Free press verso la saturazione?

| 4 settembre 2008 | Tag:, , , ,

Il logo del gruppo La diffusione dei giornali gratuiti sta crescendo nei primi mesi di quest’ anno solo del 5%, il risultato peggiore nella sua storia – I dati di Newspaperinnovation – La crisi si sta facendo sentire di più in Danimarca e negli Usa

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Il 2008 sta registrando un costante rallentamento nella crescita della diffusione dei quotidiani gratuiti nel mondo. Nei primi otto mesi dell’ anno la crescita è stata di solo il 5%, che potrebbe essere un dato sostanzioso per qualsiasi mercato editoriale, ma che per la free press è il risultato peggiore della sua storia.
Lo rileva Piet Bakker, lo studioso olandese considerato il maggior esperto mondiale di free press nella ultima sua Newsletter e sul suo sito, Newspaperinnovation, aggiungendo che, considerando il quadro relativo ai prossimi mesi non ci si può attendere un cambiamento del trend.
A sostegno dei suoi rilievi Bakker pubblica due grafici. IL primo dimostra che l’ andamento della circolazione dei quotidiani gratuiti non è stato mai negativo, mentre la crescita maggiore è stata registrata fra il 1997 e il 2000 quando non andava mai sotto il 50% (nel 2000 era stata di poco sotto il 200%). Nel 2003, una crescita “bassa” del 17% mentre nel 2006 era tornata al livello del 45%, mentre nel 2007 era scesa al 23%. 

I dati per diffusione totale, paesi con quotidiani gratuiti e testate pubblicate mostrano invece (figura sotto) mostrano che il numero di testate cresce più velocemente del numero di paesi in cui vengono pubblicate. Nel 2008 il numero di testate è quattro volte maggiore del numero dei paesi, indicando un alto livello di concorrenza. Nel 2003 c’ erano 3 giornali per paese, nel 1999 ce n’ erano solo due.    


Le cose non vanno affatto bene in Danimarca, dove ha chiuso il Nyhedsavisen per mancanza di pubblicità (vedi qui) e negli Usa, dove la crisi economica si sta facendo sentire attraverso il calo delle inserzioni. Metro international, in particolare, ha annunciato che venderà – o chiuderà – le sue pubblicazioni in Usa, se non troverà dei partner. Come riporta Sfnblog,  Per Mikael Jensen, chief executive del gruppo, “negli Usa stiamo analizzando ogni possibile opzione: e questo significa soprattutto stringere una partenership con qualcuno oppure disinvestire”.
   
Metro ha annunciato in luglio una perdita netta di 1,9 milioni di dollari per il secondo quadrimestre 2008, a causa soprattutto delle persite registrate dalle sue edizioni in Spagna e Usa, mentre nel 2007 il gruppo svedese aveva registrato un profitto di 1 milione di dollari.

Negli Usa in particolare Metro ha lanciato sue edizioni a Philadelphia nel 2000,  Boston nel 2001 e New York nel 2004.

 

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