Un quotidiano Usa lascia la carta per il web

| 29 ottobre 2008 | Tag:, , ,

out-130.jpg Dopo un secolo di vita, il Christian Science Monitor chiuderà la sua edizione a stampa quotidiana e si concentrerà unicamente su quella online, a cui affiancherà un settimanale cartaceo – L’ appuntamento è per aprile 2009 – La decisione è stata presa per ridurre i costi di fronte a un progressivo calo della diffusione, passata dalle circa 223.000 copie del 1970 alle quasi 50.000 attuali, con un risparmio fra 1,5 e 2 milioni di dollari l’ anno – E’ il primo quotidiano Usa a fare questa scelta

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Dopo un secolo di vita, il Christian Science Monitor chiuderà la sua edizione a stampa quotidiana e si concentrerà unicamente su quella online, a cui affiancherà un settimanale cartaceo. Lo ha annunciato martedì lo stesso quotidiano, spiegando che la decisione è stata presa per ridurre i costi di fronte a un progressivo calo della diffusione, passata dalle circa 223.000 copie del 1970 alle quasi 50.000 attuali.

Il risparmio – secondo Futureofnewspaper –  si aggirerà fra l’ 1,5 e i 2 milioni di dollari l’ anno.

Il Christian Science Monitor (fondato nel1908 e vincitore di sette Premi Pulitzer) è il primo quotidiano Usa a chiudere la sua edizione stampata a favore di quella web e sono due anni che la direzione stava meditando su questa scelta.

Il Monitor viene diffuso principalmente attraverso abbonamenti e ha visto la tiratura scendere costantemente negli ultimi 40 anni. Al contrario, i lettori dell’ edizione online sono in costante crescita – attualmente circa 5 milioni di pagine viste al mese, contro i circa 4 milioni di cinque anni fa e 1 milione di 10 anni fa – e rappresentano una promessa per il giornale, ha rilevato Judy Wolff, presidente del comitato editoriale del giornale, secondo quanto lo stesso Monitor scrive in questo articolo.

D’ altra parte il Monitor era stato uno dei primi quotidiani Usa a migrare sull’ online, all’ inizio del 1995, quando un suo inviato in Bosnia, David Rohde, fu fatto prigioniero. Il quotidiano è specializzato nei servizi di politica internazionale, in particolare nel Medio Oriente. Nel 2006, una free lance che lavorava per il quotidiano, Jill Carroll, era stata sequestrate e tenuta prigioniera per oltre tre mesi a Baghdad.

Il direttore del giornale, John Yemma, ha spiegato a Forbes  che il Monitor per il 2008 avrà dei costi pari a 25,8 milioni di dollari e dei ricavi per soli 12.5 milioni di dollari. Attualmente però i ricavi del sito web costituiscono solo il 9% dei ricavi e per il 2009 la pubblicità online dovrebbe comunque salire a 1,1 milioni di dollari.

Il nuovo settimanale dovrebbe costare 89 dollari in abbonamento annuale e 2 dollari la singola copia. E potrebbe trovare l’ equilibrio economico con una vendita di 85.000 copie per i primi anni, secondo Forbes.

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