Google digitalizza e archivia 200 anni di storia sui giornali

| 10 settembre 2008 |

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Lo ha annunciato Punit Soni, uno dei dirigenti del colosso di Mountain View, su uno dei blog aziendali – Per ora l’ iniziativa riguarda i giornali di Usa e Canada

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Google sta lavorando alla digitalizzazione degli archivi di decine di giornali, che diventeranno consultabili online insieme alle pagine originali scansionate.

La notizia – scrive la Reuters – è stata diffusa tramite un post pubblicato sul blog aziendale, scritto da Punit Soni, product manager del colosso di Mountain View.

L’ iniziativa riguarda decine di quotidiani — per il momento solo statunitensi e canadesi — e costituisce la continuazione di un progetto iniziato nel 2006, quando il gruppo iniziò a lavorare con il New York Times e il Washington Post per indicizzare i vecchi numeri in Google News Archive.

"Per più di 200 anni questioni di portata locale e nazionale sono state riportate sulla stampa cartacea, dalle rivoluzioni alla politica fino alla moda e alle previsioni del tempo e ai risultati sportivi dei licei. Stimiamo che in tutto il mondo vi siano miliardi di pagine contenenti tutte le storie mai state scritte. Ed è nostro compito aiutare i lettori a trovarle tutte, dal più piccolo settimanale locale al più grande quotidiano nazionale", ha scritto Punit Soni.

I giornali vanno dal Pittsburgh Post-Gazette — "il primo giornale a ovest degli Allegani (una catena monutosa, n.d.r.)" — al Quebec Chronicle-Telegraph, che, con i suoi 244 anni di ininterrotta pubblicazione, è il più vecchio quotidiano del Nord America ad essere ancora stampato.

"Non solo potrete cercare questi giornali, ma potrete anche cercare attraverso di essi esattamente come furono stampati: fotografie, titoli, articoli, pubblicità e tutto il resto", continua Soni.

A chi per esempio cercasse articoli sul primo sbarco sulla luna, basterà digitare "Americans walk on moon" per risalire all’articolo originale del Pittsburgh Post-Gazette che racconta della passeggiata spaziale di Neil Armstrong.

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