12,4 mln $ per l’ esclusiva dei gemelli di J. Lopez, ma niente soldi per coprire le presidenziali

| 30 marzo 2008 |

La copertina di OK! Due magazine, People e OK!, hanno comprato a suon di milioni le foto esclusive dei gemelli dell’ atrice americana, mentre la maggior parte dei quotidiani Usa non può permettersi i 1.000-2.000 dollari necessari per assicurarsi un proprio inviato sui voli giornalieri dei candidati alle presidenziali – Una amara analisi di Philip Stone su FollowTheMedia -Neanche USAToday, il quotidiano più diffuso a livello nazionale, copre l’evento giorno per giorno, e la lista dei principali quotidiani metropolitani che risultano assenti è scandalosa e dolorosa al contempo, in quanto prova ulteriore di come i tagli al bilancio e al personale stiano minando la produzione giornalistica di così tante testate

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di Philip M. Stone
(Follow The Media,
traduzione di Andrea Fama)

Se vi è un settore della carta stampata statunitense le cui condizioni oggigiorno sono abbastanza buone è quello delle riviste (le riviste generaliste l’anno scorso hanno registrato una crescita del 7% nelle entrate pubblicitarie) e a quelle che si occupano di personalità dello sport e dello spettacolo le cose sembrano andare particolarmente bene. Pagano milioni di dollari per l’ esclusiva di eventi legati alle celebrità. Intanto pochissimi quotidiani hanno un bilancio tale da consentire una copertura giornaliera dell’ attività dei candidati presidenziali.

People ha pubblicato il suo speciale di 12 pagine con le prime fotografie di Jennifer Lopez e i suoi due gemelli che è costato alla rivista della Time Inc. circa 6 milioni di dollari per i diritti negli USA e in America Latina. A quanto pare OK! avrebbe pagato una cifra simile per i diritti nel resto del mondo, ed è in uscita con uno speciale di 15 pagine che definisce una “esclusiva mondiale”, giacché apparentemente l’aggettivo “mondiale" per loro esclude gli Stati Uniti e l’America Latina ma, insomma, non si può essere puntigliosi.

Il loro investimento verrà ripagato grazie all’aumento del prezzo e degli spazi pubblicitari così come quello delle vendite in edicola? Se i contatti in Internet sono un segnale da tenere in considerazione, allora le riviste se la caveranno bene. Il primo giorno che ha pubblicato alcune delle foto, People.com ha fatto registrare un nuovo record per il suo sito web con quattro milioni di visitatori, circa il doppio del traffico abituale.

E per quanto riguarda OK! non è ancora finita. La rivista si sarebbe infatti aggiudicata un’asta record da 3,2 milioni di sterline (6,4 milioni di dollari) per i diritti legati al matrimonio del calciatore inglese Wayne Rooney, che si celebrerà questa estate. OK! è di proprietà di Richard Desmond, già editore del quotidiano Daily Express, che ha fornito un’ottima spiegazione del perché ogni rivista sia disposta a pagare cifre simili.

“I pubblicitari sono già in corsa per accaparrarsi uno spazio all’interno degli speciali dedicati alle nozze che si terranno a giugno. È prevedibile che le pubblicazioni con fotografie e interviste relative al matrimonio vadano cospicuamente a rimpinguare le vendite che già segnano lo straordinario successo di OK!”,  affermano entusiasti dalle colonne dell’Express (ebbene sì, si trattava di un articolo d’informazione!).

E non sono solo i personaggi di maggior rilievo a capitalizzare a suon di biglietti verdi i propri matrimoni, gravidanze e similari. La 59enne Ivana Trump, prima moglie di Donald, il 12 aprile sposerà il 35enne attore italiano Rossano Rubicondi al Mar-a-Lago Palace di Palm Beach, in Florida, e l’aggettivo “esclusivo” non è affatto sufficiente a descrivere i festeggiamenti – a cominciare dalla torta di tre metri che arriverà direttamente dalla Germania, di cui ogni strato sarà spedito nel proprio box frigorifero. Ma questa torta di tre metri non potevano infornarla a West Palm? È una vera fortuna, date le circostanze, che Getty Images abbia siglato un accordo di 250.000 $ per l’esclusiva fotografica. Servirà almeno a pagare la glassa per la torta.

Eppure il New York Times pubblica un servizio secondo cui solo pochi quotidiani statunitensi si concedono un posto sui voli presidenziali.

