di Vittorio Pasteris (lastampa.it)
Un recente scritto da Lsdi ripreso dal Barbiere della Sera, molti fatti vissuti in prima persona o letti in rete, sono segni dei tempi e richiamano a una riflessione importante su quello che in senso esteso potremmo chiamare dignità del giornalismo digitale.
Il post Il giornalismo dopo internet: un mestiere al ribasso? tratto da Ldsi (Libertà di Stampa Diritto all'informazione) e poi rilanciato dal Barbiere della Sera, presenta riflessioni a partire dal libro Le journalisme après internet , del ricercatore francese Yannick Estienne, sul futuro stesso del giornalismo ai tempi della rete o per meglio


Un articolo su Business Week – Buona la leggibilità, ma noiose le procedure per ricaricarlo e poi i titoli, tutti uguali graficamente, tolgono l’ impatto emozionale dei toni alti della titolazione dei quotidiani – Comunque l’ oggetto di Amazon sembra destinato ad andare avanti - Il primo e-paper commerciale verrà intanto lanciato negli Usa nella seconda metà del 2009, secondo il dirigente per l' Asia-Pacifico della E-Ink Corp
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Charles Lewis dà vita negli Usa a un nuovo progetto, l’ Investigative Reporting Workshop, presso la Scuola di Comunicazione dell’ American University – Un gruppo di grandi nomi del giornalismo d’ inchiesta coordineranno dottorandi e studenti della Scuola per inchieste molto approfondite – E intanto cercheranno anche di affrontare il problema dell’ anemia di fondi per il giornalismo investigativo
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Roy Greenslade, un noto giornalista del Guardian , spiega in questo articolo come la casta dei “sacerdoti” dell’ informazione sia stata deposta e come, nonostante questo, l’ establishement del giornalismo continui a vedere la blogosfera, sbagliando, come una “pericolosa anarchia” – "Dobbiamo aprirci a un nuovo modo di pensare: non ci sono più 'loro' e 'noi' "
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