Monthly Archives: aprile 2008

E’ nata Yks, la web-tv “fatta” dal pubblico

25 aprile 2008 Tag:,
Il logo di Yks E' stato presentato ieri a Roma YKS, il canale video multipiattaforma che per primo in Europa propone un palinsesto “user generated”, realizzato cioè grazie a filmati prodotti dal pubblico. YKS - spiega Gaetano Costa su MasterNewMedia - può essere fruito non solo online - sia in modalità lineare, sia in modalità “on demand” attraverso il canale Virgilio Video - ma anche sul canale 863 di Sky. Il canale punta a diventare il punto di riferimento televisivo della blogosfera e della “net-generation”, che comprende giovani d’età tra i 18 e i 35 anni. Per realizzare i suoi show, YKS - aggiunge Ciosta - ha coinvolto i videoblogger italiani più conosciuti. Tra questi anche Robin Good, anima di “POP”, il programma che dispensa consigli su come diventare editori indipendenti; c'è poi “TeleScooter” il VlogShow sulle due ruote, che propone pillole di intrattenimento, interviste e vox pop; trovano spazio su YKS anche “VideoMarta”, il famoso videodiario tecnologico di una diciottenne, ed “Enzimi” che propone interviste e performance di artisti. Tra i primi format ad esser lanciati, “VlogPolitik” che chiama a partecipare al dibattito politico via video, e “Day by Day”, il primo format video-diaristico che coinvolge alcuni

Murdoch fa il padrone al ‘WSJ’ e cerca la tripletta con il ‘Newsday’

24 aprile 2008 Tag:, , , ,
Rupert Murdoch Il boss caccia il direttore che non si adegua alle sue direttive editoriali e la redazione comincia davvero a temere per la sua autonomia – “Anche quelli che se lo aspettavano, non pensavano che sarebbe stato così veloce” – Intanto gli viene offerto Newsday, il tabloid “della gente che pensa” - Ad offrirlo è Sam Zell, il re del mattone avventuratosi nel turbolento mondo dei giornali a stelle e strisce - Con la luce verde di Zell, che controlla la società Tribune Company, Murdoch diventerebbe il padrone di tre dei dieci giornali più diffusi degli Stati Uniti – Ma si aprirebbe un complesso problema giuridico perché la legge (di cui comunque si dicute molto in questi tempi) limita per ogni editore su ciascun mercato il controllo di un solo giornale e di una emittente tv e Murdoch che ha anche due tv, è già parecchio oltre. ----------

di Matteo Bosco Bortolaso

New York -Terremoto al Wall Street Journal. Murdoch entra nel prestigioso quotidiano, in tutti i sensi: firma un intervento nella pagina degli editoriali il giorno in cui il direttore del giornale se ne va. Da quando il WSJ è passato

Cominciano a soffrire anche i quotidiani gratuiti

23 aprile 2008 Tag:, , ,
L' andamento delle azioni Il gruppo Metro International, primo editore di free press al mondo – 23 milioni di copie in 23 paesi – registra nel primo quadrimestre del 2008 un calo dei ricavi del 6,1% (a 73,4 milioni di euro) – I "gratuiti" hanno di fronte gli stessi problemi dei giornali a pagamento: calo delle inserzioni pubblicitarie e forte concorrenza degli altri quotidiani gratuiti - Così anche il gruppo editoriale svedese sta cominciando a pianificare tagli e ha deciso di ricorrere all' online ----------

Metro International SA, il primo e più grande editore di giornali gratuiti del mondo, ha annunciato che registrerà una perdita del 6,1% dei ricavi nel primo quadrimestre dell’ anno, con un fatturato di 73,4 milioni di euro.

Lo rende noto il Wall Street Journal  spiegando che il gruppo editoriale – che ha una diffusione di 23 milioni di copie in 23 paesi – ha risentito degli stessi problemi dei giornali a pagamento: un calo nella pubblicità e la concorrenza degli altri giornali gratuiti.

