Monthly Archives: giugno 2009

Fotogiornalismo e deontologia:
”Non sei iscritto all’ Ordine? E chi se ne frega”

20 giugno 2009
Nelle redazioni italiane gli incarichi di lavoro nel campo delle immagini vengono assegnati senza tener minimamente conto delle norme dell'ordinamento professionale - Una riflessione di Amedeo Vergani, presidente del Gsgiv dell' Associazione Lombarda dei giornalisti, che commenta: così ‘’diventa un dettaglio trascurabile il fatto che lettori e telespettatori hanno diritto, come ha ricordato pochi giorni fa il presidente nazionale Odg, ad un' informazione visiva prodotta con quelle garanzie di correttezza e responsabilità che possono essere assicurate sino in fondo solo da fotogiornalisti sottoposti al rispetto della disciplina imposta loro dall'Ordine professionale’’ ----------

di Amedeo Vergani
(presidente del Gsgiv dell’ Alg*)

   Colleghi fotoreporter, se siete iscritti all'Ordine dei giornalisti, prendete la tessera e buttatala pure alle ortiche. Risparmierete cento euro all'anno di iscrizione e la rottura di scatole delle revisioni periodiche dell'albo, avrete vita meno complicata con previdenza e fisco e in più, soprattutto, se per caso vi capiterà di sgarrare alla deontologia professionale, chi se ne frega, non avrete guai perché nessuno potrà più venire a mettere becco nel vostro operato anche nel caso delle peggiori tra le violazioni visto che non farete più parte del "popolo" sul quale l'organismo di autogoverno dei giornalisti italiani

Settimanali verso la ‘’mensilizzazione’’

19 giugno 2009
Newsweek prende atto della della "settimanalizzazione" dei quotidiani, conseguenza della rete e della pervasività delle breaking news, e di conseguenza si "mensilizza", rinunciando a inseguire tutte le notizie e focalizzandosi su pochi temi, approfonditi con reportage, opinioni, analisi, servizi fotografici – Una riflessione su ‘’Fotografia&informazione’’ - Se questa formula avrà successo offrirà una via d'uscita a diversi news magazine in crisi di identità ----------

Se i quotidiani si ‘’settimanalizzano’’ i magazine potrebbero scegliere la strada della ‘’mensilizzazione’’. E’  così che Franco Della Bella interpreta su Fotografia&informazione la profonda rivoluzione vissuta da Newsweek.

‘’Curato dallo studio grafico Number 17  - spiega Della Bella -, il nuovo design ha profondamente cambiato l' aspetto e l' organizzazione dei contenuti di uno dei news magazine per eccellenza, in perenne concorrenza con Time’’.
(continua...)

Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive

18 giugno 2009
Un incontro a Roma per fare il punto sulla situazione del giornalismo partecipativo in Italia e gettare le basi per la creazione di una piattaforma-portale web condivisa per incrementare visibilità, partecipazione e qualità dei citizen media anche nel nostro paese – L’ appuntamento la mattina del 23 giugno nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana (”Sala Walter Tobagi” - Fnsi, Corso Vittorio Emanuele II n. 349, 00186 Roma) ----------

Fare il punto sulla situazione del giornalismo partecipativo nel nostro paese, analizzando anche i suoi i rapporti col giornalismo professionale, e gettare le basi per la creazione di una piattaforma-portale web condivisa per incrementare visibilità, partecipazione e qualità dei citizen media anche in Italia. Sono i principali obbiettivi dell’ incontro sul tema ‘’Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive’’ in programma martedì 23 giugno a Roma nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana (”Sala Walter Tobagi” - Fnsi, Corso Vittorio Emanuele II n. 349, 00186 Roma).

L’ incontro è stato organizzato da Bernardo Parrella con la collaborazione di Lsdi e Federazione Nazionale della stampa, che parteciperà ai lavori con

Politkovaskaja: il regime non permetterà che si individuino mandanti ed esecutori

16 giugno 2009
In una intervista all’ Osservatorio sul Caucaso Majnat Abdulaeva, giornalista cecena in esilio, parla del caso Politkovskaja, della difficile situazione nel Caucaso settentrionale e di come concretamente la società civile occidentale potrebbe essere d'aiuto ----------

''Sin dall'inizio è stato lampante il fatto che il processo per l’ uccisione di Anna Politkovskaja, chiuso qualche giorno fa con il proscioglimento degli imputati,  era stato concepito ‘’come una farsa per dimostrare al mondo, e in primo luogo all'Occidente, ai politici e ai giornalisti occidentali, che le autorità russe avrebbero fatto di tutto per trovare il mandante e l'esecutore dell'omicidio’’.

