cannibalizzare i mainstream media - La pratica del giornalismo viene invece reinventata dal web, con un ventaglio di esperimenti affascinanti nel campo della raccolta, della presentazione e la distribuzione delle notizie – Un’ analisi di Michael Massing ----------

Sebbene Internet sia “uno strumento meraviglioso”, continua a circolare l’ immagine di una Rete che cannibalizza i mainstream media e la convinzione che il contributo di aggregatori e blogger sia poco più che una ripetizione e un disordinato intrecciarsi di commenti, con i lettori che raggiungono l’ informazione attraverso gli aggregatori e tralasciano l’origine delle notizie – ovvero i giornali stessi. ‘’Tuttavia, nel loro disprezzo, tali affermazioni sembrano tanto anacronistiche quanto difensive’’, rileva Michael Massing, giornalista, esperto di questioni internazionali, collaboratore della Columbia Journalism Review, in un ampio articolo sulla New York Revue of Books che analizza in profondità le grandi novità del web, soprattutto della blogosfera, Usa e di cui pubblichiamo qui sotto la traduzione.

Giornalismo e postgiornalismo, un convegno dell’ Ordine di Milano

30 settembre 2009
ordine ''Giornalismo e post-giornalismo. News e lettori tra vecchi e nuovi media". Questo il tema della seconda edizione degli incontri sul futuro del giornalismo che l' Ordine dei giornalisti lombardo ha organizzato per giovedì 1 ottobre a Milano. In apertura dei lavori (Aula Magna dell' Università statale, a partire dalle 930) verrà presentato un nuovo studio di Enrico Finzi (Astra Ricerche). Si tratta di una una web research sul consumo dei media, sull'utilizzo di Internet, sulle fonti, sui mezzi e sul ruolo e l'evoluzione del giornalismo nei prossimi cinque anni. I relatori saranno: Mario Calabresi (direttore de La Stampa), Luca De Biase (caporedattore Nova 24 - Il Sole 24 Ore), Ferruccio de Bortoli (direttore Corriere della Sera), Carlo Malinconico (presidente Fieg), Maria Grazia Mattei (fondatrice Meet the Media Guru), Michele Mezza (vice direttore Rai International), Simona Panseri (Responsabile comunicazione Google Italy) e Gianni Riotta (direttore Il Sole 24 Ore). Moderatore del dibattito sarà Venanzio Postiglione (direttore giornalista del Master/Ifg dell'Università Statale di Milano). Introdurrà il convegno Letizia Gonzales, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia. Porterà il suo saluto il rettore dell'Università Statale, Enrico Decleva. Per accreditarsi cliccare qui.

Da Parigi a Scampia la redazione di Agoravox Italia?

29 settembre 2009
agoravox1 Francesco Piccinini, direttore dell' edizione italiana del sito di giornalismo partecipativo, racconta in una intervista a Scene digitali l' esistenza di contatti in questo senso con il Comune di Napoli – In progetto anche una edizione settimanale cartacea del lavoro del sito -----------

Agoravox Italia sta ‘’lavorando con il Comune di Napoli per valutare l’ opportunità di trasferire la redazione da Parigi a Scampia’’ e sta valutando l’ ipotesi di uscire anche come un settimanale cartaceo.

Lo annuncia, in una intervista a Vittorio Zambardino su Scene digitali (Repubblica.it), Francesco Piccinini, direttore di Agoravox, una delle principali testate di giornalismo partecipativo che operano nel nostro paese (vedi Lsdi, Agoravox Italia, cinque mesi di giornalismo partecipativo).

(continua...)

Il giornalista ‘’spogliato’’

29 settembre 2009
press L’ informazione è sovrabbondante, ma il giornalismo, secondo Narvic, sta scivolando irrimediabilmente verso il declino – Il sogno spezzato dell’ indipendenza - C’ è meno bisogno di giornalisti di prima perché internet « spoglia » il giornalismo delle sue funzioni tradizionali, che vengono ormai svolte in modo diverso, e lo lascia lì tutto nudo - Il « giornalista spogliato » è in concorrenza su tutti i fronti con dei nuovi attori e non sa più molto bene cosa sia, a cosa serva, o se può ancora servire a qualcosa - Non è che il giornalista non sia più utile. Dispone di competenze, di esperienza, di una cultura generale e professionale dell’ attualità e dei lettori che permettono di produrre delle selezioni, gerarchizzazioni, contestualizzazioni delle notizie che restano pertinenti. Ma ha sempre meno specificità. E quindi gli è sempre più difficile far valere il « valore aggiunto » che egli può portare al trattamento dell’ informazione – Il « giornalismo di link » ----------

DOPO IL GIORNALISMO

 di Narvic
( novovision, 26 settembre 2009


narvic4 Il giornalismo è finito? Pare di sì. Da

Sostegni statali alla stampa in crisi. ‘’Fischi’’ a De Benedetti, ma in Germania si pensa a un’ addizionale sui pc collegati alla rete

29 settembre 2009
flatrate I proventi di questa KulturFlatrate verrebbero redistribuiti all' editoria cartacea in proporzioni minuziosamente definite da un algoritmo variabile a ogni momento, il quale tenga conto di tiratura, lettorato, costi di produzione, livello di qualità e molte altre variabili ---------- La proposta di Carlo De Benedetti (‘’ai giornali una parte del prezzo adsl’’) è stata accolta da reazioni piuttosto feroci (basta scorrere i commenti ai post di Luca de Biase o di Massimo Mantellini), ma intanto, in Germania, il nuovo parlamento dovrebbe approvare senza difficoltà una proposta di legge che prevede il sostegno alla stampa di qualità attraverso una tassa addizionale da pagare per ciascun computer collegato alla rete. (continua...)

