Monthly Archives: aprile 2009

Citizen Media a Roma: Call For Participation

29 aprile 2009 Tag:
Giornalismo e media partecipativi: voci, strumenti, prospettive - questo il titolo dell'incontro pubblico previsto per la giornata di Martedì 23 giugno 2009 a Roma, presso la Sala Walter Tobagi della Federazione Nazionale della Stampa (Corso Vittorio Emanuele II n. 349, int. 5, 2° piano). Scopo centrale dell'evento è quello di aggregare soggetti variamente coinvolti nei media partecipati e informare al meglio sui progetti in corso - presentando una serie di iniziative specifiche (con successive domande-risposte) e gettando le basi per la creazione di una piattaforma operativa condivisa onde incrementare visibilità, partecipazione, qualità dei citizen media anche in Italia. Il programma della giornata è in corso di definizione: prevediamo 10-12 presentazioni e ci sono ancora degli spazi liberi. Stiamo cercando progetti collaborativi e aperti ai contributi degli utenti, centrati sull'attualità locale, nazionale o internazionale, di taglio non-profit. Chiunque fosse interessato a proporre una presentazione, o anche a coinvolgersi attivamente nel progetto, può contattarci qui. Maggiori dettagli su CitizenMedia.it. Non esitate a rilanciare questa Call For Participation ovunque appropriato, grazie!

L’ informazione su internet può essere redditizia?

26 aprile 2009
internet Dopo aver analizzato la questione valutando le principali fonti e i maggiori blog del settore, un ricercatore francese conferma una tesi che ormai pare assodata: la diffusione dell’ informazione su internet, da sola, non è in grado di sostenere finanziariamente la produzione di informazione giornalistica di grandi redazioni con centinaia di giornalisti – Le strategie alternative e i loro rischi, anche per il giornalismo professionale ----------

Narvic, su Novovision, pubblica la tesi di un master universitario in Management e Nuove tecnologie  di un ricercatore, Matthieu de Vivie, dal titolo: « La presse sur Internet peut-elle être rentable ? » (L’informazione su Internet può essere redditizia?), che ha analizzato le principali fonti del settore filtrando anche i dibattiti che si sono svolti in questi ultimi mesi sui principali blog di nicchia in ligua francese  

La conclusione è che oggi non è immaginabile che la diffusione su internet, da sola, possa sostenere finanziariamente la produzione di informazione giornalistica di grandi redazioni con centinaia di giornalisti, come le Monde o il Figaro.

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Tempi di austerity per il New York Times

26 aprile 2009
redsocks L’ editore ha deciso di tagliare nei settori moda, viaggi e approfondimenti locali – Tagli notevoli anche ai budget destinati ai free lance – L’ azienda dovrebbe vendere anche la sua quota nella squadra di baseball dei Red Socks (nella foto) ---------- di Matteo Bosco Bortolaso

Tempi di austerity per il New York Times, che ha deciso di tagliare su moda, viaggi e approfondimenti locali. Da maggio, la sezione del venerdì "Escapes", dedicata alle vacanze all' interno degli Stati Uniti, sparirà.

Non verranno pubblicati più nemmeno i bei fascicoli locali della domenica: City, New Jersey, Long Island, Westchester e Connecticut, che erano una sorta di settimanale delle storie più vicine ai lettori. Dal 24 maggio ci sarà un'unica nuova sezione che raccoglierà tutte le notizie locali: quelle di cronaca, al momento dopo le sezioni internazionale e nazionale, assieme agli approfondimenti che andavano nel "settimanale".

Moriranno pure le pagine dedicate alla moda della rivista pubblicata ogni domenica con il New York Times (paragonabile al Venerdì di Repubblica o al Corriere della Sera Magazine). I fanatici del fashion - che

Twitter alla conquista del mondo

26 aprile 2009
twitter2La versatilità di questo strumento di Microblogging, che comincia ad essere ampiamente utilizzato anche nel campo del giornalismo, ne sta segnando la crescita vertiginosa – A marzo più 95%, con un balzo du utilizzatori da 9,8 a 19,1 milioni ----------

Un poderoso balzo verso l’ alto per Twitter, come dimostra la tabella pubblicata qui accanto. Secondo le cifre pubblicate qualche giorno fa da ComScore, il numero di visitatori unici ha registrato a marzo una crescita del 95%, balzando da 9,8 milioni a 19,1 milioni.

