Monthly Archives: giugno 2009

Giornali: contro la crisi un modello ibrido web-stampa

6 giugno 2009
Le valutazioni di Moody’s in uno studio diffuso giovedì scorso e analizzato da Editor&Publisher ----------

C’ è una soluzione immediata per risolvere i problemi del settore Newspaper: abbandonare il ‘’paper’’ e puntare tutto sulle ‘’news’’. Almeno secondo Moody’s.

Lo segnala Editor & Publisher annunciando uno studio, diffuso giovedì, in cui Moody's cita, fra l’ altro, una ‘’disfunzione strutturale’’ visto che i quotidiani spendono il 70% del loro budget in stampa, distribuzione e gestione del personale, mentre solo il 14% va alla creazione dei contenuti (il restante 16% va alla struttura per vendita della pubblicità).

John Puchalla, il vicepresidente di Moody’s che ha firmato il Rapporto, non si spinge fino a raccomandare di andare verso un modello web-only, ma spiega che un ‘’modello fortemente ibrido’’, con prevalenza online e una frequenza ridotta del ricorso alla stampa, potrebbe invece funzionare.

In 300 abitazioni Usa il primo giornale personalizzato

6 giugno 2009
Il sistema per la stampa verrà istallato sperimentalmente da MediaNews Group nelle abitazioni di 300 cittadini di Los Angeles e, al momento della registrazione, ciascuno potrà selezionare gli argomenti preferiti, ricevendo ogni mattina a casa il quotidiano personalizzato – I lettori pagheranno una sorta di abbonamento (che coprirà il costo del sistema per la stampa), mentre i ricavi dovebbero venire da inserzionisti fortemente attirati da una accentuata individualizzazione del target ----------

MediaNews Group offrirà ai suoi lettori una Newsletter personalizzata da stampare in casa. Una sorta di quotidiano organizzato secondo gli interessi e preferenze di ciascun lettore.

La relativa tecnologia per la stampa-a-casa di ‘’Individuated News’’ verrà inizialmente installata in estate avanzata in 300 abitazioni di Los Angeles, dove MediaNews Group pubblica il Los Angeles Daily News.

E’ un altro passo avanti nel processo verso la distribuzione di una informazione iper-personalizzata, che secondo alcuni analisti potrebbe essere uno delle vie per uscire dalla crisi dei giornali.
(continua...)

Memorial: storia e insegnamenti di un happy ending alla russa

6 giugno 2009
memorial.jpg Dopo 5 mesi e 4 sedute del tribunale di San Pietroburgo, Memorial (la storica associazione per i diritti umani che nel dicembre scorso si era vista sequestrare il frutto di 20 anni di lavoro storico sull’ età del Terrore sovietico) è rientrata in possesso dei suoi documenti – Ma ora la vicenda, spiegano i dirigenti della ong, impone una riflessione approfondita sulla situazione della legalità in Russia – Una analisi di Valentina Barbieri ----------

Memorial, l’ associazione a cui nel dicembre scorso era stato sequestrato l’ archivio frutto di 20 anni di ricerche storiche sul Terrore sovietico (vedi Lsdi, Russia: operazione Memorial), è rientrata il possesso dei 12 dischi rigidi dopo un lungo procedimento giudiziario.

Valentina Barbieri ricostruisce la vicenda e spiega come essa consenta di avere un quadro meno stereotipato della situazione nel paese.

Alcune prime valutazioni:  

- Le ong in Russia in certi casi possono vedere i propri diritti riconosciuti in tribunale, se investono sforzi sufficienti e danno prova di tenacia.
- Le campagne di solidarietà sociale possono portare a risultati concreti.
- Appare certo poco

Murdoch ormai alla testa della strategia per l’ informazione online a pagamento

6 giugno 2009
Un alto dirigente della News Corp, Jonhatan Miller (nella foto con Murdoch), capo della sezione digitale del gruppo, annuncia che ‘’il futuro sarà nelle news a pagamento’’ e che, a suo parere, ‘’potrebbe funzionare, come è accaduto per le tv via cavo, il metodo dell’ offerta a pacchetti’’ ----------

Un’ altra voce importante conferma la netta sterzata di molti editori verso i contenuti online a pagamento e il ruolo di primo piano che in questo settore si è assunto Murdoch: è un alto dirigente della News Corp, Jonhatan Miller, capo della sezione digitale del gruppo, ad annunciare che l’ azienda si appresta a confezionare i suoi contenuti online adottando un novo modello a pagamento.

Lo scrive Hollywood Reporter, aggiungendo che per Miller ‘’il futuro sarà  l’ informazione online a pagamento’’ e che, a suo parere, ‘’potrebbe funzionare, anche se naturalmente bisognerà testarlo, il metodo dell’ offerta a pacchetti’’.
(continua...)

Free press: Metro international perde pezzi

6 giugno 2009
L’ azienda mondiale leader nei quotidiani gratuiti reagisce alla crisi ‘’tagliando’’ in Usa e progettando di fare lo stesso in Europa – In particolare in Italia e Portogallo dove nel 2008 Metro ha registrato perdite per 2,5 milioni di euro -Il 40% del settore dei quotidiani è in mano ai gratuiti ma con cinque testate il mercato italiano è particolarmente affollato ---------- Dopo aver venduto le sue testate Usa, Metro International sta meditando di vendere anche in Italie e Portogallo, paesi in cui registra per il 2008 perdite pari a 2,5 milioni di euro. Lo ipotizza Piet Bakker, grande esperto di free press,  nell’ ultimo numero della sua Newsletter mensile, in un articolo dal titolo ‘’Unbundling Metro’’.

