Gli 8 ‘geni’ del nuovo DNA dell’ informazione

| 16 gennaio 2008 |


L’ informazione è cambiata radicalmente e Benoit Raphael cerca di individuare sul suo sito, ‘’Demain tous journalistes?’’, i principali ‘’geni’’ di questo cambiamento genetico, suggerendo che, a questo punto, dovrà cambiare anche il DNA dei giornalisti

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Come quei genitori che vedendo tornare a casa i figli vestiti da punk esclamano inorriditi: ‘’Come me li hanno ridotti!’’, aggiungendo poi disperati: ‘’Ho perso i miei figlioli!’’, qualcuno ogni tanto si ferma e si chiede perplesso: ‘’che l’ informazione sia morta?”.

Certo, l’ informazione come l’ avevamo conosciuta è sulla via della scomparsa – racconta Benoit Raphael sul suo blog, ‘’Demain tous journalistes?’’ -, ma non ne è mai circolata tanta. Però è’ cambiata profondamente. Il suo DNA è stato modificato sull’ onda delle rivoluzioni digitali. Ma quali sono i suoi nuovi geni?

Raphael ne conta almeno otto.

1- L’ informazione è iper-frammentata

Il lettore non è più fedele come una volta. Pilucca un po’ a caso, attraverso Google, questa sul sito di Le Monde, quest’ altra su un blog o su Yahho News… Quasi due terzi dei visitatori di un sito provengono da motori di ricerca (Google, Wikio…), da segnalazioni (mail, reti sociali come Facebook), dal ‘’buzz’’ (i link dei blog) e dagli RSS (come Netvibes).

2- L’ informazione è una aggregazione di micro-informazioni

L’informazione sulla rete è frammentata anche nella sua costruzione: una informazione=varie informazioni. Cioè vari micro-contenuti separati nel tempo, dal tono o dai formati. L’ informazione può essere quindi più concisa, visto che l’ internauta stesso ha la possibilità di comporre il suo zapping.

Conseguenza: sulla rete bisogna dunque riflettere in termini di micro-pacchetti informativi. Ragionare come iTunes, che permette di farsi la sua compilation di canzoni senza dover acquistare gli album interi.

Si esce dalla logica del resoconto completo, dal dossier e dalla rubrica. E si possono anche slegare e rilegare delle micro-informazioni fra di loro all’ infinito grazie agli strumenti semantici (i famosi tag, o parole-chiave, che mettono insieme informazioni sparse sulla base di temi e comunità di interessi), geo-semantici (localizzazione dell’ informazione), temporali (informazioni in ordine cronologico) e comunitari (‘’quelli che hanno letto questa cosa hanno letto anche…’’).

3- L’ informazione è in diretta

Si sviluppa lungo il corso della giornata, secondo l’ attualità, e cambia anche di tono, di tessitura, secondo l’ ora, secondo la tensione o l’ umore del momento, secondo l’ umore e le reazioni degli utenti.

4- L’informazione è un cantiere permanente

E’ sempre un “work in progress”. E’ immediata, in diretta, ma si aggiorna via via e, soprattutto, si arricchisce durante le ore con la partecipazione dei l,ettori che commentano, testimoniano, correggono.

5- L’informazione è sociale

Non è intertessante solo l’ informazione ma a che quello che il lettore ne potrà fare: portare il suo contributo commentando o pubblicarla sul suo blog, condividendola con gli amici; può recuperare un contenuto visuale (foto, video, flash) per alimentare il suo blog o il suo facebook, correggerla, apportare la sua testimonianza, la sua foto o il suo video, giocarci (test, quizz…).

6- L’informazione è personale

Essa riguarda oggi la sfera personale del lettore, non una gerarchia editoriale.

Si alterna ormai fra hard news (l’ informazione generale, tradizionale), soft news (l’ insolito, il popolare, i ‘fatti vari’ e quello che negli anni ’90 si chiamava ‘’infotainment’’) ed ego news (le mie informazioni personali che condivido e quelle della mia comunità). Con una gerarchizzazione lasciata all’ iniziativa degli internauti e degli algoritmi dei computer.

7- L’informazione quindi non è più gerarchizzata dai media…

…ma dalla comunità e dagli algoritmi di Google. E’ la conseguenza della frammentazione. Le Prime pagine si trasformano sempre di più in dei ‘’fiumi’’ di informazioni presentate per ordine cronologico (lepost.fr) o di popolarità (digg.com). Esse permettono agli internauti di piluccare quello che desiderano.

8- L’informazione è porosa

Di fronte all’ esplosione caotica dell’ informazione, il lettore cerca soprattutto dei media che lo aiutino a ritrovarsi.

Al di là di quella esclusiva, l’ informazione tende a mettersi in rete.

Siamo nell’ era del copia-incolla ma soprattutto dell’ ottimizazione permanente. Un blogger non esita affatto a riprendere le informazioni degli altri per apportarvi il suo tocco personale, la sua testimonianza o la sua analisi.

E’ un po’ come se, all’ esame di maturità, vi si dicesse: “copiate pure, avrete dei voti migliori!” Avreste immediatamente il diritto di guardare sulle spalle dei vostri vicini e potreste scrivere su un argomento: ‘’Il mio compagno di destra ha scritto questo, quello di sinistra ha fatto questo tal riferimento, io sono più d’ accordo col compagno che mi è davanti chde ha ricordato quella regola importante (che avevodimenticato), ma nello stesso tempo penso che…’’

Il DNA dell’ informazione è cambiato. E quindi deve cambiare anche quello dei giornalisti.

I suoi confini, il suo ritmo, la sua costruzione… tutto è stato profondamente modificato. Bisognerà dunque inventare dei nuovi processi di fabbricazione dell’ in formazione che tengano conto di questi mutamenti.

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