Africa, un giornalismo dei cittadini e per i cittadini

| 18 settembre 2008 | Tag:,

out-65.jpg Oltre 700 persone – giornalisti, blogger, esperti e policy maker – hanno partecipato nei giorni scorsi alla 12/a edizione di Highway Africa, la più importante conferenza dedicata addetti ai lavori del continente africano – Il tema di quest’anno era “Citizen Journalism, Journalism for Citizens”

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Giornalisti, blogger, ricercatori, studenti e policy-maker di oltre 40 Paesi africani (in tutto oltre 700 persone) hanno preso parte la settimana scorsa a una tre giorni di discussioni, dibattiti e formazione nel corso della dodicesima edizione della conferenza Highway Africa a Grahamstown, in Sud-Africa.

Ne dà notizia GlobalVoices Italia, spiegando che Highway Africa è la conferenza più importante dedicata a per giornalisti e addetti ai lavori del continente. Il tema di quest’anno era “Citizen Journalism, Journalism for Citizens”.

La conferenza viene organizzata dalla Scuola di Giornalismo della Rhodes University con il sostegno di Absa, Telkom, Media Development and Diversity Agency, South African Broadcasting Corporation, Dipartimento delle Comunicazioni e MTN [multinazionale di telecomunicazioni attiva in 21 Paesi di Africa e Medio Oriente].

Nell’ articolo su Global Voices Italia vengono citati una serie di contributi e di punti di vista sui temi della Conferenza. Fra cui quello di Dan Gillmor, che ha presentato una relazione d’apertura . Sul suo blog Gillmor commenta, fra l’ altro: "il citizen journalism, che in Africa ha preso piede più lentamente che altrove – in parte a causa di una più lenta diffusione di internet – ora genera sempre maggior interesse nei consessi più disparati. Tra questi, ovviamente, ci sono le testate tradizionali, i cui esponenti continuano a sollevare questioni relative alla fiducia e alla credibilità, e alcuni hanno lasciato largamente intendere, in un sistema caratterizzato dall’endemico controllo governativo sui media, la necessità di introdurre qualche tipo di regolamentazione. Punto su cui mi trovo in rispettoso disaccordo, naturalmente".

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