Così, proprio come gli altri quotidiani, Metro

In forte crisi le testate di citizen journalism “puro”

22 aprile 2008 Tag:, ,
Il logo Lo testimonia John Ndege, il creatore di ScribbleSheet , un sito di CJ che è stato appena costretto a chiudere – Anche lo stesso termine di citizen journalism starebbe diventando “impopolare” - La soluzione potrebbe essere il “Networking journalism”? ---------- Anche simbolicamente la chiusura di Bayosphere (uno dei più avanzati esperimenti di citizen journalism lanciato negli Usa da Dan Gillmor) sembra costituire una sorta di spartiacque.

E’ caduto un tabù e ora, dopo la concitata esaltazione degli anni scorsi, il dibattito sul giornalismo dal basso comincia a registrare seriamente anche delle voci preoccupate.

Qualcuno rileva anzi che il termine stesso di “citizen journalism” sta cominciando a diventare “impopolare”, per la confusione che circonda quello che è e quello che non è.John Ndege ad esempio,  un esperto britannico di tecnologie e nuovi media, che è stato costretto da poco a chiudere ScribbleSheet, un sito di citizen journalism.

In un articolo su Journalism.co.uk  Ndege analizza quello che, secondo lui, sta succedendo.  
(continua...)

Al Gore a Roma per lanciare Current tv Italia

21 aprile 2008 Tag:, , , ,
Al Gore L’ 8 maggio parte la versione italiana del canale nato negli Usa “per democratizzare la televisione” – Il 30% della programmazione sarà VC2, cioè creata dalla comunità di videomaker italiani indipendenti – La direzione del canale è stata affidata a Tommaso Tessarolo – Per l’ occasione Gore incontrerà al Teatro Ambra Jovinelli la blogosfera italiana, per discutere di nuova tv, produzione dal basso, videomaking, nuove frontiere della comunicazione... ----------

L’ 8 maggio debutta la versione italiana di Current Tv (vedi Lsdi, Nasce anche in Italia Current Tv. Alla ricerca di produzioni indipendenti di qualità) e per l’ occasione il suo principale fondatore, Al Gore,  arriva a Roma.

In mattinata il Premio Nobel per la pace terrà una conferenza stampa di presentazione dell’ iniziativa e nel pomeriggio, al Teatro Ambra Jovinelli, incontrerà la blogosfera italiana.

L’ incontro, organizzato da Sky – che trasmetterà Current via satellite - , sarà condotto e moderato da Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24 (qui le indicazioni del blog di Sky) .
Il logo Current

Tv: la CBS lancia un sito di citizen journalism

21 aprile 2008 Tag:, ,
Il logo del nuovo sito

Anche le televisioni abbracciano con convinzione la causa del “citizen journalism”.

L’ ultima in ordine di tempo è la CBS – una delle principali emittenti televisive Usa – che ha appena lanciato un sito web di giornalismo partecipativo, in cui gli utenti possono scaricare video e immagini di avvenimenti con brevi didascalie direttamente dai loro cellulari attraverso degli MMS.

CBS ha inserito sul sito - Cbseyemobile.com - anche alcuni dei suoi contenuti, sperando così di attirare più utenti. Gli argomenti maggiormente richiesti sono soprattutto le ultime notizie, il tempo, lo sport e le vicende politiche.

Altre testate hanno già sperimentato forme di giornalismo partecipativo multimediale. Per esempio la  CNN con iReport, The New York Times  in occasione delle elezioni e The Sacramento Bee per le Olimpiadi.

La CBS ha recentemente ristrutturato il suo notiziario destinato ai cellulari, rendendo più agevole agli utenti trovare delle storie interessanti.


(via Editors Weblog)

Giornalismo partecipativo: tre esperienze francesi a confronto

20 aprile 2008 Tag:, , , , , , , ,
Agoravox Agoravox, Mediapart e Rue 89: tre interviste pubblicate da “Le Mensuel de l’ Université” (un magazine interuniversitario online) delineano tre modelli mediatici diversi, tre modelli economici distinti, tre filosofie originali – Tutte e tre le testate però danno grande risalto al carattere partecipativo della loro esperienza e puntano a difendere e a sviluppare il giornalismo investigativo ----------

E’ in pieno svolgimento in Francia la partita per diventare il principale punto di riferimento per l’ informazione sul web.

Qualcuno dice che se ne conoscerà il vincitore non prima di cinque anni.

Ma intanto tre siti di giornalismo partecipativo, con caratteristiche diverse l’ una dall’altra, hanno cominciato a incrociare le armi, sfidando anche i siti web dei grandi media.

