Via i picchetti da Hollywood

| 17 febbraio 2008 |

Manifestazione a Hollywood Terminato il lunghissimo sciopero degli autori televisivi americani, che hanno ottenuto una buona vittoria sul fronte dei nuovi media, portando dallo 0,3 al 2% il guadagno nel settore – Con lo sciopero audience in tv ridotta anche del 21% – Ma a giugno scade il contratto degli attori e non si escludono nuovi scioperi

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(m.b.b.) – E’ terminato il 12 febbraio lo sciopero degli autori televisivi americani. La grande vittoria per gli sceneggiatori viene dai nuovi media. Se prima delle proteste prendevano soltanto lo 0,3% per ogni show venduto su Internet, ora la percentuale è salita al 2%.
“Dicevano che non ci avrebbero mai concesso i diritti per i nuovi media – ha detto Carlton Cuse, che lavora al serial Lost, molto seguito anche in Italia – e questo per noi è un risultato storico”.

In realtà l’accordo non è proprio conveniente per chi scrive i copioni dei serial o le battute degli show comici. Gli scrittori riceveranno parte dei ricavi se i loro show verranno scaricati dopo una periodo varibile (dai 17 ai 24 giorni) da quando questi sono stati resti disponibili sul web. Dopo un anno, inoltre, gli autori cominceranno a ricevere una quota fissa, cosa che avvantaggia gli studios. Gli scrittori delle tv, inoltre, hanno rinunciato anche ad avere più soldi dalle vendite in Dvd.

Secondo l’ economista Jack Kyser della Los Angeles County Economic Development Corporation, scioperando gli sceneggiatori hanno perso 230 milioni di dollari, mentre altre persone impiegate nel mondo dello spettacolo 440 milioni. Secondo Nielsen, la prima settimana della stagione televisiva 2008 ha avuto una audience inferiore del 21% rispetto all’anno scorso.

Ora si può tirare un sospiro di sollievo. Ma i problemi a Hollywood non sono finiti. Il contratto per gli attori scade a giugno. E non è detto che non ci possa essere un nuovo sciopero.

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