Convergenza fra i media, un processo difficile

| 30 novembre 2008 | Tag:

nordjyske.jpg Il caso di Nordjyske e uno studio sullo sviluppo dell’ approccio multimediale nelle redazioni di alcune testate in Austria, Germanie e Spagna – Oltre all’ integrazione completa, si vanno definendo altri due modelli: piattaforme separate e cross media

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Il 90% dei giornalisti della carta stampata possono fare tranquillamente televisione o radio. Ne è convinto Ulrik Haagerup, un esperto editoriale che in 5 anni ha trasformato Nordjyske, un quotidiano regionale del nord della Danimarca, in una azienda multimediale: sito web, televisione locale in funzione 24 ore su 24, stazione radio, ecc.

Haagerup – commenta TheMediatrend (sulla base dell’ abstract di Newsroom convergence, pubblicato sul sito di Medienhaus Wien) – è un inguaribile ottimista, ma i risultati, anche quelli economici, stanno dalla sua parte. Tra il 2002 e il 2006 il giro d’ affari del  Nordjyske è praticamente raddoppiato, passando da 54 a 100 milioni di dollari. Nel 2000 il cartaceo rappresentava il 62% del fatturato mentre nel 2007 esso era sceso al 47%.

Ma tutto questo – come Haagerup stesso ha raccontato alla Conferenza europea INMA Outlook 2009, che si è tenuta a Vienna dall’ 1 al 3 ottobre scorsi (qui le conclusioni) – ha richiesto una trasformazione radicale della redazione (o delle redazioni).Ormai a Nordjyske, non c’ è più nessuna distinzione fra “giornalisti cartacei” e “giornalisti radiofonici”. Entrambi fanno lo stesso lavoro, sono redattori per tutti i media.

Hagerup spiega in questo video (in inglese) la sua esperienza, ma – fa notare TheMediatrend – la convergenza nelle redazioni europee non sempre è così facile. In Francia, ad esempio, poche testate hanno spazzato via i confini fra le diverse redazioni, costruendo delle strutture effettivamente multimediali, come hanno fatto l’ estate scorsa il Parisien, o come hanno appena annunciato Les Échos.

La conferenza sulla "Convergenza nelle redazioni" organizzata a Vienna il 14 novembre scorsa dalla  MedienHaus, un Centro di ricerca e di formazione sul giornalismo (vedi anche Les rédactions à l’heure du cross-média), è stata l’ occasione per fare il punto sulla situazione in tre paesi europei: Austria, Germania e Spagna.

Nell’ occasione è stato presentato uno studio realizzato congiuntamente da ricercatori dell’ università tedesca di Darmstadt e di quella spagnola ‘Miguel Hernandez Elche’ (Alicante), sulla "Convergenza nelle redazioni" (gli autori dello studio sono José Garcia Aviles, Andy Kaltenbrunner, Daniela Kraus, Klaus Meier e Miguel Carvajal. ) . Un avvenimento, in quanto sono rari studi su questi argomenti. 

In Austria gli autori della ricerca hanno studiato:
– Österreich un quotidiano lanciato nel 2006 (da Austria Presse AgenturGruppe, che possiede anche delle importanti partecipazioni in due importanti quotidiani del paese, il Kurier (nazionale) e il Kleine Zeitung (regionale), che ha sempre messo un forte accento sul multimediale.
 – Der Standard che è stato un pioniere nel web, avendo lanciato un sito nel 1995, e che oggi è redditizio.

In Spagna sono stati analizzati due modelli molto diversi:
La Verdad Multimedia, che fa capo al gruppo Vocento (che pubblica il quotidiano conservatore ABC). Il gruppo ha lanciato molto presto (nel 2001) una strategia multimediale regionale, che si traduce oggi in una rete di 12 gruppi multimediali regionali.
Unidad Editorial, proprietà di Rizzoli (editore del Corriere della Sera), e frutto dell’ unificazione del maggio 2007 di due importanti gruppi spagnoli, Recoletos e El Mundo. In questo gruppo così  recente, il processo di convergenza è in corso.  

In Germania i ricercatori si sono interessati:
– al gruppo Welt/Morgenpost, a Berlino, (proprietà del gruppo Axel Springer) in cui la convergenza è già concretamente in opera, dove "la sfida è in questo caso – scrivono gli autori – non soltanto combinare carta e web, ma anche integrare le redazioni di tre diverse testate di carta”, tre quotidiani, Die Welt, Welt Kompakt e MorgenPost, oltre che di un giornale domenicale, Welt am Sonntag.
Hessische/Niedersäshsische Allgemeine (HNA), un giornale regionale in cui la convergenza è già una realtà, visto che la redazione produce già simultaneamente per la carta e il web.

 

Alla fine del loro studio, i ricercatori hanno delineato tre diversi modelli:

L’ integrazione completa, in cui la produzione della redazione è multi-piattaforma, controllata da un ufficio dei redattori capi centrali che gestisce il flusso produttivo. In questo caso è il contenuto che viene prima, visto che deve essere “distribuito” successivamente attraverso i vari media. Questo significa che tutti i giornalisti hanno una formazione multimediale. Le redazioni di El Mundo (900 giornalisti, che lavorano per El Mundo, Marca ed Expansion) e di Die Welt/Morgenpost sono quelle più vicine a questo modello, e in ogni caso “ci sono tutte le precondizioni” perché ciò avvenga.
 
Il  “cross media”, dove cioè i giornalisti lavorano in redazioni diverse per dei media distinti, ma in cui esiste una forte interconnessione grazie a dei coordinatori o a delle’routine’. Österreich e La Verdad sono i più vicini a questi modelli, secondo gli autori. Il caso di Österreich è particolarmente interessante. In questo giornale appena nato i giornalisti sono specializzati: carta, web o web-tv (non sono multimediali) e le redazioni carta e web lavorano separatamente anche se sono situate in uno stesso salone.

Le piattaforme separate, in cui ciascuno lavora nel suo campo senza nessuna indicazione di coordinamento, a parte iniziative di carattere individuali. Der Standard segue questo modello e le cose non vanno tanto male, tanto che il suo sito è il sito di informazione austriaco più frequentato.

 

In sostanza, constatano gli autori, l’ importante – per realizzare positivamente la convergenza – non è tanto mettere in campo una precisa organizzazione della o delle redazioni, ma piuttosto una volontà manageriale: "Senza decisioni strategiche e azioni top-down, il processo di convergenza comincerà difficilmente, o si svilupperà molto lentamente". Un’ altra condizione per una buona convergenza, la necessità di realizzare una analisi “strutturata e dettagliata” sin dall’ inizio del processo, in mancanza della quale “sarà impossibile stabilire una nuova cooperazione e un processo di convergenza”.

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