A seconda di quanto il volo costi al candidato, i giornalisti pagano una tariffa che oscilla tra 1.000 e 2.000 $ al giorno, e a quanto pare, a parte per pochi prestigiosi quotidiani, la spesa è semplicemente troppo onerosa. Neanche USAToday, il quotidiano più diffuso a livello nazionale, copre l’evento giorno per giorno, e la lista dei principali quotidiani metropolitani che risultano assenti è scandalosa e dolorosa al contempo, in quanto prova ulteriore di come i tagli al bilancio e al personale stiano minando la produzione giornalistica di così tante testate.

Ai tempi in cui i quotidiani si trovavano finanziariamente in ottime condizioni, l’agenzia stampa United Press International, che invece era praticamente al verde, per contenere i costi decise di non far volare la nota inviata dalla Casa Bianca Helen Thomas sull’aereo presidenziale al seguito del Presidente. Non avere Helen su quell’aereo era ritenuto giornalisticamente così sacrilego che due gruppi editoriali, sfortunatamente la memoria ha cancellato quali, si fecero avanti per coprirne le spese. È improbabile che ciò possa accadere oggi in simili circostanze.

Per quanto riguarda le riviste, però, i paparazzi hanno dimostrato una volta per tutte che il pubblico è assetato di fotografie di celebrità, delle quali infatti sembriamo non averne mai abbastanza. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se riviste come People e OK! sborsino cifre a sette zeri per le prime foto delle celebri famigliole– ricordate le foto del figlio di Angelina Jolie e Brad Pitt, che sono valse alla coppia circa 4 milioni di dollari con i quali hanno finanziato una delle loro opere di carità?

Nulla di tutto ciò è sfuggito alla compita Associated Press, che recentemente si è guadagnata per due volte gli onori della cronaca scandalistica. Quando qualche settimana fa i paparazzi hanno effettivamente calpestato la vita di Britney Spears, Frank Baker, un alto funzionario della Associated Press a Los Angeles, ha scritto al proprio staff che “d’ora in poi, potenzialmente tutto quello che fa Britney è un grande affare”. La Associated Press sa di poter rastrellare un bel po’ di soldi in tutto il mondo per notizie, fotografie e video riguardanti le celebrità.

E ora anche l’ultimo velo è caduto dal momento in cui la Associated Press ha annunciato l’assunzione di 21 ulteriori collaboratori sparsi tra Los Angeles, New York e Londra al fine di capillarizzare la copertura legata all’intrattenimento, una scelta “affaristicamente sensata”.
La Associated Press sostiene che non si tratta di gossip o nulla di simile. Fondamentalmente offrirà quanto richiesto dal mercato, ovvero, ad esempio, si concentrerà maggiormente su tutto quanto oggigiorno riguardi le celebrità, comprese le loro apparizioni in tribunale, ed ha già siglato un accordo con People.com per quanto riguarda i video delle celebrities. E per dimostrare la serietà dell’impegno, la Associated Press ha costituito un gruppo dedicato all’intrattenimento, con uno staff, una struttura manageriale e un bilancio propri.

Daniel Becker, recentemente nominato direttore di Entertainment Content, ha dichiarato al proprio staff che la copertura legata all’intrattenimento non riguarderà “il gossip, le fonti anonime e le illazioni, né tanto meno sarà assimilabile al giornalismo ‘scandalistico’ con i fotografi della Associated Press trasformati in paparazzi. Si tratterà piuttosto di ricorrere al nostro talento giornalistico e alla nostra rete di risorse per produrre una copertura multimediale di alta qualità in un’area di crescente interesse… In uno scenario in cui il gossip e le illazioni abbondano, soprattutto sul web, i nostri standard ci pongono nei confronti dei nostri membri e dei nostri clienti come la voce autorevole e affidabile che si leva dal mondo dell’intrattenimento”.

Non è chiaro come tutto ciò si concili con l’affermazione di Baker secondo cui potenzialmente tutto quello che Britney Spears farà d’ora in poi è un grande affare. Forse che i fotografi della Associated Press non seguiranno la sua auto, o non si apposteranno laddove pensano che si faccia viva?

Ad ogni modo, non vi è dubbio che la Associated Press guardi all’intrattenimento come alla sua nuova gallina dalle uova d’oro. Le riviste se ne stanno giovando, i siti web dei quotidiani dovrebbero accaparrarsi i video della Associated Press, e forse qualcuna di quelle pagine finanziarie che versano in cattive acque potrebbe essere riscattata da una maggiore copertura dell’intrattenimento, che a quanto pare è una fucina di bigliettoni (e di giovani lettori)!

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