Monthly Archives: marzo 2009

Ma la pubblicità online non fallirà

29 marzo 2009
sullivan Dibattito ‘’all’ ultimo sangue’’ sul futuro della pubblicità online - Danny Sullivan crede nel futuro dell’ advertising in internet e ribatte a Eric Clemons, che aveva accusato Google, fra l’ altro, di fare un utilizzo estorsivo della ‘’misdirection’’ – Il quale, a sua volta, ribatte: ‘’ripeto, la pubblicità non può essere l’ unica fonte di ricavi su internet’’ – ‘’Con una percentuale inferiore al 20% la pubblicità fallirà come supporto principale alla rete’’ - Chi vincerà la scommessa? ---------- (da Techcrunch)

Nota dell’editore: giorni fa abbiamo ospitato e pubblicato il post del Professor Eric Clemons dal titolo Ma Internet sta distruggendo la  pubblicità? Il post poneva l’accento su una questione molto cara agli abitanti del mondo della tecnologia, e ha provocato una vera e propria blogo-tempesta scatenando oltre 600 commenti, molti dei quali intrisi di rabbia. Perfino Danny Sullivan, imperturbabile editore di SearchEngineLand, non riusciva a credere che Clemons potesse dire sul serio, e si è lasciato andare con un suo post. Ha anche proposto a Techcrunch di

Online: far pagare solo il valore aggiunto

29 marzo 2009
globalpost Varie testate stanno tornando a forme di pagamento dei contenuti dei loro siti web e negli Usa un nuovo sito web di informazione, Global Post, ha cominciato a sperimentare un sisema ibrido, definito ‘’freemium’’, con l’ informazione di base gratuita e un abbonamento ‘’premium’’ che consente anche di partecipare alla scelta degli argomenti da approfondire ----------

Mentre a Londra Time e Independent pensano a reintrodurre un qualche sistema a pagamento nei loro siti web, sulla scia di quanto hanno già fatto New York Times e Washington Post negli Usa, un sito di informazione online, Global Post, sta sperimentando un nuovo modello economico, un sistema ibrido: ‘’freemium’’, in parte gratuito e in parte a pagamento. Offrendo ai lettori che si abbonano (199 dollari l’ anno) anche la possibilità di scegliere i reportage e le notizie su cui i giornalisti del sito lavoreranno. Non citizen journalism quindi, ma scelta collettiva dei contenuti del sito.

In un video di presentazione, il sito si impegna a "riempire il vuoto lasciato dai media tradizionali a causa dei tagli e dell’ abbandono della ‘copertura’

Internet sta distruggendo la pubblicità?

28 marzo 2009
clemons E’ un interrogativo che si pone Eric Clemons (nella foto), Professore di Operations and Information Management presso l’ Università della Pensylvania, in un ampio articolo su Techcrunch che prende le mosse dalle ragioni del fallimento della pubblicità on-line - Secondo Clemons “il problema non è il mezzo, ma il messaggio, ed il fatto che gli utenti non lo trovano affidabile, non lo vogliono e non ne hanno bisogno” – La conclusione? ‘’È risaputo che la libertà ha un prezzo; forse il prezzo per la libertà su Internet e per il fallimento della pubblicità sarà quello di pagare un prezzo ragionevole per i contenuti, le esperienze ed i suggerimenti che apprezziamo e a cui diamo valore’’ ----------

di Eric Clemons
(da Techcrunch)



1. Ci sarà pure qualcosa oltre la pubblicità

L’ attesa caduta delle entrate pubblicitarie on-line registrata quest’anno (in Italia il settore della pubblicità on-line è l’unico ad aver registrato una crescita nel 2008, sebbene inferiore ai valori del 2007, N.d.T.) non era né

Streamy, un aggregatore dei social media ad un livello superiore

25 marzo 2009
st Proprio mentre continuano a crescere gli investimenti sui Social Media, nasce Streamy, “un sito per leggere e condividere le news in tempo reale”, ma anche un aggregatore di notizie e social media potente, semplice e innovativo. ----------

(da Read Write Web)

Streamy, che si autodefinisce “un sito per leggere e condividere le news in tempo reale”, ha varato la sua piattaforma dopo 18 lunghi mesi di test beta privati. Streamy è un incrocio tra RSS Reader, un aggregatore di social media ed un motore di ricerca in tempo reale, al quale è possibile connettere il proprio account Facebook, Twitter, Digg, Friendfeeder e Flickr ed aggiornarne lo status direttamente da un’ unica piattaforma. Streamy, inoltre, segnala ai propri utenti le notizie più interessanti e, grazie all’ innovativa interfaccia, condividerle con i propri contatti tramite i social media supportati è estremamente facile.

