Il web (e il mondo) fra 6500 giorni

| 11 novembre 2008 | Tag:, ,

out-910.jpg La storia dei primi 6257 giorni di vita della Rete e quella del futuro prossimo, secondo Kevin Kelly (nella illustrazione), che vede una grande macchina, fra le nuvole, in cui saranno racchiusi ed elaborati tutti i dati disponibili sul pianeta – “Tutto quello che non sarà “webizzato” non esisterà” – Verso il Socialismo 2.0?

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I primi 6257 giorni di storia del web, da quando Tim Berners Lee creò la prima pagina, e i prossimi 6500 giorni di storia della Rete, illustrati da Kevin Kelly, uno dei padri della ‘Bibbia’ del mondo digitale, la rivista Wired.

Durante il Summit sul Web 2.0 che si è appena tenuto a San Francisco, Kevin Kelly – racconta Dominique Piotet su Atelier-Us.com (via Transnets)  – è riuscito a spiegare con parole molto semplici la storia di questi 6257 giorni e a prefigurare che cosa sarà il mondo fra 6.500 giorni.

La storia l’ ha articolata in tre fasi:

1- I computer sono collegati fra di loro. E la rete serve a condividere dei “pacchetti”. Niente di molto intimo, né personale…
2- I documenti sono collegati fra di loro. E si comincia a condividere i link. La cosa è già più intima e personale: ci sono dei documenti…
3- Si comincia a collegare dei dati fra di loro. Si realizzano dei link fra le informazioni all’ interno delle pagine. Sono i nostri dati, le nostre informazioni che condividiamo. Ancora più intimo e personale…. E’ la fase in cui ci troviamo oggi.

Per Kelly, ci abbiamo messo 6257 giorni a gettare le fondamenta di quello che lui chiama Word Wide Data Base, o, ancora, il Data Web. Il cui grande principio è destrutturate le informazioni per renderle leggibile da parte delle macchine – i data base soprattutto – per poi ristrutturarle su una gran quantità di forme possibili.

Infine, tutti gli oggetti verranno ricollegati a questi data-base: ampolle, ascensori, scatole di pelati… e saranno collegabili, naturalmente, a delle persone. E’ quello che lui chiama il Database delle cose…

Una visione semplice, ma diabolicamente efficace del nostro mondo 2.0, no?

E il futuro?

Kelly – racconta Piotet – prima di tutto insiste sul fatto che il Web sarà molto diverso da quello che utilizziamo oggi. 6257 giorni fa pensavamo che il web sarebbe stata una televisione in meglio, ma non  successo. Allora il web di domani non sarà il web, ma in meglio.

Sarà un’ altra cosa.

Quest’ altra cosa lui la descrive come una grande macchina, fra le nuvole, che racchiude tutti i dati disponibili. Per Kelly, tutto quello che non sarà “webizzato” non esisterà. Il web sarà l’ OS globale del domain, capterà tutto, assolutamente tutto! Vi accederemo attraverso un gran numero di schermi (dalla tv al cellulare passando per lo schermo di controllo del frigorifero e il GPS della macchina…) che non saranno altro che degli oblò verso la “grande macchina”.

Kelly – prosegue Piotet – distingue tre elementi, già in marcia:

1- Il vasto movimento che tende a spostare tutto verso “le nuvole”. Anche Microsoft annuncia che si svilupperà su grande scala!
2- In parallelo, un vasto spostamento di dati verso i database, che diventano le fondamenta su cui tutto il sistema si poggia.
3- Per far funzionare tutto questo, far circolare i dati, dar loro un senso: la condivisione. Facebook ha cominciato ma non è che l’ inizio, è solo l’ olio delle ruote della grande macchina di Kelly.

In 6500 giorni secondo Kelly, la vita sarà sempre connessa. Vivremo in uno stato di dipendenza estrema dalla connessione alla rete. E bisognerà inventare dei nuovi valori, quello che lui chiama il  Socialismo 2.0 (in mancanza di parole migliori, dice) per gestire collettivamente le regole di condivisione di questi dati, che saranno l’ essenza delle nostre vite e dei nostri valori valori collettivi.
6500 giorni: come dire domani!

Sconvolgente? Ineluttabile? Visioni utopistiche di un “illuminato” della Silicon Valley ? E se tutto questo invece fosse già in marcia ?

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