Monthly Archives: agosto 2008

“No news” il 34% dei giovani Usa

22 agosto 2008 Tag:,
out-231.jpg Secondo una recente ricerca del Pew sull’ audience dei media, cresce il numero dei giovani con meno di 25 anni (erano il 25% nel 1998) che in un giorno medio non sentono il bisogno di informarsi – In aumento l’ uso dei motori di ricerca e delle piattaforme mobili per informarsi – La figura del “net newser” ----------

Il Rapporto sulle nuove configurazioni delle audience dei media presentato dal Pew Research Center for the People and the Press qualche giorno fa (vedi il post precedente) contiene diversi spunti interessanti per capire le direzioni dei cambiamenti in atto nell’ ambiente mediatico.
Su Poynteroline  Amy Gahran ne indica alcuni:

out-241.jpg * I giovani sono meno interessati alle notizie. Nonostante l’ aumento dei modi per ottenere informazioni, la porzione di giovani no news in un giorno medio è fortemente aumentato rispetto al decennio scorso. Circa un terzo dei più giovani (quelli con meno di

Usa: calano ancora i lettori dei quotidiani

20 agosto 2008 Tag:, ,
out-221.jpg Secondo un recente studio del Pew, meno della metà dei cittadini Usa (il 46%) leggono regolarmente un giornale, mentre nel 1992 la percentuale era del 71% ----------

Ancora pessime notizie sul fronte dei giornali – soprattutto nella versione a stampa - negli Stati Uniti. Uno studio recente sul comportamento degli americani nei confronti dei media del Pew Research Center for the People & the Press, diffuso domenica pomeriggio e citato da Editors&Publishers , ha rilevato come meno della metà dei cittadini degli Usa (il 46%) leggano regolarmente un giornale, mentre nel 1992 la percentuale era del 71% (e comunque era già calata al 52% nel 2006).

Quanto alla readership totale, essa, anche se crescono i giovani che leggono i giornali online, non è cresciuta complessivamente negli ultimi due anni.

(continua...)

La nuova strategia della Cnn: giornalisti dovunque ma sempre più flessibili

19 agosto 2008 Tag:, ,
Cnn Raddoppia l’ impegno di informazione dall’ interno con la presenza di cronisti in altre 10 città degli Usa, ma non verranno aperte nuove redazioni – I redattori useranno attrezzature poco costose e si appoggeranno a testate affiliate, distribuendo servizi via internet – Il modello “one-man-band”, il “giornalista tuttofare” ----------

La CNN ha annunciato nei giorni scorsi che “raddoppierà il suo impegno di informazione interna” assegnando dei giornalisti in altre 10 città degli Stati Uniti. I redattori però non lavoreranno in dei nuovi uffici, ma si appoggeranno alle redazioni di stazioni televisive affiliate o in altre sedi. Useranno videocamere e pc poco costosi e distribuiranno i servizi via internet oppure attraverso delle dirette. Ad ogni città verrà assegnato un “giornalista multi-piattaforma”.

La strategia – rileva l’ European Journalist Center -  riflette la natura sempre più flessibile della produzione televisiva. Le megaredazioni con staff e servizi satellitari vengono sempre di più ridimensionate a favore delle cosiddette “one man bands”.

La CNN attualmente ha 10 uffici negli Usa e trasferirà da 4 di essi - Atlanta, Chicago, Miami e San Francisco –

6311 tagli in un anno nelle redazioni Usa

18 agosto 2008 Tag:, , ,
out-212.jpg Mark Plott, un consulente e imprenditore editoriale, sta raccogliendo sul suo blog, RecoveringJournalist, un data-base sui tagli negli organici delle redazioni dei giornali Usa. I dati si riferiscono alle prime 100 testate (per diffusione) ----------

Il quadro che emerge da RecoveringJournalist, il blog del consulente e imprenditore editoriale Mark Plott, è impressionante: in un anno (i dati si fermano al 10 agosto 2008) sono stati annunciati e realizzati 6.311 licenziamenti, come mostra il Pdf consultabile qui.  
In particolare, Plott ha rilevato:

  • Più della metà di questi tagli sono avvenuti a partire dai primi di giugno.
  • Quasi i due terzi delle maggiori 100 testate hanno praticato dei tagli, compresi tutti i primi 34.
  • Anche i giornali che recentemente non hanno effettuato tagli, hanno ridotto le redazioni nelo precedente biennio.
  • (continua...)

Quando la Guerra dilaga anche sul web

18 agosto 2008 Tag:, , , , ,
out-203.jpg Un articolo del Kommersant , che pubblichiamo in traduzione italiana, analizza la crisi fra Russia e Georgia dal punto di vista del ruolo dei nuovi strumenti di propaganda e di controinformazione e del rapporto fra conflitto reale e guerra informatica– Il “patriottismo” sulla rete, fra blog e hacker ----------

(a cura di Valentina Barbieri)

Per molti secoli, il rapporto tra potere e comunicazione e' stato piuttosto semplice ed univoco: una buona comunicazione era in grado di indirizzare il consenso popolare.

In questo senso basti pensare all' attenzione prestata alla retorica, al sistema di propaganda su cui si sono basati l' uno dopo l' altro tutti i regimi del mondo, agli slogan.

Ora la tecnologia ha permesso nuove forme di partecipazione, che agiscono pero' anche come elemento di destabilizzazione e di perdita di controllo da parte del potere centrale: blog, gruppi di discussione e altre forme di mobilitazione.