‘’Negli ultimi anni ci sono state numerose falsificazioni che mi autorizzano a dubitare delle autorità russe. Per quanto riguarda le persone arrestate e poi prosciolte per quell' omicidio, persino nelle condizioni in cui viene amministrata la giustizia in Russia, dove la mistificazione è normale amministrazione, non si è riuscito a condannarli. Le accuse sono cadute e i giovani sono stati liberati. Fra di loro non c'erano né il mandante né l'esecutore materiale del delitto. Anche nel caso in cui effettivamente fossero stati collusi e condannati,

Il non-profit una soluzione per la crisi dei giornali?

14 giugno 2009
Un articolo sul Washington Post di Michael Kinsley, un noto giornalista e commentatore Usa, ripropone il possibile intervento di Fondazioni non-profit per affrontare la crisi dei quotidiani su carta ----------

(via Editorsweblog)

Torna sul tappeto l’ ipotesi che l’ intervento di Fondazioni nonprofit possa essere una soluzione per la crisi dei giornali su carta. Ne parla Michael Kinsley, noto giornalista e commentatore politico Usa, che qualche giorno fa sul Washington Post ha spiegato le sue valutazioni su quale tipo di modello sia preferibile.

Kinsley ricorda come molti dei grandi giornali Usa facessero capo a ‘’grandi personaggi o famiglie’’ che li avevano ceduto a gruppi e catene editoriali i quali, ora, visto che molti di loro fanno pochi soldi o ne perdono, stanno meditando di disfarsene o di ‘’tagliare’’ sempre di più. A questo punto, si chiede Kinsley, perché non valutare se un loro ritorno nelle mani di altri ‘’grandi personaggi o famiglie’’ oppure di istituzioni nonprofit possa essere la soluzione?
(continua...)

Forzati del web? ‘’Attenzione a non semplificare’’

13 giugno 2009
Gli ''Operai Specializzati'' (OS) dell’ informazione li si trova sulla carta stampata, nelle tv, in radio come sul web, da anni ma – replica Benoit Raphael a un articolo di le Monde - la vera questione da porsi oggi, per qualsiasi media è: quanto costa, quanto fa ricavare l’ informazione? Chi è pagato, quanto e per fare che cosa oggi? Per quali veri risultati, per quale valore aggiunto? Sul web come altrove (soprattutto altrove), ci sono delle importanti linee di costi che potrebbero essere soppresse, come ad esempio il rimaneggiamento delle notizie di agenzia – Si libererebbero risorse per fare inchieste, reportage, animazione della comunità, documentazione... – Breaking-news e Wiki-news ----------

’’OS, Operai Specializzati’’, ‘’forzati’’ dell’ informazione, ‘’pakistani del web’’: le immagini usate qualche giorno fa da Xavier Ternisien su le Monde per descrivere i giornalisti dei siti web*  sembrano a Benoit Raphael - un acuto osservatore francese di quello che accade nell' online - una semplificazione eccessiva e una forzatura caricaturale della situazione del giornalismo online.
(*Immagni che, va detto, da tempo circolano anche in Italia: noi stessi le avevamo usate

Una tassa sugli accessi alla Rete per sostenere una informazione di qualità

11 giugno 2009
Secondo la proposta, che gira nei corridoi di Libération, una sorta di tassa sull’ informazione gratuita, imposta agli internauti dai fornitori di accesso, potrebbe contribuire a mantenere delle redazioni in grado di produrre giornalismo di qualità ----------

Una ‘’tassa’’ generalizzata sulla fornitura di accessi alla rete per finanziare le redazioni. La proposta sta girando nelle stanze di Libération, come segnala Emmanuel Parody sul suo blog, ecosphere, e ipotizza una tassazione sull’ informazione (gratuita) che la rete offre e i cui ricavi andrebbero distribuiti alle varie testate a seconda del numero di accessi ai rispettivi siti. Obbiettivo? Fornire risorse per contribuire a mantenere delle redazioni in grado di produrre giornalismo di buona qualità.

