Monthly Archives: luglio 2009

Almeno 200 i cronisti italiani minacciati

21 luglio 2009
Un Dossier consegnato al Presidente della Repubblica – L’ attività dell’ Osservatorio O2 – Ossigeno per l’ informazione ----------

 Sono oltre duecento i giornalisti che in Italia, fra il 2006 e il 2008,  hanno ricevuto minacce e intimidazioni per la pubblicazione di notizie sulla mafia, sul terrorismo o su episodi di estremismo politico. Una decina di loro vivono sotto scorta.
Sono i dati principali di un Dossier elaborato da ‘’O2-Ossigeno per l’ informazione’’, un Osservatorio nato con lo scopo di monitorare il fenomeno delle minacce e intimidazioni rivolte ai cronisti nell’ esercizio della loro professione e di denunciare il clima di autocensura provocato anche dalla mancata percezione della gravità della situazione.

Il Dossier è consultabile dal sito della Fnsi. Qui sotto Alberto Spampinato, che ne è uno degli animatori, spiega ‘’Perché un ennesimo osservatorio’’.

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Perché un ennesimo osservatorio
di Alberto Spampinato*

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EveryBlock rende pubblici i suoi codici-sorgente

12 luglio 2009
everyblock Una grossa opportunità per il giornalismo iperlocale e i servizi di informazione geocodificata ----------

EveryBlock ha reso pubblici in questi giorni i suoi codici-sorgente e questa decisione potrebbe offrire delle rilevanti opportunità ai produttori di informazione locale negli Stati Uniti.  

La tecnologia di "geocoding" utilizzata dal sito (vedi Lsdi, Le notizie locali? Clicca sulla piantina e le trovi zona per zona) può infatti aiutare le redazioni a catalogare i loro articoli con la localizzazione, sviluppando così nuovi servizi di informazione iperlocale, per cui sembra che ci sia una effettiva domanda, spiega Christie Silk  su Editorsweblog.

(continua...)

La struttura dei costi paralizza l’ industria dei quotidiani

12 luglio 2009
costi Un Rapporto del Moody's Investors Service sui giornali Usa – Solo il 14% dei costi va alla produzione dei contenuti, mentre il 70% viene assorbito da stampa, distribuzione e struttura aziendale ----------

La natura della struttura dei costi dell’ industria dei giornali sta provocando le attuali sofferenze del settore,  che richiede invece una profonda trasformazione per ridurre i costi fissi e spostare all’ esterno la stampa. Sono i risultati di una analisi di Moody's Investors Service, citata da Sfnblog.

La struttura dei costi attuale – spiega Sfnblog – vede mediamente il 14% dedicato alla creazione dei contenuti, il 16% alla vendita della pubblicità, mentre tutto il restante 70%  va a stampa, distribuzione e mantenimento della struttura aziendale. Moody’s vede in questo squilibrio la causa della mancanza di flessibilità del settore.    

(continua...)

Una campagna contro l’ ‘’analfabetismo informativo’’ in Usa

12 luglio 2009
usa La ‘’news illiteracy’’ viene considerata la ‘’vera e subdola minaccia per il giornalismo e, alla fine, per la stessa democrazia, nell’ attuale clima di progressiva proliferazione di fonti di notizie e informazioni’’ ----------

Una campagna per accrescere il livello di ‘’alfabetizzazione informativa’’ dei cittadini americani è stata lanciata da Lovejoy Journalism and News Literacy Blog , un sito che punta a contrastare la diffusione di una sorta di ‘’analfabetismo mediatico’’, che viene considerato la ‘’vera’’ e ‘’subdola’’ minaccia per il giornalismo e, alla fine, per la stessa democrazia, nell’ attuale clima di progressiva proliferazione di fonti di notizie e informazioni.   

Il sito – spiega Christie Silk su Editorsweblog – intende avviare una discussione e uno scambio fra giornalisti, blogger, tecnici del web e cittadini su come ‘’lavorare per promuovere il giornalismo e l’ mpegno civile ai massimi livelli’’.

Uno degli ideatori del progetto, David Shribman, executive editor della Pittsburgh Post-Gazette, ha dato il suo primo contributo al sito rilevando la ‘’pressante necessità per giornalisti ed educatori di lanciare

Kosovo: la difficile battaglia per un giornalismo indipendente

12 luglio 2009
kosovo La vicenda di una trasmissione televisiva considerata ‘’troppo provocatoria’’ e gli attacchi alla giornalista Jeta Xharra hanno innescato forti polemiche sul giornalismo di inchiesta nel paese – Le denunce di ‘’attacchi fisici e verbali contro giornalisti, la mancata pubblicazione di notizie critiche riguardanti il governo, e la ‘punizione’ dei media attraverso limitazioni commerciali” – Un articolo sull’ Osservatorio sui Balcani ----------

''In cerca di soluzioni e sostenibilità, per evitare la bancarotta, i giornalisti e i media in Kosovo spesso si arrendono a manovre anti-etiche e pubblicitarie che vedono come protagonisti realtà commerciali ed istituzionali, e perdono così di credibilità. Il giornalismo d'inchiesta sta lottando per mantenersi in piedi, mentre perfino le storie di maggior successo non riescono a indurre le procure, che appaiono carenti sotto questo aspetto, a garantire ulteriori indagini’’.

Un articolo di V. Kasapolli da Pristina,  pubblicato sull’ Osservatorio sui Balcani, fa il punto sulla complessa situazione del giornalismo investigativo in Kosovo, al centro in queste settimane di un acceso dibattito all’ interno delle istituzioni e dell’ opinione

Giornalismo partecipativo: OhmyNews in affanno chiede ai lettori un contributo finanziario

11 luglio 2009
oh

Anche uno dei siti che sembravano baciati dalla fortuna, il sudcoreano  OhmyNews – uno dei primi esperimenti di successo nel campo del giornalismo partecipativo – è in difficoltà sul piano economico tanto che il suo direttore in questi giorni si è rivolto ai lettori chiedendo un contributo finanziario.

