Monthly Archives: luglio 2009

Salvare le news (o il controllo sulle news)?

30 luglio 2009
ap2 L’ Associated Press, ha annunciato un software speciale di ‘’protezione’ dei contenuti che chiarirà agli utenti i limiti del loro possibile utilizzo e notificherà all’ agenzia in che modo essi vengono effettivamente usati, seguendone tutti i percorsi – Aggregatori e motori di ricerca ribattono di essere un vero beneficio per gli editori dal momento in cui dirigono un traffico web molto proficuo verso i loro siti, collegandoli con i lettori di tutto il mondo – Le reazioni ostili della Rete e l’ alternativa della Reuters ----------

La guerra scatenata dai grandi gruppi editoriali contro la libera circolazione delle notizie (o la ‘’pirateria’’) in rete si arricchisce di un nuovo capitolo. La più grande agenzia di informazione del mondo, l' AP, ha annunciato che sta mettendo a punto un software speciale di ‘’protezione’ dei contenuti prodotti che chiarirà agli utenti i limiti del loro possibile utilizzo e notificherà all’ agenzia in che modo essi vengono effettivamente usati, seguendone tutti i percorsi.

Per il presidente e amministratore delegato dell’Ap, Tom Curley, la posizione dell’azienda – riporta

Giornalisti criminali di guerra?

29 luglio 2009
nuns Una denuncia del NUNS (l’ Associazione dei giornalisti indipendenti serbi) contro alcuni dei più importanti media del paese ripropone il ruolo che il sistema dell’ informazione ufficiale aveva avuto nel conflitto balcanico degli anni Novanta – Un articolo sull’ Osservatorio sui Balcani ----------

I giornalisti possono essere ritenuti criminali di guerra?

E’ una delle domande al centro di un aspro dibattito nato in Serbia dopo l’ iniziativa del NUNS, l’ associazione indipendente dei giornalisti che ha denunciato presso il Tribunale speciale per i crimini di guerra alcuni tra i più importanti media serbi per aver incitato all’odio etnico.

Ne parla sull’Osservatorio sui Balcani,  Lucia Manzotti, in un ampio articolo dal titolo ‘’Giornalismo di guerra’’, ricordando che la denuncia arriva a poche settimane di distanza dall’annuncio del portavoce della Procura Speciale per i Crimini di guerra Bruno Vekarić dell’apertura di indagini contro giornalisti che potrebbero aver incitato ed incoraggiato crimini commessi nelle guerre degli anni novanta.
(continua...)

Chiude ‘’The Printed Blog’’, il giornale su carta fatto con il meglio dei blog

26 luglio 2009
Dopo sette mesi di attività l’ esperimento è stato affossato da difficoltà incontrate sul mercato dei venture capital, ma anche da errori di prospettiva editoriale ----------

 ‘’Dopo sedici numeri, 80.000 copie stampate distribuite, altre 100.000 copie scaricate da internet e un gran numero di nuovi amici e collaboratori in ogni parte del mondo, sarò pure un po’ sciocco, ma non ho nessun rimpianto’’.  Josh Karp, fondatore di "The Printed Blog", ha annunciato qualche giorno fa sul sito la fine della sua avventura editoriale, - come ha segnalato Will Sullivan su Poynter.org - spiegandola con le difficoltà incontrate sul mercato dei venture capital, ma anche con degli errori di prospettiva editoriale.

Nel gennaio scorso la molla che aveva spinto Karp a buttarsi in questa avventura era stata una domanda apparentemente banale: “Perché nessuno ha tentato finora di raccogliere dalla rete i contenuti migliori e metterli insieme offline?’’. S piegando (vedi Lsdi, I blogger diventano giornalisti della carta stampata) che ‘’la speranza è che i contenuti iperlocali possano attirare gli

Il futuro misterioso del giornalismo

25 luglio 2009
oldtime In un articolo su Internazionale Clay Shirky sostiene: ‘’Solo tra qualche decennio sarà possibile stilare un bilancio delle perdite e dei ricavi. Nel frattempo, i nuovi modelli di aggregazione del pubblico e le nuove forme di finanziamento guideranno il giornalismo su strade inesplorate. E ci stupiranno’’ ----------

