Dieci (o più) ragioni per essere un giornalista allegro

| 10 giugno 2008 | Tag:, ,

JollyJournalist
Dopo angryjournalist ed happyjournalist nasce jollyjournalist, un sito dedicato al “giornalista allegro” – Perché giornalista allegro? Perché “il giornalismo migliora di giorno in giorno” e ci sarebbero almeno dieci buone ragioni a confermarlo, sostengono i fondatori del sito, elencandole su Online Journalism blog –

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Dopo “giornalista incazzato” (angryjournalist.com  – ne abbiamo parlato su Lsdi in Un sito-denuncia per giornalisti incazzati) – e “giornalista felice” (happyjournalist.com), è nato un nuovo sito dello stesso filone: jollyjournalist (potremmo tradurre con “giornalista allegro”), che nel suo “manifesto” di esordio elenca almeno 10 ragioni per essere allegri.

L’ iniziativa è stata realizzata da Paul Bradshaw, coordinatore dell’ OnlineJournalismBlog, insieme con Nico Luchsinger (Germania) e Nicolas Kayser-Bril (Francia).

I tre ammettono di essersi ispirati ai due siti precedenti, ma hanno scelto una sorta di “terza via” fra l’ incazzatura e la felicità (almeno quest’ ultima, nella professione, è un po’ fuori luogo, diciamo noi).

Ma perché “allegria”?. Perché – dicono, al contrario delle tante Cassandre – in fondo “il giornalismo migliora di giorno in giorno”.

Ma lasciamo parlare loro:

Un velo d’ angoscia scende lentamente sul giornalismo. Mentre prima somigliavano a Clark Kent e a Tintin durante la loro giovinezza, i giornalisti ora sono considerati come degli  Alexis Debat (un giornalista accusato di aver lavorato troppo con la fantasia, ndr) in potenza. La fiducia si sgretola. I licenziamenti incombono, i tempi di chiusura si avvicinano e i compiti si accumulano. L’ atmosfera della professione si appesantisce. Per rassicurarsi, alcuni non esitano persino a  falsificare i dati della diffusione. 
E invece, andando controcorrente, l’ équipe dell’ Online Journalism Blog sostiene che il giornalismo migliora di giorno in giorno. E spiega perché i giornalisti hanno più ragioni che mai per essere allegri.
Perché è più facile per i giovani giornalisti aver accesso alle fonti. Perché i giornalisti hanno più potere che mai rispetto ai loro editori. Perché il lavoro dei giornalisti porterà più valore aggiunto alla società.

Le 10 ragioni dell’ OJB sono qui di seguito. Se qualcuno ne ha altre le può aggiungere su JollyJournalist.com !
1.       Il potere dell’ organizzazione senza organizzazione. Le reti sociali permettono di trovare delle persone con gli stessi interessi, diverse competenze ma con uno scopo comune – senza preoccupazioni di luogo o di status. La redazione non è più confinata dentro quattro mura ma cambia a ogni articolo.
2.       Informatori a portata di mano. Wikileaks e siti analoghi permettono alle persone che hanno fra le mani dei dati sensibili di farli conoscere aggirando la censura. Questo vuol dire più testimonianze di prima mano per i giornalisti.
3.       Un diluvio di informazione. Google permette ai giornalisti di ottenere tutta l’ informazione senza passare per la biblioteca. Articoli universitari e data-base offrono al pensiero critico migliaia di riferimenti per sostenere i propri argomenti.
 4.       Un vero ‘ritorno’ per i vostri articoli. Leggendo i commenti, guardando quanti lettori lo hanno aperto, navigando sui blog o ascoltando i “mormorii” di Twitter, potete sapere che cosa si dice di voi e della vostra esperienza. Potete sapere quando ci azzeccate. E quando bisogna migliorare.
5.       Verifiche in tempo reale. Avete di fronte qualche notabile che sta bluffando con i suoi dati? Chiedetegli la fonte e mettetegli sotto il naso – via cellulare – i risultati di Google.
6.       Fine del copiare. L’ attuale struttura del mondo dlel’ informazione fa sì che le notizie di agenzia sono già arrivate dappertutto quando il giornalista le riceve. E non c’ è più bisogno di ricopiare. I giornalisti si possono concentrare sul reportage e sull’ analisi.
7.       Fare domande a delle persone che hanno risposte da dare. Attraverso i blog o le riviste di ricerca universitaria, si ha accesso a migliaia di contatti. La rubrica degli indirizzi non è più importante come prima. (Va bene, forse non per i giornalisti politici).
8.       Intervistare tutti gratis. Skype permette ai collaborator free-lancei di ridurre le spese. E in più, il carattere asincrono delle e-mail permette di contattare persone all’ altro capo del mondo senza doverle svegliare nel cuore della notte.
9.       Diventare un distributore di giornali. E’ meglio di quanto sembrava. Ormai potete regolare voi stessi la distribuzione e decidere la forma dei vostri contenuti – blog, video, podcast e così via.
10.   Scrivere quello che si vuole e costruirsi un marchio personale. Il vostro redattore capo non è contento di quello che fate? Aprite un blog e scrivete lì sopra. Se sono cose interessanti, i lettori arriveranno.
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Allora? Vi è venuta in mente qualche altra ragione?

O preferite correre su www.angryjournalist.com a raccontare perché non siete tanto allegri lo stesso?

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