Il 2008 anno di sviluppo per il Citizen Journalism?

| 6 febbraio 2008 | Tag:, ,

New Assignment
Una delle fondatrici del progetto NewAssignment, uno dei più avanzati esperimenti di CJ negli Usa, propone una serie di profezie per il futuro prossimo, che sono però anche delle linee guida – Organizzazione, guardare ai mercati emergenti, video e ancora video, l’ orgoglio della solitudine, separare il grano dal loglio

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di Rachel Sterne*
(da NewAssignment,
traduzione di Maria Itri) 

Se il 2007 è stato l’anno in cui il Citizen journalism ha dimostrato la sua capacità di resistenza, il 2008 sarà l’anno in cui si svilupperà. Lo scenario ora è promettente e omogeneo. Da Newsvine a NowPublic, da Orato a Digital Journal si trovano le stesse cose: strumenti per l’ inserimento di contenuti di proprietà, valutazioni della community, e alcune revenue share qui e lì. Come questi soggetti troveranno una via d’uscita nel nuovo anno sarà una questione determinante.

Qui di seguito le predizioni su cosa dovremo attenderci dal Citizen journalism.

 

Cosa può imparare il Citizen Journalism dall’Open Source: organizzazione

Lo sviluppo dei software Open Source e il Citizen Journalism hanno molto in comune: entrambi mettono in relazione persone che lavorano gratuitamente, motivate da un senso di realizzazione collettiva e di riconoscimento personale. Nei sistemi Open Source, il prodotto è più fragile e il sistema più lineare: commettere un errore può provocare inconvenienti a migliaia e potenzialmente distruggere uno strumento. Qual è la soluzione? Costruire un sistema gerarchico di responsabilità, con focus group, supervisori, amministrazione.

E’ il momento per il Citizen Journalism di seguire la stessa strada e di non fare più affidamento su isolati reporter. Potrebbe non essere facile costruire un sistema a più livelli di controllo editoriale  e amministrativo, ma il risultato avrebbe un enorme valore.

NewAssignment sta già lavorando su questo punto e GroundReport.com ha recentemente lanciato Groups, una piattaforma di pubblicazione che consente alle persone di riportare le informazioni in un formato dinamico e sociale.

 

Cosa il Citizen Journalism può imparare dai media tradizionali: guardare ai mercati emergenti

Alla conferenza Media & Money sponsorizzata lo scorso anno da Nielson and Dow Jones., investitori e manager editoriali hanno esposto i vantaggi dello sviluppo dei media tradizionali nei mercati emergenti dell’Est Europa. È un grande errore ritenere che la roccaforte  del Citizen Journalism sia in Europa o negli Stati Uniti. Come ho ricordato nelle mie note sul 2007, nei paesi emergenti ha un impatto maggiore che da noi. Esempio significativo: l’India, con una crescita rapidissima di penetrazione della rete, ha già un premio dedicato al Citizen journalism e una serie tv.
I mercati in sviluppo spesso hanno dei media tradizionali controllati-frequentemente dallo Stato – e  Internet offre un flusso gradito di informazioni e riflessioni.

 

Cosa il Citizen Journalism può imparare dal Web 2.0: video, video, video

Questo aspetto è automatico, ma è importante non semplificare eccessivamente. Il traffico Internet negli Stati Uniti si sta rivolgendo sempre più frequentemente ai video – Hitwise afferma che i media e il mercato dell’informazione hanno subito un colpo nel 2006 quando il pubblico ha cominciato a rivolgersi a contenuti video e multimediali. Anche se fino ad oggi non ci sono stati casi emergenti nel Citizen Journalism video, nel 2008 lo scenario cambierà. Affiancando i temi del Web semantico, il Citizen Journalism non sarà una sorta di discarica come You Tube. Sarà necessario filtrarlo, metterlo a fuoco, e presentarlo in un formato accessibile per avere un qualsiasi valore.

 

Cosa il Citizen Journalism può imparare dalla blogosfera: essere solitari in vetta

Nel 2006 il New York Times infiammò la blogosfera quando scrisse che in rete esisteva solo una manciata di blog con il calibro dei kingmaker come Gawker, DrudgeReport and Huffington Post.
I blog restanti avrebbero strisciato ai piedi di questi giganti , elemosinando links che avrebbero potuto costruire o distruggere la loro posizione. La stessa biforcazione si sta riproponendo per il Citizen Journalism, e in futuro diventerà sempre più forte. In cima a questo ci sono Newsvine and NowPublic, mentre dall’altra parte di questo continuum Orato, Digital Journal and Broowaha. Tra l’altro, la qualità e la coerenza dei contenuti di questi piccoli gruppi sono migliori – tanto che potrebbero unirsi per mezzo di uno strumento di condivisione dei contenuti per sfidare i giganti. 

 

Cosa può imparare il Citizen Journalism da Google: separare il grano dal loglio

Che il Citizen Journalism arricchisca il flusso dell’informazione più liberamente è un’idea interessante ma inutile se l’informazione non è catalogata,  filtrata, organizzata in un modo che la renda valutabile e apprezzata. Questa sfida affligge tutta la rete, non solo Google, ma il motore di ricerca è stato il migliore  a risolvere questo problema.
Il Citizen Journalism sa che si possono trovare grandi cose quando si aiutare le persone a condividere le loro storie, immagini e video con un pubblico – ora abbiamo bisogno di trovare il modo migliore per riconoscere il lavori migliori e presentarli alle masse scettiche.

Che l’evoluzione inizi!

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* Rachel Sterne è fondatrice e CEO di GroundReport, un sito giornalistico con la condivisione dei ricavi. Ha lavorato anche alle Nazioni Unite ed è laureata in Storia alla New York University

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