La pubblicità online comincia ad emigrare in outsourcing

| 26 maggio 2008 | Tag:,

Il logo di avVenta La realizzazione di varie campagne, anche per colossi come GM, Microsoft e Banca d’ America, si sposta dalla Silicon Valley in paesi come Costa Rica, Bulgaria o Ucraina – A causa della complessità di alcune campagne, della ricerca di nuovi talenti ma anche di risparmi fino al 50% – Un articolo su Visionpost

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Alcune grandi campagne pubblicitarie online, che fino a poco tempo venivano progettate e prodotte nel cuore della Silicon Valley o a New York, cominciano ad essere realizzate fuori dalla California e dagli Stati Uniti.

Lo segnala Emanuela Di Pasqua in un articolo su Visionpost, citando il caso di campagne studiate per aziende come la General Motors, Microsoft e la Banca d’America.

Il fenomeno sarebbe dovuto a una “crescente attenzione ai costi” dovuta anche alla tendenza a “costruire campagne pubblicitarie per il web sempre più intricate, che richiedono molto lavoro per raggiungere una pluralità di siti con diverse varianti dello stesso messaggio pubblicitario. E questo nuovo volto dell’ advertising, sempre più labour-intensive – rileva Di Pasqua -,  ha spostato la produzione e persino la ricerca di nuovi talenti. Le grandi campagne pubblicitarie destinate alla rete vengono infatti realizzate altrove”. In particolare,  “paesi in cui si parli l’inglese e nei quali ci sia una forte esperienza nel design e nello sviluppo: Costa Rica, Bulgaria, Ucraina, nazioni sufficientemente allineate nel know how, ma dove il lavoro continua ad avere prezzi più competitivi”.

“Una delle aziende leader nella pubblicità per internet – racconta Visionpost – è avVenta Worldwide: 415 impiegati distribuiti tra San Josè in Costa Rica, Kiev in Ucraina e Londra. Altri nomi dell’industria dell’advertising online sono Stanga, con sede in Bulgaria, e Prodigious Worldwide”.

A guidare questa nuova ondata di outsourcing, in un settore peraltro insospettabile – spiega Di Pasqua -, è certamente una questione di prezzi, considerato che mediamente i grandi marchi realizzano un risparmio che va dal 20 al 50 per cento rispetto alle tariffe richieste dalle agenzie statunitensi.

Ma – conclude l’ articolo – “esiste anche un ripensamento delle strategie da parte degli inserzionisti e, con una pubblicità che si sposta sempre più dai canali tradizionali a quelli digitali, c’è anche una ricerca di nuovi linguaggi e di nuovi talenti. Per avere un ordine di grandezza del business dell’advertising online in outsourcing basta sbirciare i fatturati di avVenta degli ultimi anni: 1,4 milioni di dollari nel 2006, 11,5 milioni di dollari nel 2007 e un’aspettativa che oscilla tra i 20 e i 22 milioni di dollari quest’anno”.

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