Strillone L’ 86% di direttori e redattori capo di decine di quotidiani di tutto il mondo ritengono che l’ integrazione delle redazioni stampa e online sarà la norma e l’ 83% sono convinti che entro cinque anni ai giornalisti si chiederà di produrre articoli e servizi per tutti i tipi di supporto – I dati della seconda edizione del “Newsroom Barometer”, un sondaggio compiuto su 704 direttori e capiredattore di 120 paesi e presentato stamani nella sede della Reuters a Londra – L’ 85% degli interpellati sono “ottimisti” sul futuro dei quotidiani – Per il 56% in futuro le notizie saranno gratuite

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La grande maggioraza dei direttori e dei capiredatori delle principali testate di tutto il mondo sono ottimisti sul futuro dei loro giornali, e non pensano più ad essi soltanto come “giornali a stampa” avendo chiaramente accettato la rivoluzione multimediale: è il principale risultato di una Ricerca globale che dall’ interno del mondo dei quotidiani ricostruisce atteggiamenti e strategie delle redazioni.

Si tratta della seconda edizione del "Newsroom Barometer", realizzato da Zogby International per contro del World Editors Forum e della Reuters e i cui risultati sono stati presentati stamani a Londra.

La Ricerca ha rilevato in particolare che l’ 85% dei direttori e capiredattori sono “molto” o “piuttosto ottimisti” sul futuro dei loro giornali. La percentuale è rimasta la stessa dell’ anno scorso.


Una tabella
Il sondaggio, che ha interessato 704 fra direttori e capi redattori di 120 paesi di tutto il mondo ed è stato condotto nel marzo scorso, ha scoperto inoltre che:
 
– l’ 86% ritiene che l’ integrazione delle redazioni stampa e online sarà la norma e l’ 83% crede che entro cinque anni ai giornalisti si chiederà di produrre articoli e servizi per tutti i tipi di supporto.
 
– La maggioranza – 58 per cento – pensa che il declino fra i lettori giorvani sia la maggiore minaccia per il futuro dei giornali.

- Due terzi sono convinti che qualche funzione editoriale verrà spostata all’ esterno, nonostante la ferma opposizione delle redazioni a questa pratica.

"La Ricerca mostra che direttori e redattori capo pensano già in termini multimediali e hanno la capacità di gestire la transizione dal ‘solo-stampa’ allo ‘stampa-e-online’” commenta Bertrand Pecquerie, Direttore del World Editors Forum (WEF).

E Monique Villa, Managing Director di Reuters Media, aggiunge:  "Questo studio dimostra che continua l’ ottimismo per il futuro dell’ industria dei giornali, con le direzioni pronte a contrastare la grande complessità del mondo multimediale”.

Altri dati emersi dalla Ricerca:

- Una maggioranza del 56% ritiene che le notizie in future saranno gratuite, contro il 48% dell’ anno scorso. Solo un terzo ritiene che le notizie rimarranno a pagamento, mentre l’ 11% sono indecisi.

- Almeno il 44% pensa che in futuro la piattaforma più comune per informarsi sarà l’ online, contro il 41% dell’ edizione 2007. Il 31% conferma la stampa (contro il 35% dell’ anno scorso), il 12% parla del ‘mobile’ e il 7% cita l’ e-paper. I rimanenti sono incerti.

- Il 35% ritiene che la formazione dei giornalisti nei nuovi media sia la priorità per investire nella qualità editoriale. Il 31% cita invece maggiori assunzioni, contro il 22% dell’ anno scorso.

- Due terzi degli interpellati ritengono infine che crescerà l’ importanza delle pagine di opinione e di analisi.

I risultati della ricerca sono contenuti nel “Trends in Newsrooms 2008”, il Rapporto annuale del WEF sugli ultimi sviluppi dell’ industria editoriale nel mondo (http://www.trends-in-newsrooms.org) e comunque possono essere consultati su http://www.editorsweblog.org.

Il sito del WEF è: http://www.worldeditorsforum.org.

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