Non internet ma la tv la prima fonte d’ informazione per i giovani

| 4 giugno 2008 | Tag:, ,

Il logo del Congresso Wan Rompe gli stereotipi un nuovo studio sulle abitudini informative dei giovani compiuto da una società canadese – Anche i giornali continuano a suscitare interesse – I risultati diffusi a Goteborg al Congresso internazionale della Wan – Una ricerca dell’ Ap rivela invece che i giovani soffrono di “affaticamento da news”

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La televisione resta la fonte di informazione più importante per i giovani, malgrado lo sviluppo di internet, e i giornali sono ancora in grado di interessarli. Lo rileva una nuova ricerca condotta in tre paesi sulle abitudini mediatiche dei giovani.

Lo studio è  stato realizzato in Usa, Olanda e Finlandia interpellando 3.500 giovani fra i 15 e i 29 anni, e i risultati sono stati diffusi a Goteborg nel corso del 61/o Congresso internazionale della World Association of Newspapers (Wan).

 “Sembra che i giovani non capiscano bene il valore intrinseco e la differenza di contenuto fra il giornale e gli altri mezzi di informazione. La televisione domina ancora fra di loro, anche in termini di credibilità e di profondità di copertura dell’ informazione”, ha spiegato Robert Barnard, socio fondatore della società DECODE, che ha sede in Canada e che ha condotto questa ricerca per conto della Wan e di alcuni partner dei singoli paesi.

Comunque lo studio – fa osservare Wan – mostra che i giornali hanno buone possibilità di attirare i giovani, a condizione di investire specificamente in questo compito.


In particolare, la ricerca rileva che:  
– I giovani si interessano all’ informazione e sono coscienti della necessità di essere informati;
– I giovani che leggono regolarmente la stampa sono più informati, più interessati e più legati alla comunità degli altri.
– I genitori (le madri, in particolare) e gli insegnanti riescono a influenzare I giovani a leggere regolarmente il giornale, mentre i loro compagni in questo campo non hanno grande influenza su di loro.
– I giornali devono ne devono approfittare per spiegare in che cosa l’ informazione della stampa sia differente e superiore a quella degli altri media. Questa strategia deve essere messa in opera su tutte le piattaforme informative, privilegiando il contenuto e non il format.
– I giovani che lasciano casa rappresentano una opportunità concreta per I giornali. Lo studio mostra un calo sensibile dei lettori in questo stadio della vita, proprio in un momento in cui invece l’ interesse per l’ informazione raggiunge un picco.
– In generale, il contenuto editoriale del giornale non è in sintonia con gli interessi dei giovani – e quando parla di loro è principalmente in termini negativi. La musica e il cinema sono in testa ai loro interessi mentre la politica viene solo alla 30/a posizione.
– Le reti sociali possono essere degli alleati dei giornali, non dei nemici. I loro utilizzatori sono più favorevoli ai media in generale, e manifestano maggiormente il loro interesse verso i giornali rispetto a quelli che non utilizzano le reti sociali.

Per informazioni ulteriori contattare Barnard per e-mail a robert@decode.net.

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Intanto un’ altra ricerca presentata a Goteborg ha rilevato che i giovani possono soffrire di "affaticamento da news".

Potrebbe chiamarsi così – nota in un articolo  9colonne – il fenomeno che colpisce la maggior parte dei giovani fra i 18 e i 34 anni. I risultati della ricerca, commissionata dall’AP nel 2007 e condotta dal Context-Based Research Group di Baltimora (USA), mostrano che il comportamento dei giovani nei confronti delle notizie è molto differente da quello delle generazioni che li hanno preceduti. Lo studio ha infatti analizzato il modo in cui venivano “consumate” le news da gruppi etnicamente diversificati di 18 uomini e donne di età compresa fra i 18 e i 34 anni, che vivono in sei aree metropolitane di Stati Uniti, Gran Bretagna e India.

Le conclusioni dell’indagine sono state di grande aiuto all’AP per mettere a punto un modello per riportare le news che si addicesse maggiormente ai giovani lettori, che stanno abbandonando i media tradizionali in favore delle notizie digitali. Così è nato quello che l’AP ha definito il “1-2-3 filing”, metodo per il quale una notizia viene prima riportata solamente con un titolo stile “breaking news”, poi con un breve lancio scritto al presente (in formato adatto specialmente per il web e per le redazioni di radio e tv) e quindi con un articolo più approfondito e ricco di dettagli.

Il risultato più importante della ricerca presentata in Svezia – prosegue 9colonne – è stato infatti quello che gli intervistati sono sì alla ricerca di notizie di qualità e reportage approfonditi, ma che in un primo momento hanno difficoltà ad assorbire tali contenuti perché sono bombardati da fatti e aggiornamenti inseriti solamente nei titoli o in frammenti di news. Lo studio ha anche sottolineato che i giovani fra i 18 e i 24 anni spesso non sono in grado di prestare completa attenzione alle news perché spesso le leggono mentre sono impegnati in qualche altra attività, come leggere le e-mail.

Un atteggiamento radicalmente cambiato rispetto a quello dei genitori o dei nonni, sottolineano gli autori della ricerca, che si aggiornavano essenzialmente seduti di fronte al tg della sera o tenendo in mano il quotidiano del mattino.

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