Il presidente del Gruppo Guardian: "Se ci si riferisce al giornalismo in senso ampio non c’ è declino, i giornalisti si stanno spostando verso media diversi” - Ma, dicono i sindacati, le redazioni dei giornali si assottigliano e sono sempre di più “sotto pressione per produrre sempre maggiori contenuti per più piattaforme, più pagine… e alla fine succede che, nonostante gli sforzi, la qualità del giornalismo viene compromessa”
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Non c’ è una riduzione degli addetti nell’ industria giornalistica: lo ha detto il presidente del Guardian Media Group qualche giorno fa parlando alla Commissione Comunicazione della Camera dei Lord. Lo riporta un articolo di Journalism.co.uk.
I dati – ha detto fra l’ altro Paul Myners – mostrano che il settore non è in declino, nonostante la percezione di una caduta del numero dei dipendenti dei giornali britannici.
Le pressioni economiche sul settore, ha aggiunto Myners, spostano i giornalisti su nuove piattaforme piuttosto che spingerli fuori dell’ editoria.
"Se ci si riferisce al giornalismo in senso ampio – ha aggiutnto - io penso che non ci sia declino, ma
Sta nuovamente circolando in questi giorni su alcuni siti online Usa – a proposito della abbondanza di notizie e di informazioni (vedi
Aria di crisi a livello internazionale nelle medie agenzie e calma piatta in quelle grandi, rileva poterefotografico.com – In Italia notizie cattive con vendite globali in ribasso e una scarsissima effervescenza
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Jeff Jarvis (foto) analizza in un ampio articolo su Buzz Machine, il suo blog, come “la stampa” sia diventata in realtà una sfera (press-sphere) in cui è vertiginosamente cresciuta la complessità del sistema informativo – Una notazione chiave: il processo diventa molto più significativo del prodotto perché un articolo, su qualsiasi mezzo di informazione, è soltanto un segmento di una linea, un passaggio dell’ intero processo, e quel processo continuerà anche dopo la pubblicazione
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Un’ analisi del Project for Excellence in Journalism dimostra che il giornale ha nettamente cambiato taglio editoriale, dando meno importanza all’ economia ed enfatizzando invece la politica interna e i problemi internazionali. Anche se non con la stessa ampiezza del New York Times - Nei quattro mesi esaminati lo spazio dedicato alla politica, in particolare, è più che triplicato, saltando al 18% dell’ intero contenuto della prima pagina rispetto al 5% che era prima del passaggio di proprietà
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La scuola ha già una sua presenza in SL, con un numero di visitatori giornalieri che oscilla fra 500 e 1.000 persone, e ora offrirà anche una serie di lezioni, aperte ai cittadini virtuali, sui problemi del giornalismo e dell’ industria editoriale – La prima lezione sarà dedicata al giornalismo freelance
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E’ il Digital Journal, che metterà a disposizione una parte dei ricavi pubblicitari per compensare gli utenti che inviano articoli di informazione di qualità accettabile
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Falliti i siti di citizen journalism vecchio stampo – tutti solo dal basso ma senza grande qualità -, nascono nuove iniziative sullo stile “pro-am”, con la saldatura di professionismo e passione – Steve Outing, uno dei principali teorizzatori del giornalismo dal basso, analizza il fallimento del Journalism 1.0 e segnala nuovi esperimenti, che puntano sull’ uso intelligente delle risorse delle comunità locali e sulle potenzialità degli argomenti di nicchia – I Thought Leader, un “approccio ibrido” di blogging e giornalismo tradizionale, e gli Examiner, una sorta di blogger-corrispondenti locali di nicchia
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