Francia: contro la privatizzazione dell’ informazione

| 28 Maggio 2008 |

out-24.jpg Agli Stati Generali per il pluralismo nei media il documento finale chiama alla mobilitazione per salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, costruire un polo pubblico e associativo dei media senza fini di lucro, rendere accessibile a tutti in maniera concreta il diritto all’ informazione

———-

Salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, costruire un polo pubblico e associativo dei media senza fini di lucro, rendere accessibile a tutti il diritto all’ informazione con delle politiche pubbliche specifiche e dei sostegni adeguati.

Sono gli impegni chiave contenuti nella Dichiarazione con cui si sono chiusi i lavori della seconda sessione degli Stati generali per dei media pluralisti.

Il diritto all’informazione (diritto a informare e a essere informati) – spiega il Documento – non deve essere semplicemente proclamato, ma deve essere garantito (come tutti i diritti sociali) e beneficiare quindi di risorse adeguate.
L’ informazione è infatti “un bene pubblico – continua la Dichiarazione – e non un bene privato di cui proprietari dei media, aziende e governo possano disporre a loro piacimento, moltiplicando in particolare – visibilmente o meno – censure arbitrarie e segreti discrezionali”.

In questo quadro il diritto ad informare – prosegue il documento – “deve essere accessibile a tutti: tutti devono poter disporre dei mezzi appropriati per esercitarlo. La pluralità dei supporti e la molteplicità dei media non sono di per sé stessi una garanzia sufficiente di pluralismo dell’ informazione (…). I media senza fini di lucro (e fra di essi quelli associativi e sindacali) devono beneficiare in via prioritaria degli aiuti pubblici, diretti e indiretti, che paradossalmente in questa fase finiscono ai media più commerciali e quindi, di fatto, ai pubblicitari”.

Per quanto riguarda il servizio pubblico radiotelevisivo, la Dichiarazione attacca duramente la presunta “riforma” ipotizzata dalla “mascherata della Commission Copé per una Nuova Televisione Pubblica”, ma che punta invece a privilegiare l’ remittenza privata a scapito di quella pubblica. Il progetto, infatti, rischia di portare alla “costituzione di un settore pubblico di secondo livello, ripiegato dietro frontiere illusorie e reso disponibile per delle nuove privatizzazioni”.

E’ poi urgente “costruire un polo pubblico e associativo dei media senza fini di lucro, un vero servizio pubblico dell’ informazione e della cultura, garante del pluralismo, ricco della sua diversità e rispettoso della molteplicità delle sue forme. Cosa che presuppone prima di tutto di sbarrare il passo ai nuovi tentatvi di privatizzazione e di rafforzamento dei gruppi privati”.

In particolare – afferma il documento – “i media del terzo settore devono essere sostenuti da un fondo meglio dotato ed esteso alle televisioni associative. Queste ultime, come le radio comunitarie, devono beneficiare di un diritto di accesso a tutte le reti di diffusione. Così costituito, un polo pubblico dei media ( che includa anche l’ Agenzia France Presse) potrebbe annodare un partneriato privilegiato con tutti i media non commerciali che, affrancati dalla pressione degli azionisti e dei pubblicitari, contribuiscono al servizio pubblico”.
La Dichiarazione si chiude con un appello alla mobilitazione generale “per difendere il pluralismo contro gli attacchi frontali che sta subendo e per esigere la sua espansione”.

—–

Il sito degli Stati generali: http://www.etats-generaux-medias.org/
Contatti: contact@etats-generaux-medias.org

Print Friendly, PDF & Email

Leggi anche:

  • Fine della stampa? Diciamo di no! Whatype, un blog, lancia una campagna internazionale in difesa della carta stampata, per convincere il mondo che essa alla fine non morirà ---------- Mentre in vari luoghi e […]
  • Una iper-realtà gonfia di notizie ma priva di messaggi La comunicazione attraverso l’immagine, l’apparenza e lo spettacolo, ha eroso il nostro sistema di valori e di percezione della realtà, sostituendola con un surrogato […]
  • AUMENTA IL FATTURATO DELLA PUBBLICITA’ NELLA CARTA STAMPATA Nel periodo gennaio-agosto 2005 il fatturato pubblicitario dei quotidiani è aumentato del 2,0% con un incremento degli spazi pari all’ 1,8%. I dati sono stati diffusi dall’ Osservatorio […]
  • Sonno leggero (parte seconda) Che si chiami economia dell'attenzione o capitalismo della sorveglianza, il mondo presente in mano a poche - pochissime - selezionate (o forse sarebbe meglio dire autoselezionatesi) […]
  • In un video lo stato di internet  Flowing data, un sito straordinario per il livello dei suoi contributi sulla visualizzazione giornalistica, segnala su  JESS3 questo video sullo Stato di internet. Il video è fatto […]

I commenti sono chiusi.