Il caso di Nordjyske e uno studio sullo sviluppo dell’ approccio multimediale nelle redazioni di alcune testate in Austria, Germanie e Spagna – Oltre all’ integrazione completa, si vanno definendo altri due modelli: piattaforme separate e cross media
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Il 90% dei giornalisti della carta stampata possono fare tranquillamente televisione o radio. Ne è convinto Ulrik Haagerup, un esperto editoriale che in 5 anni ha trasformato Nordjyske, un quotidiano regionale del nord della Danimarca, in una azienda multimediale: sito web, televisione locale in funzione 24 ore su 24, stazione radio, ecc.
Haagerup – commenta TheMediatrend (sulla base dell’ abstract di Newsroom convergence, pubblicato sul sito di Medienhaus Wien) – è un inguaribile ottimista, ma i risultati, anche quelli economici, stanno dalla sua parte. Tra il 2002 e il 2006 il giro d’ affari del Nordjyske è praticamente raddoppiato, passando da 54 a 100 milioni di dollari. Nel 2000 il cartaceo rappresentava il 62% del fatturato mentre nel 2007 esso era sceso al 47%.
(continua...)

Dopo due anni l’ inviato dell’ agenzia nel mondo virtuale chiude la redazione – Una decisione che potrebbe preludere ad altri abbandoni – Secondo un esperto la vita su SL è troppo noiosa per attirare un pubblico più vasto e una delle sue attività principali, senza grande originalità, ruota attorno al sesso
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Ancora grande incertezza sul modo con cui il dibattimento andrà avanti, se a porte chiuse o alla presenza del pubblico – Troppa attenzione su questa vicenda processuale per far cadere la sordina, ma i tentativi si fanno lo stesso
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Fra il 2003 e il 2007 una crescita annua del 9% nel settore TV, cinema, Home Video, videogiochi, dovuta soprattutto, secondo e-Media Institute, allo sviluppo impetuoso della pay-tv
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La spesa delle famiglie italiane “per guardare” (TV, cinema, Home Video, videogiochi) potrebbe raggiungere a fine 2008 i 7 miliardi di euro.

