Chi ha ucciso la blogosfera?

| 15 novembre 2008 | Tag:, ,

out-219.jpg Se lo chiede Nicolas Carr, celebre blogger e scrittore americano, ma è una domanda retorica: è morte naturale – I maggiori blog, commenta Narvic, sono in via di normalizzazione e di integrazione col mondo dei media « mainstream » e l’ idea che potessero costituire una alternativa si è rivelata illusoria e ingenua

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Se di blog ce ne sono sempre, e alcuni anche molto buoni, la blogosfera in sé non esiste più. Lo sostiene  sul suo blog, “Rough Type”, Nicolas Carr, celebre blogger e scrittore americano, che si chiede anche chi possa averla uccisa. Per rispondere, alla fine: nessuno, è morta di morte naturale.

I maggiori blog – commenta Narvic su Novovision –  sono in via di normalizzazione e di integrazione col mondo dei media « mainstream ». L’ idea che essi potessero costituire una alternativa si rivela illusoria e ingenua.

E’ un vero requiem per la blogosfera, aggiunge Narvic, citando questo passaggio di Carr:

« Quel vasto scambio intimo, a ruota libera e fonte di meraviglia, in cui degli individui scrittori si scambiavano osservazioni, pensieri e argomenti al di fuori dei limiti dei media tradizionali, è scomparso. Quasi tutti i blog popolari oggi sono delle imprese commerciali con delle equipe di redattori, che producono operazioni pubblicitarie aggressive e siti gonfiati, con delle strategie di self-linking. Alcuni sono buoni, altri sono noiosi, ma farli passare per parti di una “blogosfera” che si distingue dai  « médias mainstream » sembra sempre di più un gesto di nostalgia, se non di auto-illusione ».

I principali blog sono diventati « mainstream » – commenta Narvic – sono diventati media essi stessi. Molti di loro si sono professionalizzati, perdendo « molta della loro personalità originale ». La maggior èarte dei blog dei primi 100 di Technorati sonodiventati, per Nicolas Carr, « delle riviste online » e non sono più dei blog.

I blog « bizzarri e informali », scritti da cittadini privati,  « esistono sempre, ma sono stati spinti verso la periferia ». « Technorati ha recensito 133 milioni di blog dal momento in cui ne ha cominciato l’ indicizzazione, nel 2002. Ma per lo meno il 94% di essi sono in sonno ». Secondo il suo ultimo Rapporto sullo stato della blogosfera, soltanto 7,4 milioni dib log hanno pubblicato un post negli ultimi 120 giorni, e soltanto 1,5 milioni lo hanno fatto negli ultimi 7 giorni. In realtà ci sono « molti meno blog di quanto pensiamo ».

Nicolas Carr – prosegue Narvic – vede la storia dei blog seguire quella della radio, con una esplosione di radio amatori (che fa venire in mente l’ esplosione delle ‘radio libere’ alla fine degli anni ’70), a cui è seguito un paesaggio dominato da un numero relativamente ristretto di aziende editoriali, che sono state comunque influenzate da questi amatori.

E così anche le pratiche venute fuori dai blog hanno influenzato i media: ad esempio la generalizzazione della pratica dei commenti a tutti gli articoli ondine.

« Ma l’ idea popolare che si blog potessero rivelarsi un’ alternativa, che portassero un attacco devastatore contro i media si è rivelata ingenua ».
« Chi ha ucciso la blogosfera? Nessuno. La sua morte è stata naturale, e annunciata ».

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