‘’Il giornalismo si sta progressivamente trasformando in un’attività aperta a tutti, svolta ora bene ora male, ma di dimensioni tali da non poter essere sostenuta solo da un piccolo gruppo di dipendenti a tempo pieno. I modelli giornalistici che avranno successo nei prossimi anni si baseranno su nuove forme di creazione: alcune saranno opera di professionisti, altre di dilettanti, altre di gruppi e altre ancora di macchine.
Questi cambiamenti non sostituiranno il giornalismo vecchia maniera: niente e nessuno potrà farlo. Sia la sua conservazione sia la sua semplice sostituzione sono ipotesi da scartare. Il cambiamento che stiamo vivendo non è un potenziamento: è uno stravolgimento. E solo tra qualche decennio sarà possibile stilare un bilancio delle perdite e dei ricavi. Nel frattempo, i nuovi modelli di aggregazione del pubblico

Crisi economica: giornali locali Usa offrono inserzioni gratuite

25 luglio 2009
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Contro la crisi economica, un gruppo di giornali del Wisconsin offrono 250.000 dollari di pubblicità gratuiti. Lo segnala Sfnbog spiegando che il programma, denominato "Thrive", punta ad aiutare l’ economia locale a riemergere dalla fase di depressione.  

Michael Beck, general manager e direttore esecutico del Wausau (Wisconsin) Daily Herald, uno dei giornali che hanno aderito all’ iniziativa, ha scritto: ‘’La nostra posizione in quanto leader di diffusione dell’ informazione ci situa in un ruolo particolare, assegnandoci la responsabilità di aiutare il nostro mondo ed è proprio quello che stiamo cercando di fare’’.

Fino alla metà di ottobre, i giornali della zona che fanno capo al gruppo Gannett concederanno quindi agli inserzionisti un 25% di spazio extra gratuitamente. L’ andamento del progetto verrà documentato e aggiornato dai giornali.  

”Entro un anno contenuti a pagamento per tutte le testate”

24 luglio 2009
strillone Lionel Barber, direttore del Financial Times, dà ragione a Murdoch, che qualche mese fa ha aperto la ’’campagna’’ contro il principio della consultazione gratuita dei contenuti editoriali online – In un articolo sul Guardian Barber spiega che circa il 10% dei visitatori del sito web del FT sono già abbonati ----------

Costruire una piattaforma per i pagamenti è una delle sfide chiave che si trovano di fronte le redazioni. Lo dice Lionel Barber, direttore del Financial Times, secondo cui ‘’nel giro di un anno quasi tutte le testate giornalistiche applicheranno delle tariffe per i contenuti online’’.

Che siano articolo per articolo oppure per abbonamento e quanti ricavi possano portare è ancora tutto da vedere, spiega Barber secondo un articolo del Guardian, ma ‘’prevedo che nei prossimi 12 mesi quasi tutte le redazioni applicheranno i pagamenti per i loro contenuti’’.

(continua...)

Newsgame, nuova frontiera dell’ informazione

23 luglio 2009
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Il futuro dell’ informazione passa anche attraverso i "newsgame", giochi online che, pur non essendo realizzati da giornalisti o sviluppatori, hanno una forte valenza informativa soprattutto perché consentono di approfondire i processi che stanno dietro i fatti e le notizie. Ne parlava qualche giorno fa Nicola Bruno in un interessante articolo su Chips&Salsa/Il Manifesto.

Dopo i primi esperimenti portati avanti da attivisti indipendenti – racconta Bruno -, i giochi-notizia ora si apprestano a fare il grande salto nelle redazioni dei quotidiani online. Ovviamente, non si tratta di sostituire i tradizionali reportage con i nuovi format videoludici, quanto di sperimentare modelli comunicativi più adatti alla rete: «Spesso le notizie hanno una forte enfasi sul singolo evento. I newsgame permettono invece di focalizzarsi su un giornalismo maggiormente orientato ai processi. Quante volte avete sentito parlare di truppe o civili uccisi in Iraq, senza alcuna conoscenza dell'operazione militare che l'ha causata?», sottolinea Karthika Muthukumaraswamy ricercatrice della Temple University.
(continua...)