Pochi giorni fa, due dei maggiori clienti di Twitter, Tweetdeck e Twhirl, hanno rilasciato una nuova versione che include il supporto ad un numero crescente di social network.  Streamy, per molti versi, è simile a queste

New media e nuove sfide dell’ informazione a Perugia

24 marzo 2009 Tag:
perugia La terza edizione del Festival internazionale del giornalismo, che si terrà a Perugia dall' 1 al 5 aprile, contiene quest' anno anche una sezione specifica dedicata ai new media e alle nuove frontiere dell’informazione tra blog-giornalismo, social media, giornali on line.

Ogni giorno si confronteranno esperti, blogger e giornalisti italiani e stranieri: Antonio Sofi e Paul Bradshaw esperti new media,  Charlie Beckett direttore di POLIS della London School of Economics e autore del libro ‘’Supermedia, saving journalism so it can save the world’’, Paolo Liguori direttore TGCOM, Marco Pratellesi direttore di Corriere.it, Giuseppe Smorto condirettore Repubblica.it, Eric Ulken The Los Angeles Times Pierre Haskidirettore di Rue89.com, Francesco Piccinini direttore di AgoraVox Italia, Vittorio Zambardino la Repubblica autore del blog Scene digitali Mario Tedeschini LalliElemedia Gruppo Espresso, Julio Alonso CEO WeblogsSL.com , John Byrne direttore Business Week online, Luca De Biase

Ancora cattive notizie dalla stampa USA

23 marzo 2009 Tag:
ann-arbor La crisi che pervade il mondo dell'informazione statunitense miete un'altra vittima. Stamani il quotidiano Ann Arbor News, pubblicato da 174 anni nell'omonima città con circa 120.000 abitanti e sede della prestigiosa University of Michigan, ha annunciato che pubblicherà l'ultima edizione cartacea in luglio. Dopodiché passerà alla sola edizione web (AnnArbor.com), come aveva già fatto pochi giorni fa il Seattle Post-Intelligencer e dopo la chiusura definitiva del Rocky Mountain News (pur se un gruppo di ex-redattori sta cercando di resuscitarlo sul web). Al contempo, altri tre quotidiani del Michigan hanno annunciato che ridurranno a tre soli giorni settimanali la pubblicazione (giovedì, venerdì e sabato). E la situazione va facendosi insostenibile per parecchie altri testate, come già segnalato. Secondo Paper Cuts, sito che segue l'andamento del settore, da gennaio 2008 sono almeno 120 i quotidiani che hanno chiuso battenti, con perdita di oltre 21.000 posti di lavoro. Qui ulteriori dettagli (in inglese).

L’ informazione di qualità è la vera posta in gioco

22 marzo 2009
poulet In un libro da poco uscito da Gallimard (« La fin des journaux et l’avenir de l’information ») Bernard Poulet, redattore capo di Expansion, analizza la fatica del giornalismo professionale a trovare un posto online, ipotizzando addirittura la possibilità che, più semplicemente, di posto non ce ne sia affatto – ‘’Per motivi economici e tecnologici, ma non solo. Per delle ragioni sociologiche anche, che forse sono più profonde – e irreversibili -: le persone, e soprattutto i giovani, desiderano sempre informarsi, sono interessate veramente all’ informazione? ‘’ – In più la pubblicità sta abbandonando il suo supporto finora dominante, l’ informazione: ‘’ Basterà che siti come Google, Yahoo ! YouTube, ecc., intercettino dal 10 al 15% dei budget pubblicitari della stampa tradizionale per farla precipitare in una crisi senza precedenti – Un « nuovo giornalismo » su internet : « più che informare esso deve captare l’ attenzione dell’ internauta consumatore » - Il ‘’servizio pubblico’’ come ultima spiaggia ----------

