Giornali Usa: la sopravvivenza è nel non-profit?

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Secondo Lauren Rich Fine, una nota analista del mondo dei media, questa conversione potrebbe consentire ai giornali di sopravvivere chiedendo qualche sostegno governativo o filantropico, “non diversamente da quanto succede alle radio e alle televisioni pubbliche”

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Lauren Rich Fine, una nota analista del mondo dei media, ritiene che i giornali Usa potrebbero evitare di essere “feriti a morte” liquidando i loro assets e riclassificandosi come attività non-profit.

In un articolo su PaidContent, Fine spiega che, anche se questa "conversione non migliorerebbe le loro condizioni finanziarie, potrebbe consentire ai giornali di chiedere qualche sostegno di carattere pubblico, non diversamente dalla radio e dalle televisioni pubbliche." 

Nel suo articolo Fine ricorda la realizzazione di una importante organizzazione non-profit di giornalismo investigativo, ProPublica, e sostiene che se vengono concessi degli aiuti pubblici, per esempio, alla National Public Radio, allora potrebbe ottenere dei sostegni analoghi anche un giornale.   

Fine crede che il passaggio a una fisionomia non-profit potrebbe essere una soluzione per salvare qualche giornale, anche se gran parte di loro – dice – sono troppo pusillanimi per fare il salto.

(via Editors weblog)