E’ la versatilità di questo strumento di Microblogging, che comincia ad essere ampiamente utilizzato anche nel campo del giornalismo (vedi Lsdi, Twitter, uno strumento importante del giornalismo 2.0), che ne sta segnando la crescita vertiginosa. E, tra l' altro, le cifre fornite da ComScore sono relative soltanto ai visitatori diretti sul sito, che è poco utilizzato invece dagli utilizzatori più fervidi, che usano Twitter principalmente attraverso i sistemi Mobili o i clients desktop.
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Internet? Siamo solo ai primi passi

26 aprile 2009
timLa convinzione di uno dei suoi fondatori, Tim Berners Lee – Ancora solo il 23% della popolazione del pianeta usa correntemente Internet e fra essi solo il 5% degli africani ----------

Se Internet ha radicalmente cambiato il modo di vivere in alcune parti del mondo, si potrà capire pienamente il suo impatto reale soltanto quando la grande maggioranza degli uomini e delle informazioni sarà online. E’ la valutazione di uno degli ‘’inventori’’ di internet, Tim Berners Lee. ‘’Il web come io ho immaginato non lo abbiamo ancora visto. Il futuro sarà ancora più sorprendente del passato’’, ha spiegato nel corso di un seminario.

Ancora solo il 23% della popolazione del pianeta usa correntemente Internet, secondo l’ International Telecommunications Union delle Nazioni Unite, e il suo uso è maggiore nei paesi avanzati. E, di contro, solo il 5% degli africani naviga sulla Rete, ha reso noto un Rapporto pubblicato a marzo.
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Internet: 40 milioni di visitatori per MsNBC

25 aprile 2009
MsNBC Il sito online della catena televisiva è in testa alla classifica dei siti di informazione online realizzata da Editor&Publisher – Segue di poco quella della CNN – Il sito del New York Times è solo al quinto posto, con 20 milioni di visitatori

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Qual è il giornale telematico più cliccato degli Stati Uniti?

Secondo una classifica pubblicata da Editor and Publisher per il mese di marzo, è quello di MsNBC, che può vantare quasi 40 milioni di visitatori.

Segue, con un milione in meno, la CNN. I due colossi hanno aumentato i lettori - comparando marzo 2009 a marzo 2008 - rispettivamente del 9% e del 4%.

Secondo i numeri della Nielsen Online, della stessa proprietà di E&P,  la classifica prosegue con Yahoo! News, con quasi 38 milioni di visitatori (+16%), e AOL News, con 23,6 milioni (1%).

Soltanto quinto il New York Times, con 20 milioni di visitatori, seguito da Fox News, i quotidiani del gruppo Tribune,  e quindi l' aggregatore Google News, i giornali del gruppo McClatchy, il sito della tv ABC.

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Pubblicità a picco: nel 2009 -11% negli Stati Uniti

25 aprile 2009
Pubblicità E’ la previsione dell' agenzia di consulenza Zenith Optimedia – Nel primo trimestre i magazine Ua hanno perso il 26% delle pagine pubblicitarie rispetto al 2008, stima poi il Publishers Information Bureau – Il primato è dell’ U.S. News & World Report (-69%) – Male anche Wired (57,2%) ---------

di Matteo Bosco Bortolaso

In Italia come in Usa, il 2009 potrebbe essere l'anno nero della pubblicità. Il fiume di soldi dagli inserzionisti è ormai diventato un rigagnolo prosciugato dalla crisi economica.

Secondo i dati di Publishers Information Bureau (un centro studi della Magazine Publishers of America), nei primi tre mesi di quest'anno le riviste americane hanno perso il 26% delle pagine pubblicitarie rispetto allo stesso periodo del 2008.