Sotto la guida di Laurent Joffrin, amministratore delegato, Libé (che fa capo a Edouard de Rothschild) vorrebbe riunire gli editori della stampa e dei siti Internet ‘’per chiedere ai fornitori di accesso (per la Francia Orange, Free, e altre aziende di comunicazione,ndr) di aggiungere sulle bollette per i loro abbonati al web una somma forfettaria di qualche euro: il costo dell’ informazione gratuita’’,

Non ‘’venditori di conferme’’, ma fonti di informazione di qualità

10 giugno 2009
Se i mass media tradizionali continuano a proporsi come venditori di conferme rischiano di perdere la battaglia contro il web. Dovrebbero puntare decisamente sul mercato dell'offerta di informazione di alta qualità, sfruttando il vantaggio comparato delle economie di scala. E della propria reputazione storica. A patto, naturalmente, che abbiano saputo costruirsela e utilizzarla Su lavoce.info un interessante articolo di Riccardo Puglisi affronta il problema della crisi dei giornali partendo da una questione che qualche volta ognuno di noi si è posto: Per quale ragione si compra un giornale o si guarda un Tg con una posizione politica simile alla propria? La domanda appare persino banale, finché non si riflette sul fatto che ha due risposte plausibili, che non si escludono a vicenda, ma portano a conseguenze molto diverse. Spacciatori di conferme o fonti di informazione? Intorno a questa alternativa si muove il ragionamento di Puglisi, studioso del ruolo politico del media, che alla fine conclude: Forse i media tradizionali dovrebbero puntare decisamente sull’altro mercato, quello dell’offerta di informazione di alta qualità. Ciò non implica la rinuncia a una posizione ideologica precisa, ma si basa sullo sfruttamento di un vantaggio comparato, che

Dancing Days, 1978-1979: due anni e il mondo cambiò

9 giugno 2009
Dancing days di Paolo Morando In un libro di Paolo Morando per Laterza la ricostruzione di un momento particolarmente delicato della storia del nostro paese, l' avvento del cosiddetto 'riflusso'', e del ruolo amplificatore dei media - Una lettera anonima sulla prima pagina del ''Corriere della Sera'' segna il netto cambiamento di clima che si sta preparando, con l' irruzione prepotente del privato sulla scena pubblica - Una intervista di Antonella Beccaria all' autore ----------

''Il riflusso ci fu, le testimonianze che ho raccolto lo indicano. I media poi lo amplificarono, ci si gettarono a corpo morto, in molti casi con una buona dose di strumentalizzazione. Il risultato fu quello di legittimare una nuova ideologia: quella appunto del farsi i fatti propri. Gli anni '80 poi fecero il resto''. E' così che Paolo Morando introduce, in una conversazione con Antonella Beccaria, il tema di "Dancing days:1978-1979, i due anni che hanno cambiato l' Italia", pubblicato con Laterza.

Il ruolo dei media in questo drastico cambio di clima culturale e politico è decisivo. E la ricostruzione di quel momento di fortissima

L’ industria dei giornali e la ‘’scelta’’ del suicidio

7 giugno 2009
xark La volontà delle vecchie aziende editoriali di tornare ai contenuti a pagamento sul web nasconde in realtà il desiderio di non cambiare - Secondo un giornalista Usa ‘’tutta la struttura del giornalismo americano è basata su aziende morenti’’ e ‘’qualsiasi risposta alla crisi che non garantisca la possibilità di tornare a tassi di profitto a due cifre e non perpetui il controllo dall’ alto verso il basso, non viene neanche presa in considerazione’’ ---------- L’ industria dei giornali ha scelto il suicidio rituale: una scelta drastica e irrevocabile. Lo sostiene un giornalista Usa, Dan Conover, in un articolo pubblicato sul blog collettivo Xark, dal titolo ‘’ The newspaper suicide pact’’, che Bernardo Parrella rilancia sul suo sito, Bernyblog, con toni un po’ apocalittici.

Il problema, spiega Conover, è la questione del paid content, dei contenuti a pagamento, di cui si sta ricominciando a parlare in maniera insistente e che è stata al centro di un recente summit organizzato dalla NAA (l’ Associazione dei giornali Usa) a Chicago.
(continua...)