Tre anni fa Jean-François Fogel e Bruno Patino, con « Une presse sans Gutenberg », avevano annunciato, con accenti a momenti altamente profetici, l’ apertura di

Il grande potere della carta stampata

22 marzo 2009 Tag:
wan Con oltre 1,7 miliardi di lettori al giorno e un fatturato pubblicitario di 150 miliardi di dollari l’ anno, i quotidiani cartacei sono ancora il mezzo di comunicazione più importante del pianeta – Al loro potere e al loro futuro l’ Associazione mondiale dei giornali (WAN) dedica a fine maggio una Conferenza internazionale a Barcellona ---------- I giornali stampati attirano più di 1,7 miliardi di lettori ogni giorno nel mondo e la pubblicità sulla carta stampata fattura 150 miliardi di dollari all’ anno, cifra che ne fa il più grande supporto pubblicitario del pianeta. Sempre su scala planetaria, i giornali sono il mezzo a cui si assegna maggiore fiducia e che influenza più profondamente le fasce di persone a cui si rivolgono. Alle voci – sostanziose – di forte crisi dell’ industria dei quotidiani che si susseguono ormai da anni, l’ Associazione mondiale dei giornali (la Wan) contrappone una visione planetaria del settore che mostra ancora una fortissima vitalità, anche dal punto di vista economico. Così, al ‘’potere della carta stampata’’ è dedicata una Conferenza mondiale che la Wan terrà a Barcellona il 27 e 28 maggio.

Fallisce l’ esperimento del quotidiano ‘’ad assetto variabile’’

22 marzo 2009
manchester Il Manchester Evening News, che aveva avviato una nuova strategia di marketing distribuendo gratuitamente varie migliaia di copie nel centro della città e mantenendo invece le vendite in periferia, torna sui suoi passi: annulla la distribuzione gratuita e taglia 39 giornalisti ---------- La formula della diffusione ‘’ad assetto variabile’’sta vacillando e il primo giornale che l’ aveva promossa, il Manchester Evening News,  è in forti difficoltà e sta pensando a dei grossi tagli, anche nella redazione.

Il quotidiano – il ramo principale delle attività mediatiche dell’ omonimo gruppo – aveva cominciato nel maggio del 2006 una nuova strategia di marketing distribuendo gratuitamente varie migliaia di copie nel centro della città e mantenendo invece le vendite in periferia (vedi Lsdi, Diffusione mista).

Inizialmente aveva cominciato a distribuire 50.000 copie gratuite in centro, dove vendeva solo 7.000 copie,  mentre in periferia le vendite arrivavano a 127.000 copie. L’ obbiettivo era di arrivare a una diffusione complessiva di 180.000 copie giornaliere, ma non ha funzionato e il giornale ora sta progettando di tornare indietro.

Google potenzia G-News e stringe un accordo con l’ Epa

22 marzo 2009
epa

Google e l’ Epa (European Pressphoto Agency) hanno stretto un accordo per dividersi eventuali ricavi comuni. Da parte sua Google sta studiando come monetizzare meglio Google News, che è stato finora per molti versi sottoutilizzato. Epa, un consorzio di diverse agenzie fotografiche europee, fonirà dei contenuti provenienti da otto dei suoi membri. (Qui il comunicato congiunto Google/epa ).

Le agenzie di informazione hanno penato per ottenere accesso ai ricavi pubblicitari ottenuti dal motore di ricerca con le loro notizie. Belgia, ad esempio, l’ agenzia belga che fa parte di Epa ed è uno degli otto soggetti che hanno siglato l’ accordo, tempo fa aveva fatto causa a Google per ottenere parte dei ricavi, col risultato che era stata rimossa dall’ elenco delle fonti di Google News... come se a un editore venisse tolta dalle edicole una sua pubblicazione.

Forse – commenta Followthemedia -  le agenzie di stampa hanno imparato la lezione. (JMH)