Oh Yeon-ho ha confessato che il sito ha perso quest’ anno 50.000.000 Krw (28.209 euro) e si teme che le perdite possano aumentare per la crisi nel campo della pubblicità.

‘’Un new media, per restare in salute – ha detto Oh -, deve ricavare almeno il 50% delle sue entrate dalla vendita dei contenuti o dagli abbonamenti. A dispetto di tutti i nostri sforzi, invece, OhmyNews  ricava il 70% del suo reddito dalla pubblicità’’.

Oh ha aggiunto che se 100.000 lettori partecipassero al capitale del sito versando 10.000 Krw al mese, OhmyNews sarebbe in grado di sopravvivere senza dover dipendere dai ricavi pubblicitari.

Fondato nel

Second Life? Se la passa ancora bene

7 luglio 2009
sl1 Anche se da diverso tempo è calato il silenzio dopo la vera e propria ubriacatura mediatica di due anni fa, le cose a SL vanno ancora bene, secondo TehChrunch France, che dedica a questa esperienza un ampio articolo - Nell’ ultimo mese si sono connesse un milione di persone, il tempo medio passato da un visitatore settimanalmente supera quello degli altri universi virtuali e il numero di ore passate sul sito continua a crescere dall’ inizio dell’ anno ----------

A due anni dall’ ubriacatura mediatica, che aveva portato persino alla nascita di un College di giornalismo per aspiranti reporter virtuali (vedi Lsdi, La London School of Journalism apre un College in SecondLife) che ne è del mondo virtuale realizzato da Linden Lab? Esiste ancora? E come se la passa?

Nonostante che da diverso tempo sia calato il silenzio su questo universo virtuale, le cose a SL vanno ancora bene, secondo TehChrunch France, che dedica a SecondLife un ampio articolo , annunciando fra l’ altro la pubblicazione da parte della Società di analisi  

Free press: in calo del 9% la diffusione globale

6 luglio 2009
freepress Bloccato il lancio di nuove testate – La situazione più pesante in Europa, dove la diminuzione della diffusione a giugno 2009 è stata pari al 14% rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso ----------

Per la prima volta dopo diversi mesi Free Daily Newspapers, la Newsletter che Piet Bakker dedica ogni mese alla free press, non contiene annunci relativi alla nascita di nuove testate. ‘’Un record’’, commenta lo stesso Bakker, spiegando che, invece, il numero delle chiusure è in aumento.

Nella prima metà del 2009 14 testate hanno chiuso (per un totale di 46 edizioni), contro le 27 testate (65 edizioni) chiuse nel corso di tutto il 2008.

In Europa la diffusione dei quotidiani gratuiti è calata del 14% nel giugno 2009 rispetto allo stesso mese dell’ anno scorso, quando – per la prima volta – la diffusione era calata, con un meno 5% rispetto al 2007.

In America, la circolazione è diminuita del 5% e si tratta del primo calo dal momento in cui vennero lanciati i primi quotidiani gratuiti.

In Asia invece, la circolazione della

Russia: la stampa di qualità trascura i temi sociali

6 luglio 2009
russia1 I risultati di una ricerca sull' attenzione dei media al problema di genere nelle campagne politiche russe compiuta dalla Facoltà di giornalismo dell’ Università di Mosca denuncia come solo l’ 8% degli articoli sulle recenti elezioni menzionavano la ‘’questione femminile’’ - Ma, più in generale, ‘’ la pecca dei giornalisti è di essersi allontanati dalla discussione di problemi effettivamente rilevanti per la società’’ ----------

di Valentina Barbieri

La Russia in questi anni sta vivendo una trasformazione che tocca tutte le sfere della vita sociale. Un cambiamento globale che si situa però all'interno di un'esperienza storica unica. I ruoli di uomo e donna si stanno modificando quindi all'interno di un quadro a tratti contraddittorio, che mescola  relazioni tradizionali e nuove esigenze, «questione femminile» e armonizzazione degli interessi di uomini e donne.

Fino all'inizio del XX secolo la società russa seguiva un modello tradizionale patriarcale. Dopo  la rivoluzione del 1917 si afferma la figura della “madre lavoratrice”, che lavora in fabbrica e si occupa dei figli. Il modello cambia nuovamente con la perestrojka e il crollo del sistema sovietico

Paralizzare il Web per salvare i giornali?

2 luglio 2009
giudice Un giudice Usa vorrebbe vietare per legge l’ uso di link verso qualsiasi articolo di giornale o materiale protetto da copyright, senza prima aver ottenuto i dovuti consensi ----------

di Andrea Fama

Si è puntato il dito contro blogger e siti di varia natura, accusati di essere parassiti dell’informazione. Si è puntato il dito contro la pubblicità, ormai in caduta libera quasi dappertutto. E, soprattutto, si è puntato il dito contro Google, accusata di sottrarre una parte esagerata dei guadagni derivanti dal traffico generato dai grandi editori, mentre in realtà Big G è piuttosto una vetrina vitale proprio per i grandi siti editoriali; una vetrina dalla quale, oltretutto, sarebbe fin troppo facile uscire (bastano pochi accorgimenti tecnici), correndo però il rischio di vedere il proprio traffico azzerato, proprio come è successo ad alcuni giornali belga (e questo gli editori lo sanno).

E mentre si puntava il dito, si pensava alle possibili soluzioni. Sarà il caso di cambiare veste grafica? È possibili rianimare il cadavere della pubblicità? Quali sono i