L’ industria Usa dei quotidiani non vuole salvagenti governativi

27 settembre 2009
newspapers In un’ audizione davanti al Congresso il presidente della Newspaper Association of America ha spiegato che gli editori non stanno "chiedendo un intervento governativo né alcun altro tipo di sussidio speciale’’, ma che ‘’esistono molti altri modi in cui il Congresso può aiutare l’ editoria, per esempio attraverso una modifica dei sistemi di tassazione o interventi nel campo previdenziale’’ ----------

L’ industria dei giornali è in difficoltà, con sette grossi gruppi in situazione fallimentare e 30.000 posti di lavoro sono stati cancellati a partire dal 2007, ma non verrà sollecitato nessun salvataggio da parte del governo, ha detto il capo della Newspaper Association of America (NAA).

"L’ industria dei giornali non sta chiedendo un intervento governativo né alcun altro tipo di sussidio speciale’’, ha spiegato il presidente della NAA, John Sturm, nel corso di una sua audizione alla Camera  su  ‘’Il futuro dei giornali’’.

Nei giorni scorsi anche il presidente Obama aveva ventilato la possibilità di interventi statali in soccorso dei quotidiani in crisi (vedi Lsdi, Obama in soccorso ai giornali che si trasformano in non-profit).

L’

Il ”Newsmaster”, una nuova funzione che sta emergendo spontaneamente ma che stenta a diventare mestiere giornalistico

26 settembre 2009
newsmaster Il newsmaster può essere una figura professionale emergente? C'è del valore in quello che fa? Ha un futuro? Robin Good ha intervistato George Siemens, ricercatore di tecnologie per la formazione, il futurologo dei media Gerd Leonhard e l'esperta di collaborazione e semplificazione online Nancy White, che hanno spiegato da vari punti di vista la grande importanza di questa funzione di fronte alla complessità e alla ricchezza infinita della Rete, ma anche – soprattutto per i giornali – di fronte alla necessità di sentire i lettori/utenti e raccogliere le loro voci, affinando dei veri e propri Newsradar ---------- ‘’Quello che avevo immaginato in origine come una nuova figura all'interno della rete necessaria per aggregare, filtrare e selezionare le informazioni, le notizie e gli strumenti più rilevanti su uno specifico argomento ha iniziato ad emergere spontaneamente’’. E’ la figura del Newsmaster, un tecnico/professionista in rado di scandagliare la rete e cercare informazioni precise e pertinenti, che vadano al di là della generica “freddezza” degli aggregatori automatici.  Robin Good - editore online ed esperto di comunicazione nei new media – ne

Volano numeri contrastanti sulla questione del pagamento dei contenuti online

25 settembre 2009
pagamento1 Un sondaggio della Harris Interactive sulla questione del pagamento dei contenuti online in UK ha scoperto che solo il 5% dei lettori di notizie online continuerebbe a pagare per quello che oggi legge gratis, mentre negli Stati Uniti una ricerca del Nieman Journalism Lab trova che i lettori incrollabili (‘’il nocciolo duro’’) rappresentano il 25% dei visitatori unici dei siti online dei giornali – Intanto il 51% di manager ed editori di giornali (sempre in Usa) ritengono che il pagamento dell’ online ''possa funzionare'' – Un articolo di Editors Weblog ----------

Un sondaggio della Harris Interactive sulla questione del pagamento dei contenuti online in UK ha scoperto che solo il 5% dei lettori di notizie online pagherebbe per continuare a leggere quello che già ora legge gratis, che quelli disposti a pagare preferirebbero farlo con un abbonamento annuale  piuttosto che con il  controverso sistema dei micropagamenti oppure del pagamento giorno per giorno, e che per l' eventuale abbonamento annuale  il 72% degli interpellati non sarebbe disposto a pagare più di 10 sterline.

Lo riporta

Il web ancora indietro in Usa rispetto ai media tradizionali

23 settembre 2009
first Secondo una Ricerca condotta dal First Amendment Center, quasi i tre quarti degli americani considerano la televisione e i giornali come la loro prima fonte di informazione, a forte distanza da internet. Che viene preferito solo dal 15% del campione ----------

La maggioranza degli americani ritiene che i media tradizionali restino una fonte di informazione più affidabile e indipendente del web. Lo rileva una Ricerca condotta dal First Amendment Center, secondo cui - spiega Atelier.fr – quasi i tre quarti delle persone interrogate considerano la televisione e i giornali come la loro prima fonte di informazione, a forte distanza da internet. Che viene preferito dal 15% del campione.

Il motivo? La maggior parte degli americani interpellati – aggiunge Atelier.fr - ritiene che una stampa dal forte potere sia una protezione efficace per limitare il controllo governativo sull’ informazione. E in questo senso accordano maggior credito ai media tradizionali in quanto garanti del rispetto del Primi Emendamento. E, secondo la ricerca, il 70% dubitano che internet possa fare lo stesso.  

(continua...)