Usa: due quotidiani ‘’tagliano’’ un altro giorno di uscita

23 luglio 2009
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Due quotidiani della regione di New York hanno eliminato un giorno di uscita settimanale. Si tratta di  Tonawanda News e Journal-Register of Medina, spiega Editor & Publisher -. Il primo ha cancellato l’ edizione del lunedì e quindi dai primi di luglio esce dal martedì a sabato. Il secondo ha eliminatro l’ edizione del martedì e quindi ora viene pubblicato per quattro giorni alla settimana, il lunedì e dal mercoledì al venerdì.

Entrambi i giornali fanno capo a  Greater Niagara Newspapers, una divisione della Community Newspaper Holdings Inc., che possiede altri due giornali nella regione, il Lockport Union-Sun & Journal e la Niagara Gazette.

"Non posso parlare a nome del Tonawanda, ma noi abbiamo pensato che tagliare una edizione fosse il modo corretto per tenere testa alla attuale difficoltà finanziaria’’, ha spiegato Diane Crowe, direttore editoriale del Journal-Register.

Restano le sei edizioni per il Lockport e il Niagara, mentre quella domenicale era già stata sospesa precedentemente.

Un sostegno dal nonprofit per il giornalismo investigativo del New York Times

23 luglio 2009
garbage Il quotidiano newyorkese sta considerando la possibilità di chiedere alle Fondazioni sostegno finanziario per progetti di inchieste giornalistiche dai costi molto alti, anche se questo non significa che abbia intenzione di diventare una azienda nonprofit – Intanto una giovane giornalista freelance sta cercando di ottenere dei fondi attraverso il sito Spot.Us per una vasta inchiesta sulla grande isola di rifiuti del Pacifico settentrionale, che dovrebbe finire sulle pagine del New York Times ---------- Una giovane giornalista freelance, Lindsey Hoshaw, sta cercando di ottenere dei fondi attraverso il sito Spot.Us per un servizio che dovrebbe finire sulle pagine del New York Times. Lo racconta  Emma Heald su Editorsweblog, spiegando che Hoshaw ha parlato con il NYT del suo progetto di indagine sul Great Pacific Garbage Patch – l’ isola di rifiuti, grande più del Texas, che si è formata nel Pacifico a causa delle correnti – e sugli effetti degli altissimi livelli di tossine sulla vita nell’ oceano. E ora sta cercando di trovare dei fondi per finanziare il progetto.

Spot.Us,

”Tracciare” il web per capire il ciclo delle notizie

22 luglio 2009
nyt5 Un recente studio della Cornell University sfrutta per la prima volta il web per ricostruire il processo attraverso cui l’ informazione diventa notizia – Un articolo del New York Times ----------

Gli organi di informazione tradizionali arrivano sulle notizie con circa 2 ore e mezzo d’ anticipo rispetto ai new media, anche se le prime 10 fonti in termini di velocità di cronaca sono tutte blog. E nel 3,5% dei casi, anzi, sono i blog le fonti primarie delle notizie.

Sono alcuni dei dati emersi da un recente studio di alcuni ricercatori della Cornell University che ha suscitato un forte interesse.

Gran parte degli interventi si sono concentrati però soprattutto sulla comparazione/competizione blog/Mainstream media, mentre ci sembra altrettanto interessante il fatto che per la prima volta uno studio abbia analizzato in maniera approfondita l’ attuale ciclo di produzione delle notizie e le sue caratteristiche.  

Lo segnala Steve Lohr, in un articolo molto interessante sul New York Times di cui pubblichiamo qui sotto la traduzione, spiegando che lo studio ‘’sfrutta per