Tutti e tre – Agoravox, Mediapart, Rue89 - danno grande spazio all’ aspetto collettivo dell’ attività di informazione e puntano sulla ripresa e l’ approfondimento del giornalismo investigativo.  

Obbiettivi e filosofie delle tre testate sono al centro di altrettante interviste (raccolte da "Le

Un quotidiano online con una sola edizione al giorno

19 aprile 2008
Il logo di Kluster The Knewsroom sarà realizzato con materiali elaborati dai lettori, ma la sua specificità è che, diversamente dagli altri giornali online, non seguirà il flusso dell' informazione 24/24 ore e 7/7 giorni, ma verrà pubblicato solo una volta al giorno ----------

Un’ azienda inglese che si occupa di applicazioni web, la Kluster, sta per lanciare un quotidiano partecipativo online, in cui i lettori decideranno quali contenuti saranno pubblicati e si divideranno i ricavi pubblicitari.

Il sito, The Knewsroom, sarà realizzato con materiali elaborati dagli utenti, un misto di contenuti originali e di link esterni a siti su argomenti scelti dai lettori stessi.

La particolarità dell’ iniziativa è che – diversamente dagli altri giornali online – The Knewsroom verrà pubblicato solo una volta al giorno.

L’ accesso all’ area redazionale del sito consentirà agli utenti autorizzati di vedere gli articoli in fase di preparazione e di dare suggerimenti per la pubblicazione.

Il sito – spiega Laura Oliver su Journalism.co.uk - avrà una sorta di “moneta” comune, il watt. Ciascun utente potrà investire i suoi “watts” puntando su un determinato articolo e se quest’

Modello BBC o donazioni: esplorare nuove strade per i quotidiani di qualità

19 aprile 2008 Tag:,
Sciopero a Le Monde Difficilmente il mercato attuale è in grado di sostenere ancora una stampa generalista di qualità, come insegna la vicenda le Monde – Il sostegno pubblico (come per la BBC) o le Fondazioni private come possibili modelli economici alternativi ---------

Con la crisi del quotidiano le Monde, tornano gli interrogativi sulla capacità del mercato attuale di sostenere una informazione di qualità e le incertezze relative a un nuovo business model.

Ne riparla fra gli altri Jeff Mignon su Mediacafè, in un articolo in cui si chiede: Quel modèle d'affaires pour une presse quotidienne généraliste de qualité et quelle stratégie éditoriale ?

Mignon parte da una serie di considerazioni sugli attuali contenuti dei quotidiani francesi:
1-Aumento, in quantità diverse, dell’ informazione “di comodo”: quella, proveniente generalmente dalle agenzie, che si ritrova dovunque, e gratuitamente.
2- Diminuzione dell’ investigazione e, più in generale, calo dei contenuti da “watchdog”.
3 – Mancanza di contestualizzazione e di messa in prospettiva dell’ informazione.
4 - Un punto cruciale quest’ ultimo: provate voi stessi a fare il conto

Twitter, come può essere utile ai giornali

18 aprile 2008 Tag:, ,
Il logo di twitter Cresce il numero dei giornali che usano il sistema di microblogging per fornire servizi di ultime notizie o per incrementare i collegamenti con i lettori - Altri utilizzi ----------

La notizia relativa a un giovane giornalista statunitense arrestato in Egitto per aver fotografato una manifestazione politica, riporta l’ attenzione su Twitter.

Proprio Twitter (la piattaforma di microblogging che consente di pubblicare brevissimi “post” - non più lunghi di 140 caratteri - sul web e di trasmetterli in vari modi, sms, e-mail, web stesso, Rss, ecc.) ha permesso al giornalista -  James Karl Buck -, mentre gli agenti di polizia del Cairo lo stavano ammanettando, di avvertire con una sola parola: “arrested” i suoi amici, che si sono mobilitati contattando anche l' ambasciata Usa e accelerandone le pratiche di rilascio.

Le caratteristiche di questo nuovo strumento del web stanno interessando da tempo il mondo del giornalismo, soprattutto negli Usa (un appassionato ha contato recentemente 23 quotidiani Usa che usano Twitter in vario modo, fra cui il Los