L’industria dei giornali Usa ha perso il 42% del valore in 3 anni

| 9 gennaio 2008 |


Le perdite della capitalizzazione a partire dal 2004 ammonterebbero a 11 miliardi di dollari – Uniche eccezioni Washington Post e Dow Jones, per l’ aumento delle vendite di pubblicità – Qualche osservatore parla di ‘’debolezza ciclica’’ ma la notizia ha aviuto parecchia eco

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Il valore dell’ industria dei giornali negli Usa è calato del 42% dal 2004 a oggi, per un ammontare di perdite per complessivi di 11 miliardi di dollari. Rispetto all’ anno scorso il calo è stato del 26%. Le stime sono di Alan Mutter, un analista dei media e creatore di un interessante blog, ‘Reflections of a Newsosaur’ (riflessioni di un ‘newsosauro’, ndr).

Qualcuno parla di una sorta di ”debolezza ciclica’ del settore, come rileva Henry Blodget su ‘’Sylicon Alley Insider’’, ma la notizia ha fatto parecchio rumore in questi giorni negli Stati Uniti, dove si è sviluppata una fortissima sensibilità per l’ andamento della stampa e in particolare dei quotidiani.

Come mostra la tabella qui sotto, alcune aziende hanno perso in percentuali allarmanti.

La Journal Register Co., ad esempio, ha perso il 91% con un ammontare di 68.9 milioni di dollari. Il Sun-Times Media Group ha registrato un calo dell’ 86% (176.7 milioni di dollari) e McClatchy è al meno 82% (1.03 miliardi di dollari).

Il declino va poi inquadrato, secondo Henry Blodget, nell’ incremento generale della capitalizzazione di borsa negli ultimi 3 anni, pari rispettivamente al 17% e al 15.6% degli indici di Standard and Poor’s e Dow Jones.

Gli andamenti sono stati favorevoli solo per due editori Usa a partire dal 2004, soprattutto per l’ aumento delle vendite pubblicitarie , Il Washington Post e il Dow Jones.

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