Monthly Archives: maggio 2008

Social-network-portal, un esperimento italiano di microeditoria online

31 maggio 2008 Tag:, ,
Ecomatrix Un aggregatore di canali tematici gestiti autonomamente da giornalisti che in un anno ha raggiunto 700.000 lettori unici mensili – I singoli siti sui vari argomenti sono totalmente indipendenti fra loro e vengono gestiti direttamente dai giornalisti-editori che li curano e che sono anche legittimi proprietari dei siti stessi - Il Network “autofinanzia la nascita di nuovi canali con il 50% dei proventi pubblicitari, che per il restante 50% vanno al giornalista” ----------

Aggregatore di notizie e di informazioni attraverso l’ aggregazione di giornalisti-editori di se stessi.

E’ il  Social network portal (Ecomatrix.it) , un esperimento di micro-editoria online che, dopo oltre un anno di attività, ha raggiunto nel mese di maggio i 700.000 lettori unici.Non una testata unitaria e più o meno centralizzata e gerarchizzata (funzioni che anche negli esperimenti più spinti di giornalismo dal basso continuano ad esistere per dare coerenza editoriale al prodotto), ma uno spazio editoriale online in cui confluiscono una serie di canali totalmente indipendenti fra loro e gestiti direttamente dai giornalisti-editori che li curano e che sono anche legittimi proprietari dei siti stessi.
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Giornali: sale al 14% negli Usa lo share pubblicitario

31 maggio 2008 Tag:,
Il logo I giornali hanno aumentato il loro share degli investimenti pubblicitari dal 13,6% del 2006 al 14% del 2007, nonostante il calo nella diffusione.

Il dato emerge da una recente ricerca della Newspaper Marketing Agency (NMA). Seguono la pubblicità all’ aperto (7.4%), alla radio (5.7%), su internet (5.3%) e al cinema (1.5%).

Anche la tv  accresce la sua “fetta”, salendo dal 34.9% del 2006 al 35.7%, mentre al contrario le riviste scendono dall’ 11.2% al 10.8% del 2007.

Un portavoce della NMA ha spiegato che sono state compiute ricerche insieme ad altre società di analisi come Millward Brown nelle categorie alimentazione, cosmetici e abbigliamento (…) e che sono questi i settori in cui l’ industria dei giornali ha registrato una crescita più marcata della pubblicità

Il giornale che ha abbandonato per sempre la carta

30 maggio 2008 Tag:, ,
Il logo E’ The Capital Times, che non viene più stampato e si può sfogliare soltanto sul sito internet - “Sentiamo che il nostro pubblico si è rimpicciolito e che non siamo più abbastanza rilevanti”, ammette l’ editore – “Stiamo solo andando un po’ più avanti e un po’ più veloci degli altri, ma il trend generale si sta registrando ovunque” ----------

di Matteo Bosco Bortolaso

New York - Leggeremo i giornali soltanto online. Non esisterà più alcuna versione cartacea. A Madison, in Wisconsin, è già realtà. Il quotidiano The Capital Times, ormai da un mese, non viene più stampato. Si può sfogliare soltanto sul sito internet.

Il giornale – che pubblicava anacronisticamente nel pomeriggio – viene definito “locale” e “progressista”. Nacque novant’anni fa “in risposta al fervore gingoista della prima guerra mondiale”, opponendosi al conflitto che avrebbe insanguinato il pianeta.

La cronaca del Capital Times può essere consultata sul web, assieme ai blog e ai dispacci della Associated Press. La redazione, comunque, continuerà a preparare contenuti anche per prodotti stampati, con cadenza settimanale: lavorerà ad una raccolta di notizie e ad una guida agli

“Cuba è a favore della libertà di stampa, basta con la guerra fredda e l’ isolamento”

30 maggio 2008 Tag:,
La radio fondata da Che Guevara Peter Phillips, docente di Sociologia all’ Università di Sonoma, dopo aver viaggiato nell’ isola in lungo e in largo, invitato dall’ Unione dei giornalisti cubani, e aver visitato decine di redazioni, racconta in un articolo su Mediachannel che “tutti i giornalisti incontrati hanno detto di avere la completa libertà di scrivere o registrare qualsiasi storia essi vogliano” – Insomma, “un quadro distante anni luce dal sistema stalinista dei media descritto spesso dagli interessi Usa” ----------

di Peter Phillips*
(“Cuba supports press freedom
da Mediachannel.org)   

In cinque giorni all’ Avana ho incontrato dozzine di giornalisti e studenti delle facoltà universitarie di Comunicazione, rappresentanti sindacali e politici. Lo scopo dichiarato della mia visita era quello di determinare lo stato della liberà di stampa nel paese e favorire una maggiore comprensione fra attivisti per la libertà di espressione negli Usa e a Cuba.

Ho visitato le due principali stazioni radio della capitale, Radio Rebelde e Radio Havana. Entrambe hanno tramite internet l’ accesso alle principali fonti globali di informazione, incluse CNN, Reuters, Associated Press e

Il giornalista? In fondo serve ancora a qualcosa

29 maggio 2008 Tag:, , ,
A che serve un giornalista? Alle Assise internazionali del giornalismo di Lille Benoit Raphael ha trovato un clima cupo sulla situazione della professione, un’ atmosfera di vera e propria “angoscia esistenziale” – Ma anche se alcune funzioni del giornalista stanno scomparendo, internet ne sta portando altre – Non ha più il monopolio della mediazione informativa, perde il ruolo di testimone della notizia e di analista, ma conserva ad esempio il ruolo di verifica e contestualizzazione, quello di investigazione e, soprattutto, la funzione di rendere accessibile a tutti il flusso di informazioni che la rete diffonde ----------

Di ritorno dagli incontri di Lille, dove ha tenuto un intervento sul giornalismo partecipativo, Benoit Raphael ricostruisce sul suo blog l’ atmosfera – piuttosto cupa – che aleggia sul mondo del giornalismo.