Il peggiore di tutti è stato il magazine generalista U.S. News & World Report (-69%) seguito da Condé Nast Portfolio, rivista aperta due anni fa che si occupa di affari e finanza (-60,9%). Bisogna dire che entrambe le testate hanno deciso di pubblicare meno frequentemente, perciò il paragone tra 2008 e 2009 è sfalsato. La minore pubblicazione, d'altro canto, è l'ennesimo sintomo della crisi. Vanno male anche il

La ‘’status-sfera’’ salverà il giornalismo?

19 aprile 2009
statusphereL’ universo delle poche righe che dicono quel che facciamo o cosa pensiamo nelle comunità online possono salvare il giornalismo in epoca di crisi? Se lo chiede in un articolo pubblicato su TechCrunch Brian Solis, vate della convergenza tra mezzi di comunicazione tradizionali e social media, e inventore del termine ‘’statusphere’’ - La socializzazione del web ha dato spazio ad "un'era di marchi personali" dove "noi tutti siamo responsabili per la creazione, direzione, percezione e gestione delle nostre personalità telematiche, di ciò che condividiamo e di come interagiamo attraverso il "prisma della conversazione" - Il problema "è che agli editori sfugge ciò che li può salvare’’, mentre potrebbero avere grandi benefici da queste nuove forme di giornalismo ----------

(a cura di Matteo Bosco Bortolaso)

La riflessione di Solis parte da una domanda che sentiamo ripetere da tempo: nell'era dei media socializzati, "vale la pena salvare i giornali"? Walt Mossberg, editorialista del Wall Street Journal per il quale scrive di tecnologia, sostiene che la vera domanda è piuttosto se "possiamo o meno salvare il buon giornalismo".

Solis, inventore del termine ‘’statusphere’’, è

Con la crisi crescono in Russia anche i media di argomento economico

19 aprile 2009
russia La crisi mondiale ha avuto un grande impatto sulle necessità informative dei russi per quanto riguarda l’ambito economico e finanziario – E il passaparola, secondo una ricerca recente, risulta più affidabile dei media ufficiali – Ma continua a crescere anche l’ uso della rete ----------

Da un sondaggio realizzato da Profi Online Research e Qualitel Data Services nei mesi scorsi nelle maggiori città russe emerge che la maggioranza della popolazione reperisce le informazioni dai programmi televisivi e da Internet. ED è stata riscontrata anche una tendenza alla crescita dell’ interesse dei russi verso la stampa economica.

Lo studio ha confermato che la televisione rimane il mezzo di comunicazione più potente: per l’88% degli intervistati la fonte principale delle informazioni sull’argomento è il piccolo schermo. Circa il 75% utilizza Internet per tenersi aggiornato.

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Fotogiornalismo: polemiche in Danimarca per ‘’eccesso di photoshop’’

19 aprile 2009
haiti Il reportage di un fotografo danese è stato escluso dal premio nazionale "Picture of the Year" della prestigiosa 'Unione danese dei fotogiornalisti" perché la giuria ha ritenuto esagerati i ritocchi alle caratteristiche cromatiche e al contrasto di almeno tre degli scatti presentati - Per nulla d'accordo moltissimi fotogiornalisti - Le ragioni di chi contesta -----------

di Amedeo Vergani
(presidente Gsgiv dell'Alg)

 E' uno "sgarro" all'etica professionale rafforzare al massimo colori e contrasto delle immagini digitali di un fotoreportage? Sulle possibili risposte stanno discutendo da qualche giorno  i fotogiornalisti danesi dopo che un reportage su Haiti del fotoreporter locale Klavs Bo Christensen è stato escluso per "eccesso di Photoshop" dal premio nazionale "Picture of the Year", organizzato da 35 anni  in Danimarca da Presse Fotograf Forbundet, la prestigiosa 'Unione danese dei fotogiornalisti" ( 800 membri ) che, fondata nel 1912, ha pure il primato  di essere la più antica aggregazione di fotogiornalisti dell' intero pianeta.

 La decisione di non ammettere le foto di Christensen è stata presa dai componenti della giuria dopo aver visionato, grazie ad una clausola del