Usa: sempre più politica sul web (ma old e new media sono pari in superficialità ed errori), mentre ormai il 93% dei ragazzini va su internet

| 17 gennaio 2008 |


Sempre più politica nella rete, ma Old & new media risultano allo stesso modo ben allineati e coinvolti nell’offerta continua di superficialità, esagerazioni, errori – Gli ultimi dati intanto parlano di una diffusione pressoché totale (93%) di internet fra le giovani generazioni Usa – Le due nuove Ricerche del ‘’Pew Internet & American Life Project’’

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Sempre più politica nella rete, mentre gli ultimi dati parlano di una diffusione pressoché totale (93%) di internet fra le giovani generazioni Usa.

Sono i risultati di due nuove ricerche compiute negli Stati Uniti dal ‘’Pew Internet & American Life Project’’ e diffuse in questi giorni.

Eccone alcuni elementi.

Rete e politica

La Rete svolge ormai un importante ruolo come strumento di informazione e di dibattito. La ricerca mette a confronto questo inizio d’anno con il 2004, data delle ultime elezioni presidenziali, tracciando una forte tendenza di crescita: se quattro anni fa la percentuale dell’elettorato che si informava sul web era intorno al 13% – spiega di Marina Rossi su Visionpost – , questo dato raddoppia, visto che un quarto della cittadinanza Usa cerca online informazioni politiche.

La percentuale raggiunge addirittura il 42 per cento nel caso di giovani di età compresa tra 18 e 29 anni che, abitualmente, vengono raggiunti da notizie politiche frequentando social network, da MySpace a Facebook, i quali sempre più spesso offrono informazioni in tempo reale sullo svolgimento della campagna elettorale in atto.

Rispetto alle precedenti campagne elettorali americane, internet e – a sorpresa – la radio nazionale sono gli unici media che hanno assistito a una progressiva crescita di utenti, mentre giornali e televisioni (locali o nazionali) perdono la fiducia del pubblico, anche per quanto riguarda tematiche politiche. Nonostante ciò, le notizie di politica locali sono ancora territorio fertile per i canali disseminati sul territorio e il 40 per cento di cittadini si informa ancora attraverso i programmi televisivi. Se la crescita della Rete come canale di informazione politica è già in atto a partire dal 2000, non sembra ancora un trend pronto a esplodere.

Ma, va bene, dice Bernardo Parrella sul suo blog, c’ è più informazione politica nella Rete USA: e allora?

Se è vero, come è vero, che c’è sempre più politica nella Rete in Usa, altrettanto vero – rileva Parrella – è che occorre porre il tutto nel giusto contesto. Il recente rapporto di Pew Internet segnala la forte crescita del ricorso alle fonti online per seguire le vicende politiche e la campagna elettorale in corso. Ma ciò va forse traducendosi in maggiore partecipazione? O si tratta comunque di informazione passiva, di politica-spettacolo, di farsi belli sull’onda di YouTube e simili? Già dimenticato il flop della potenza online Howard Dean quattro anni fa? E forse ancora più al cuore della questione: i new media stanno forse facendo un lavoro migliore degli old media? Analizzano, contestualizzano, chiariscono meglio lo scenario? Nient’affatto.
Old & new sono ben allineati e coinvolti nell’offerta continua di superficialità, esagerazioni, errori. Basta vedere la recente coverage delle prime tornate in Iowa e New Hampshire, centrate su poll, titoloni, “soundbytes”. Lo conferma fra l’altro oggi Counterspin, reportage radio del gruppo FAIR (Fairness and Accuracy In Reporting), equiparando in sostanza l’approccio mediatico online e offline in senso sensazionalistico e negativo.
Concludendo così: «After all, it’s voters, not the news media, who are supposed to elect the next president.» In altri termini – chiude Parrella -: il fatto che esista sempre più politica nella Rete vuol dire poco o nulla se non crescono qualità, profondità e accuratezza di tale informazione.

Internet e i giovanissimi

La seconda Ricerca del Pew Project era mirata essenzialmente a capire l’ uso del video-sharing in rete, ma ha dato anche altri interessanti risultati, come sottolinea ad esempio Benoit Raphael suo suo blog, ‘’Demain tous journalistes?’’ sull’ uso generale della rete da parte dei giovanissimi americani.

Rileva Raphael:

– Il 64% hanno partecipato almeno una volta a una attività di creazione di contenuti sulla rete, contro il 57% en 2004.
– Tra di essi sono in maggioranza le ragazze (55%)

Il 39% condividono online le loro opera, disegni, foto, articoli (33% nel 2004). Contro il 22% degli adulti.

– Il 33% hanno creato o lavorato su pagine web o su blog per gli altri, compresi gruppi a cui non partecipano direttamente (amici o scuola) (32% nel 2004).

– Il 28% hanno creato un proprio giornale online o un blog (19% nel 2004)

– Il 28% rimaneggiano contenuti che trovano online e ne fanno delle loro creazioni (19% nel 2004).

– Il 55% hanno creato un profile su una rete sociale (Facebook, MySpace), 47% hanno inserito delle immagini a disposizione di tutti (anche se qualcuno chiede la registrazione in fase di accesso). Il 14% hanno ‘’postato’’ dei video.

L’utilizzazione dei media sociali (blog, creazione e condivisione del contenuto) è centrale nella loro vita.

L’ immagine gioca un ruolo maggiore nella vita dell’ adolescente. Pubblicare delle foto o dei video online permette di avviare una conversazione (l’ 89% dicono di ricevere dei commenti sulle foto che pubblicano, il 72% idem per i video)

Comunicano sempre di meno per e-mail. Oggi questa è l’ ultima c hance di comunicazione dei 12-17/enni, dopo il cellulare, le messaggerie istantanee (messenger) e le reti sociali.

Tuttavia, ed è la buona notizia (commenta Raphael): la loro utilizzazione di internet riguarda più la ricerca di informazione che la comunicazione:
l’ 81% sono andati su siti di informazione su cinema, tv o star. Il 77% cercano notizie di attualità. Il 68% utilizzano messaggerie istantanee, il 57% guardano I siti di condivisione dei vicdeo e il 55% partecipano a delle reti sociali come Facebook o MySpace.

(Scaricare lo studio in formato pdf)

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