Nel grafico che riportiamo qui sotto si capisce perché – spiega Bakker – l’ Italia sia un mercato così difficile per i quotidiani gratuiti. Nel 2009 essi hanno una fetta di mercato pari a più del 40% (con i giornali a pagamento che continuano lentamente a perdere copie) ma con 5 testate nazionali il mercato è molto affollato. Soprattutto tenendo conto del periodo

Rappresentazione e realtà dei conflitti balcanici

6 giugno 2009
Documentario Sul sito dell’ Osservatorio sui Balcani una interessante tesina univesitaria approfondisce potenzialità e limiti del fotogiornalismo, del racconto giornalistico e del documentario nel raccontare la complessità dei conflitti e dei contesti in quella martoriata regione (nella foto: Foto di scena del documentario Dopo Srebrenica (Gughi Fassino) ----------

’’Rappresentazione e realtà dei complessi conflitti balcanici: la fotografia, il racconto giornalistico e il documentario’’. E’ il titolo di una tesina realizzata da Viviana Bosello, una studentessa del corso di laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’ Università di Padova, appena pubblicata sul sito dell’ Osservatorio sui Balcani. 

La ricerca – spiega un articolo sull’ Osservatorio -  approfondisce potenzialità e limiti del fotogiornalismo, del racconto giornalistico e del documentario nel raccontare la complessità dei conflitti e dei contesti balcanici.
(continua...)

Più fame di notizie e meno ‘’racconti’’ sui media

4 giugno 2009
ted Il paradosso Usa in un video adattato in italiano dal sito di TED, la convention mondiale sulle grandi idee innovative che si svolge ogni anno a Monterey ----------

Malgrado gli americani abbiano più fame di notizie che mai, i media Usa stanno raccontando il mondo sempre di meno. Con grafiche e statistiche alla mano, il  capo di Public Radio International, Alisa Miller, ne spiega il perché in uno dei video adattati in italiano fra quelli proposti da www.ted.com.

Lo segnala theblogtv  in un articolo sul TED, ‘’la convention mondiale che si tiene ogni anno a Monterey ed è dedicata, semplicemente alle idee: quelle che illuminano l’ingegno, quelle che migliorano la vita, quelle che ridonano speranza’’, e da cui sono passati personaggi come Bono Vox o Peter Gabriel, i fondatori di Google e Bill Gates.
(continua...)

Gli editori Usa alla riscossa ‘’contro’’ Google&co

3 giugno 2009
Google News Per spostare sui siti dei produttori dei contenuti l’ audience che ora affluisce massicciamente sugli ‘’aggregatori’’ nasce Circulate – Secondo i suoi creatori, il servizio, che sarà pronto entro la fine dell’ anno, ‘’risponde a due bisogni essenziali degli editori: il bisogno di attirare, sia a livello locale che nazionale, una audience forte e leale; e il bisogno di monetizzare questa audience, sia in maniera diretta, con la vendita di contenuti premium, sia in maniera indiretta, attraverso una pubblicità di alto valore, mirata e interattiva’’ ----------

I siti web Usa registrano meno dell’ 1% di tutte le pagine web viste e circa l’ 1,2% del tempo totale consumato online*, e all’ interno della categorie ‘’news’’ la maggioranza del traffico va agli aggregatori piuttosto che agli editori di contenuti informativi originali. E’ lo scenario in cui nasce CircLabs, un nuova azienda con sede nella Silicon Valley che si finanzia anche con fondi provenient dal ‘’Donald W. Reynolds Journalism Institute’’ dell’ Università del Missouri.
CircLabs, presentato qualche giorno fa a Washington,  ha avviato la sua attività dando vita a Circulate.

La coda corta dell’ informazione online

2 giugno 2009
narvic3 La varietà dell’ offerta di informazione sui siti web è molto lontana dall’ essere abbondante quanto ci si poteva immaginare. E, peggio an cora, questa offerta è massicciamente ‘’ridondante’’ e ‘’stereotipata’’: i siti di informazione diffondono la stessa notizia nello stesso momento, con una concentrazione estrema della produzione su un piccolo numero di argomenti che dominano completamente la scena – I risultati di una ricerca francese dal titolo « Internet, pluralismo e ridondanza dell’ informazione » ----------

di Narvic

(da Novovision)

Lo si sospettava da tempo, ma ora uno studio scientifico lo ha confermato: la varietà dell’ offerta di informazione sui siti web è molto lontana dall’ essere abbondante quanto ci si poteva immaginare. E, peggio ancora, questa offerta è massicciamente ‘’ridondante’’ e ‘’stereotipata’’: i siti di informazione diffondono la stessa notizia nello stesso momento, con una concentrazione estrema della produzione su un piccolo numero di argomenti che dominano completamente la scena.

Lo segnala il nostro amico Narvic sul suo blog, Novovision (che purtroppo ha appena chiuso i