Secondo una recente ricerca del Pew sull’ audience dei media, cresce il numero dei giovani con meno di 25 anni (erano il 25% nel 1998) che in un giorno medio non sentono il bisogno di informarsi – In aumento l’ uso dei motori di ricerca e delle piattaforme mobili per informarsi – La figura del “net newser”
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Il Rapporto sulle nuove configurazioni delle audience dei media presentato dal Pew Research Center for the People and the Press qualche giorno fa (vedi il post precedente) contiene diversi spunti interessanti per capire le direzioni dei cambiamenti in atto nell’ ambiente mediatico.
Su Poynteroline Amy Gahran ne indica alcuni:
* I giovani sono meno interessati alle notizie. Nonostante l’ aumento dei modi per ottenere informazioni, la porzione di giovani no news in un giorno medio è fortemente aumentato rispetto al decennio scorso. Circa un terzo dei più giovani (quelli con meno di

Raddoppia l’ impegno di informazione dall’ interno con la presenza di cronisti in altre 10 città degli Usa, ma non verranno aperte nuove redazioni – I redattori useranno attrezzature poco costose e si appoggeranno a testate affiliate, distribuendo servizi via internet – Il modello “one-man-band”, il “giornalista tuttofare”
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Le promesse della Nuova Rete – l’ UGC come una miniera d’ oro, la partecipazione come base di una nuova democrazia – si sarebbero rivelate soltanto dei miraggi secondo Narvic, che osserva: "Per un solo contenuto originale e interessante, eventualmente ripreso dai grandi media (qualche foto degli attentati di Londra, dei video dello tsunami del sud est asiatico girati da qualche turista, ecc.) , quanti milioni di foto di gatti e di video di marmotte…" - Gli apostoli del WEB 2.0 non sarebbero dunque altro che dei "campioni del marketing, che hanno ormai venduto i loro prodotti" ?
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