La spesa per la pubblicità locale online negli Stati Uniti ha superato i 7,5 miliardi di dollari nel 2007 e si prevede che raggiungerà i 14 miliardi nel 2012, stando a una recente ricerca della Borrell Associates.
Nel 2007, circa i due terzi dei ricavi sono venuti da banner e da normali inserzioni, per un totale di circa 5 miliardi. Mentre i video online e le inserzioni tramite motori di ricerca hanno portato altri 2 miliardi, cioè il 29%.
Il rapporto si dovrebbe rovesciare nel 2012, quando banner e inserzioni dovrebbero fatturare 2,5 miliardi di dollari, mentre gli investimenti sui motori di ricerca e nei video dovrebbero raggiungere i 10,8 miliardi di dollari, rappresentando così il 75% del totale della spesa.
La pubblicità via e-mail è cresciuta nel corso degli ultimi anni, ma resta ancora indietro alle altre come importanza, secondo Borrell Associates.
(via SfnBlog).
Fra i temi al centro degli incontri il rapporto fra media e potere, il giornalismo investigativo, libertà di stampa e diritti umani, l'importanza della comunicazione ambientale, il fenomeno dei blog e il giornalismo partecipativo, la crisi in Medio Oriente e l'informazione dai fronti di guerra, il futuro dei giornali di carta, come è cambiato l'accesso alla professione, il rapporto tra satira e informazione - “Mettere a confronto varie esperienze per fare conoscere direttamente cosa è il giornalismo nel mondo''
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Trend e futuro dell’ informazione Usa nel “The State of News Media”, il Rapporto annuale appena diffuso dal Project for Excellence in Journalism - Cresce il bisogno di servizi e strumenti per gli utenti, restano in dubbio le prospettive della cosiddetta “coda lunga” e declina il citizen journalism - Sempre in bilico il ruolo della pubblicità - Meno accentuata del previsto la frammentazione del pubblico
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Presentata ieri alla Casa del cinema a Roma l' edizione italiana della tv partecipativa realizzata nel 2005 da Al Gore e Joel Hyatt - Commissionare idee e acquistare materiale dai filmaker italiani - L' Italia il primo paese non anglofono dove debutta Current tv
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Sei impaziente di assistere alle Olimpiadi? Ecco qualcosa che non vedrai.
Oppure
In mercati non competitivi, forse è il momento tornare ai bei tempi andati: togliere le notizie dalla prima pagina, lasciando spazio agli inserzionisti – Su FollowTheMedia Philip Stone propone questa soluzione per l' editoria Usa e si chiede: “visto che in questi giorni gli editori dei quotidiani sono spietati nel taglio dei costi, non è forse meglio avere delle idee che non prevedono il licenziamento dei giornalisti?” – Fino al 1966 anche il Times di Londra pubblicava sulla prima annunci personali: poi la “prima” è diventata un tabù (nella foto la prima pagina del New York Times, che come si vede è priva di spazi pubblicitari) - L’ urgenza della “prima pagina” se ne è andata e il problema più pressante per gli editori in questi giorni è come racimolare abbastanza soldi per sostenere il tipo di prodotto editoriale che la comunità chiede
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Le drammatiche vicende tibetane hanno nuovamente svelato la natura dello Stato cinese e la scelta di fondo della repressione come principale strumento di controllo da parte del potere – Una serie di materiali che presentiamo in questo dossier illustrano nei particolari gli aspetti della situazione cinese legati alla democrazia e alla libertà di espressione – Torna l’ ipotesi di un boicottaggio delle Olimpiadi
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a cura di Andrea Fama
La Cina è da qualche anno a questa parte il paese campione di crescita per l’economia. Peccato che simili primati non possa vantarli anche in altri campi di cruciale importanza per il giusto sviluppo di una società che, invece, vive isolata all’interno di una precaria bolla economica che per ora pare riuscire a resistere alle influenze esterne e a tenere il mondo fuori dalla vita dei cittadini cinesi. Se si getta lo sguardo oltre la superficie schermante di questa bolla, però, le piaghe del gigante orientale si svelano in tutta la loro disarmante recrudescenza.
Una struttura piramidale, con dieci potentissime holding e al vertice i poteri locali e federali – Jasen Zasurskij, rettore della facoltà di giornalismo dell'Università Statale di Mosca, e molti giornalisti ritengono che il futuro del giornalismo russo sia legato strettamente al successo delle riforme economiche, al fatto che l’ economia del paese diventi “effettivamente libera, di mercato”
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