Da una parte sono strumenti che danno anche ai poteri ufficiali nuove potenzialità, dall'altra li rendono vulnerabili verso chi sa usare gli stessi

Kindle: previsto un ‘boom’ nel 2008

17 agosto 2008 Tag:, ,
out-181.jpg Le vendite dovrebbero raggiungere i 380.000 esemplari, secondo le previsioni di un analista di Citygroup – Dal 2010 il mercato dei lettori elettronici dovrebbe toccare 1 milione di $, pari al 4% di tutto il settore ----------

Amazon dovrebbe vendere più di 380.000 esemplari di Kindle (il lettore elettronico) nel corso del 2008. La previsione – rileva Sfnblog - è di un analista di Citygroup, Mark Mahaney, che ha comparato le vendite di Kindle con quelle dell’ iPod nel suo primo anno di presenza sul mercato.

Sebbene Kindle sia venduto solo negli Stati Uniti, i dati sulle vendite per l‘ anno in corso sono notevoli, ha aggiunto Mahaney.
L’ analista del Citygroup prevede che dal 2010 Kindle produrrà negli Usa un miliardo di dollari all’ anno nel  campo dei libri, pari al 4% dell’ insieme dei ricavi nel settore, secondo The Register.

Edizioni del giornale su Kindle vengono già offerte dal Los Angeles Times e dal New York Times negli Usa, dalla Frankfurter Allgemeine in Germania, dal cinese Shanghai

Usa: i giornali locali vanno meglio dei grandi quotidiani

17 agosto 2008 Tag:
out-171.jpg Uno studio della Suburban Newspapers of America (SNA) rileva come le testate con meno di 20.000 copie di diffusione siano calate "solo" del 2,7% contro il 4,6% della media di tutti i giornali ----------

I giornali che fanno capo alle comunità di provincia stanno ottenendo ricavi maggiori di quelli delle aree metropolitane, secondo i dati relativi al secondo quadrimestre del 2008 diffusi dalla Suburban Newspapers of America (SNA).

Lo rileva Sfnblog, aggiungendo che i ricavi pubblicitari dei giornali comunitari negli Usa hanno raggiunto nel secondo quadrimestre 482 milioni di dollari, con un piccolo calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Nonostante questo calo però, i dati relativi a questo settore risultano positivi rispetto all’ andamento complessivo del settore industriale dei quotidiani: le grandi testate in particolare hanno visto i ricavi precipitare, precisa MediaPost.

(continua...)

Pubblicità: l’ online supera quella tv in UK

15 agosto 2008
out-162.jpg Nel 2007 ha coperto il 19% del mercato, raggiungendo i 2,8 miliardi di sterline ----------

La pubblicità online in UK ha superato nel 2007 quella televisiva, coprendo il 19% del mercato. Lo ha rilevato Gipp.ru.

L’ anno scorso – riporta Sfnblog - la spesa pubblicitaria su internet era cresciuta del 40%, raggiungendo i 2,8 miliardi di sterline, secondo i dati della Ofcom, l’ agenzia di controllo dell’ industria delle telecomunicazioni.

Nello stesso periodo la spesa per la tv è calata. Sei anni fa toccava l’ 83% del totale degli investimenti pubblicitari mentre quest’ anno i dati parlano di un calo del 16%, a un livello di 2,3 miliardi di sterline, secondo Gipp.ru.

Nel 2007, la spesa pubblicitaria per la tv è stata pari a 3,5 miliardi di sterline, un terzo dei quali sono andati a canali televisivi digitali.

Il tempo che i cittadini britannici hanno dedicato all’ online è quadruplicata fra uil 2002 e il 2007, toccando i 24 minuti al giorno.Lo studio

La maggioranza dei PR Usa ritengono la stampa più valida dell’ online

8 agosto 2008 Tag:, ,
out-152.jpg Secondo una ricerca della società Usa Parker, Wayne & Kent, anche i clienti delle agenzie preferiscono una “copertura” cartacea rispetto a quella online o radiotelevisiva ----------

Più della metà (il 53%) dei professionisti delle Pubbliche Relazioni ritengono che articoli e servizi su carta abbiano un valore maggiore di quelli online. E’ un risultato sorprendente – rilevaKatherine Thompson su Editor’s weblog – visto che, al contrario, la maggioranza dei consumatori indica che l’ online è il mezzo di comunicazione con maggiore capacità di influenza.

In più, non sono sono i PR a preferire la stampa, ma anche i loro clienti. Quasi il 64% dei PR ritengono che i loro clienti preferirebbe una “copertura” cartacea a quelle online e radiotelevisive.    
(continua...)

Web 2.0: solo una bolla?

8 agosto 2008 Tag:, ,
La piramide Le promesse della Nuova Rete – l’ UGC come una miniera d’ oro, la partecipazione come base di una nuova democrazia – si sarebbero rivelate soltanto dei miraggi secondo Narvic, che osserva: "Per un solo contenuto originale e interessante, eventualmente ripreso dai grandi media (qualche foto degli attentati di Londra, dei video dello tsunami del sud est asiatico girati da qualche turista, ecc.) , quanti milioni di foto di gatti e di video di marmotte…" - Gli apostoli del WEB 2.0 non sarebbero dunque altro che dei "campioni del marketing, che hanno ormai venduto i loro prodotti" ? ----------

Visto che tante promesse del Web 2.0 si sono rivelate nient’ altro che dei  miraggi, quanto tempo ancora si dovrà aspettare perché la bolla si sgonfi completamente?

Con la sua consueta dose di provocazione intellettuale, Narvic pone la questione su Novovision, aggiungendo che, alla fine, gli apostoli del WEB 2.0 si sono rivelati solo dei campioni del marketing, che hanno venduto i loro prodotti. Ma – osserva – oggi ci si può chiedere se questi prodotti valevano tanto,  o anche solo