Dominano la confusione e la tentazione della ritirata, dice, parlando anche di vera e propria “angoscia esistenziale” che caratterizzerebbe questo nostro tempo ora che si è capito “che i soldi non arrivano più” e che “stanno per cominciare i primi pesanti colpi sulle redazioni”.
Le Assise di Lille si

Francia: l’ ambizione della qualità del giornalismo

28 maggio 2008 Tag:,
Il logo delle Assise di Lille Una carta per la qualità dell’ informazione; un organismo di mediazione e regolazione per proteggere le buone pratiche giornalistiche; il riconoscimento giuridico delle redazioni. Sono i tre filoni di intervento individuati nel corso delle Assise internazionali del giornalismo che si sono svolte a Lille dal 21 al 23 maggio con la partecipazione di oltre 700 persone. Carte aziendali, garanti dei lettori, e altre iniziative prese a livello delle singole testate non sono sufficienti di fronte alla complessità del funzionamento del sistema mediatico – spiega un Appello lanciato a conclusione dei lavori -. Solo dei solidi riferimenti accettati da tutta la professione potrebbero costituire una risposta adeguata.
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Francia: contro la privatizzazione dell’ informazione

28 maggio 2008
out-24.jpg Agli Stati Generali per il pluralismo nei media il documento finale chiama alla mobilitazione per salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, costruire un polo pubblico e associativo dei media senza fini di lucro, rendere accessibile a tutti in maniera concreta il diritto all’ informazione ----------

Salvare il servizio pubblico radiotelevisivo, costruire un polo pubblico e associativo dei media senza fini di lucro, rendere accessibile a tutti il diritto all’ informazione con delle politiche pubbliche specifiche e dei sostegni adeguati.

Sono gli impegni chiave contenuti nella Dichiarazione con cui si sono chiusi i lavori della seconda sessione degli Stati generali per dei media pluralisti.

Il diritto all’informazione (diritto a informare e a essere informati) – spiega il Documento – non deve essere semplicemente proclamato, ma deve essere garantito (come tutti i diritti sociali) e beneficiare quindi di risorse adeguate.
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Migrazioni: utilizzare i media per “sentirsi a casa”

28 maggio 2008 Tag:, ,
In fila per il permesso di soggiorno I media come “cornice portatile” in cui infilarsi per “tornare a casa” nei momenti di spaesamento – Una tesi di un ricercatore della Iulm - Il caso della BBC, che non avrebbe più una funzione di integrazione culturale nei confronti delle ultime ondate migratorie, spinte così a rifugiarsi sempre di più nei media dei paesi d’ origine ----------

Si parla spesso di come i media rappresentano i migranti, mai di come questi ultimi utilizzano i media per abbattere il confine che si portano addosso. E’ su questa tema che su Meltingpot.org, Alessandra Sciurba ha intervistato Tiziano Bonini, un ricercatore alla Iulm di Milano che ha appena finito la sua tesi di dottorato dal titolo “Turisti, migranti, vagabondi: tornare a casa/sentirsi a casa con i media”.

Secondo il ricercatore, in particolare, i media possono essere “una specie di scenografia portatile, una cornice portatile che uno tira fuori nei suoi momenti di disperazione, di spaesamento, di nostalgia , e mettendosi dentro questa cornice, inserito dentro questa cornice, può temporaneamente e in maniera molto fragile sentirsi a casa”.

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Google nemico pubblico numero 1 del giornalismo?

28 maggio 2008
No Google Lo sostiene un intervento su Business Week, secondo cui la crescita enorme dei profitti del motore di ricerca non si tradurrà in “danaro a sostegno del lavoro, spesso rischioso, dei giornalisti che vanno sul campo a cercare notizie - Google poi, secondo il magazine, “uccide l’ innovazione" anche perché "promuove la cultura del tutto gratis”, che sarebbe assolutamente “nichilista” ----------

Google è il nemico numero uno del giornalismo così come lo conosciamo e lo amiamo. Lo scrive Roben Farzad, giornalista del Business Week in un intervento che in pochi punti – riporta l’ agenzia 9colonne  sul sito della Fnsi -  illustra quanto di negativo Google possa significare per la società americana e per il mondo dell’informazione.

Convergenza digitale e migrazione verso Internet sono solo belle frasi, secondo il reporter, ma che distruggono il giornalismo.
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Vita dura per i media indipendenti anche nell’ ”altro Iraq”

27 maggio 2008 Tag:,
out-31.jpg Anche nella regione curda, descritta come pacifica e democratica, arresti, aggressioni, e intimidazioni contro i giornalisti avvengono regolarmente, e si sono anzi intensificati di pari passo con lo sviluppo di una stampa indipendente – In un articolo su Osservatorio Iraq una sintesi del Rapporto preparato dal CPJ ---------- “Presentata come un faro della democrazia e della libertà di espressione, la regione kurda – formata dalle tre province settentrionali di Dahuk, Irbil, e Sulaimaniya  – a uno sguardo più ravvicinato mostra una faccia un po’ diversa.

Arresti, aggressioni, e intimidazioni contro i giornalisti avvengono regolarmente, e si sono molto intensificati negli ultimi tre anni, di pari passo con lo sviluppo di una stampa indipendente, di dimensioni modeste ma combattiva”.Lo racconta Ornella Sangiovanni in un un articolo molto interessante sull’ Osservatorio Iraq, segnalando un Rapporto appena pubblicato del Committee to Protect Journalists (CPJ), organizzazione per la difesa della libertà di stampa che ha sede a New York.
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