Ma è davvero necessario che i giornalisti abbiano una redazione fissa dove lavorare?

| 4 luglio 2008 | Tag:, , , , ,

out-121.jpg Un editore del New Jersey sta sgomberando la sede del giornale (risparmierà così 2,4 milioni di dollari l’ anno di gestione) e “immagina” i giornalisti come degli sciami di api che lavorano a tempo pieno ‘sulla strada’ oppure delle redazioni che condividono a tempo lo stesso desk

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Ma è davvero necessario che i giornalisti abbiano una redazione fissa dove lavorare? Se lo chiede Philip M. Stone in un articolo su FollowTheMedia (Ftm), raccontando come l’ editore di un giornale del New Jersey,  The Record in Hackensack, stia svuotando la sede principale del giornale e come i giornalisti siano preoccupati (“pensiamo che questo significhi toglierci di mezzo”). Ma lui, l’ editore, immagina dei giornalisti che lavorano a tempo pieno fuori dalla redazione.

Stephen A. Borg dice che chiudendo la sede e trasferendo la redazione in un altro giornale che controlla, The Herald News (West Paterson), l’ azienda potrebbe risparmiare 2,4 milioni di dollari lp’ anno, eliminando l’ energia elettrica, le pulizie e tutti quei servizi necessari per far andare avanti un palazzo. Ma è la sua idea su come i giornalisti potrebbero, o meno, organizzarsi che merita attenzione.
 “Il passaggio non è da una grande redazione ad un’altra, ma da una redazione alla ‘strada’. Non è che The Record abbia lasciato Hackensack, siamo su quel mercato. Io immagino dei MoJo (“giornalisti mobili”), come uno sciame di api che si sparge in città diverse”. Ed è un grosso fan del concetto di “office hoteling” : in sostanza, i giornalisti prenotano dei desk a tempo, condividendoli con altri, e questo consente di “tagliare” sui costi dei desk.

E, secondo Stone, le ultime notizie dal fronte dell’ industria dei giornali dovrebbero stimolare gli esperimenti più fantasiosi per il taglio dei costi.

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