Monthly Archives: marzo 2008

Pubblicità online: negli Usa quella locale toccherà i 14 miliardi di dollari nel 2012

24 marzo 2008 Tag:
Il logo della Borrell

La spesa per la pubblicità locale online negli Stati Uniti ha superato i 7,5 miliardi di dollari nel 2007 e si prevede che raggiungerà i 14 miliardi nel 2012, stando a una recente ricerca della Borrell Associates.

Nel 2007, circa i due terzi dei ricavi sono venuti da banner e da normali inserzioni, per un totale di circa 5 miliardi. Mentre i video online e le inserzioni tramite motori di ricerca hanno portato altri 2 miliardi, cioè il 29%.

Il rapporto si dovrebbe rovesciare nel 2012, quando banner e inserzioni dovrebbero fatturare 2,5 miliardi di dollari, mentre gli investimenti sui motori di ricerca e nei video dovrebbero raggiungere i 10,8 miliardi di dollari, rappresentando così il 75% del totale della spesa.

La pubblicità via e-mail è cresciuta nel corso degli ultimi anni, ma resta ancora indietro alle altre come importanza, secondo Borrell Associates.

(via SfnBlog).

Bandiera bianca di Google, che annuncia a sorpresa di accettare il protocollo degli editori

22 marzo 2008 Tag:
Google News “Solo barriere di carattere tecnologico all’ utilizzo di ACAP”, precisa l’ amministratore delegato Eric Schmidt – “Non è vero che non vogliamo consentire agli editori il pieno controllo sui loro contenuti” – La soddisfazione dell’ Associazione Mondiale dei Giornali (WAN) -----------

La World Association of Newspapers e altre associazioni di editori hanno accolto con soddisfazione una nota con cui il Ceo di Google, Eric Schmidt, si schiera a favore dell’ Automated Content Access Protocol (ACAP),  il nuovo sistema che consente agli editori un maggiore controllo sull’ utilizzo dei loro contenuti.

Dopo le violente polemiche innescate dal rifiuto di Google di adottare il protocollo Acap (vedi Lsdi, E’ scontro fra Google e gli editori sulla protezione dei contenuti), parlando con un giornalista a Sidney, Schmidt ha detto che le uniche barriere da parte di Google all’ implementazione di Acap erano di natura tecnica, negando che la sua società fosse riluttante ad applicarlo per difendere i propri interessi. “Non è affatto vero che non li vogliamo (gli editori) in grado di controllare le proprie informazioni”, ha sottolineato.

Schmidt ha aggiunto che

Festival internazionale di giornalismo, dal 9 al 13 aprile a Perugia con 150 ospiti e 50 eventi

22 marzo 2008 Tag:
Il logo del Festival Fra i temi al centro degli incontri il rapporto fra media e potere, il giornalismo investigativo, libertà di stampa e diritti umani, l'importanza della comunicazione ambientale, il fenomeno dei blog e il giornalismo partecipativo, la crisi in Medio Oriente e l'informazione dai fronti di guerra, il futuro dei giornali di carta, come è cambiato l'accesso alla professione, il rapporto tra satira e informazione - “Mettere a confronto varie esperienze per fare conoscere direttamente cosa è il giornalismo nel mondo'' ----------

È dedicato al rapporto tra media e potere uno degli appuntamenti centrali del Festival internazionale di giornalismo che a Perugia metterà a confronto Carl Bernstein, premio Pulizer insieme a Bob Woodward per l'inchiesta sul Watergate, e Alastair Campbell, spin doctor dell'ex primo ministro britannico Tony Blair e che ha contribuito al cambiamento radicale del rapporto tra stampa e politica.

Si tratta di uno dei 50 eventi che si svolgeranno nel capoluogo umbro dal 9 al 13 aprile. Previsti 150 ospiti italiani e stranieri*.

Nel corso del Festival - presentato nei giorni scorsi in una

L’ informazione come servizio e come piattaforma per approfondimenti

22 marzo 2008 Tag:
The State of New Media Trend e futuro dell’ informazione Usa nel “The State of News Media”, il Rapporto annuale appena diffuso dal Project for Excellence in Journalism - Cresce il bisogno di servizi e strumenti per gli utenti, restano in dubbio le prospettive della cosiddetta “coda lunga” e declina il citizen journalism - Sempre in bilico il ruolo della pubblicità - Meno accentuata del previsto la frammentazione del pubblico ----------

di Bernardo Parrella

L'informazione diventa sempre meno un prodotto o una destinazione finale per essere usata piuttosto come servizio e piattaforma per approfondimenti. In chiaro declino le varie incarnazioni del citizen journalism, mentre le redazioni tradizionali sono sempre alle prese con i tagli occupazionali e il riassestamento dei business plan, e quindi la necessità di continue sperimentazioni. E pur con la costante frammentazione del pubblico, un numero sempre più ampio di persone opta per le grandi nomi, particolarmente nella carta stampata.

Questi i maggiori trend emergenti dal The State of the News Media 2008, il Rapporto annuale sullo scenario Usa curato dal Project for Excelence in Journalism

Nasce anche in Italia Current Tv. Alla ricerca di produzioni indipendenti di qualità

21 marzo 2008 Tag:
Il logo di current tv Presentata ieri alla Casa del cinema a Roma l' edizione italiana della tv partecipativa realizzata nel 2005 da Al Gore e Joel Hyatt - Commissionare idee e acquistare materiale dai filmaker italiani - L' Italia il primo paese non anglofono dove debutta Current tv ----------

Commissionare idee e comprare materiale anche dai film-makers italiani.

E’ all’ insegna di questi obbiettivi che è stata organizzata la presentazione dell' edizione italiana di Current TV, il primo canale televisivo nato all’ insegna della partecipazione e lanciato nel 2005 negli Usa da Al Gore e dall’imprenditore Joel Hyatt e nel 2007 in Uk e Irlanda.

L’ iniziativa è stata presentata ieri sera nel corso di un incontro alla Casa del Cinema di Roma, da Tommaso Tessarolo, che è il direttore della sezione italiana, e da Davide Scalenghe, VC2 manager (dove VC2 sta per “Video Creati dalla Comunità”), secondo cui “con l’espansione globale del canale, e’ finalmente giunta l’opportunita’ di commissionare idee e comprare materiali dai filmmakers italiani”.

Nel corso dell’ incontro sono stati mostrati una serie di “pods” già in onda a livello

Google Adsense: in sette anni solo 6.500 dollari al sito di Harry Potter

20 marzo 2008 Tag:,
Il logo del JeeCamp

In sette anni il popolarissimo sito di Harry Potter ha guadagnato solo 6.500 dollari con Adsense, il sistema pubblicitario automatico di Google! In pratica, meno di 1.000 dollari l’ anno.

Il dato – che condensa gli umori fortemente critici degli addetti ai lavori sui ricavi che si ottengono offrrendo a Google i propri spazi - è venuto fuori nel corso dei lavori di una UnConference che si è tenuta nei giorni scorsi in UK sul tema: Entrepreneurial Journalism.

Sono stati fatti vari esempi analoghi. Ad esempio Rick Waghorn, che era uno dei relatori, presentando la sua esperienza con il sito sportivo MyFootBallWriter (che sta avendo un buon successo), ha spiegato che, nonostante le 400.000 pagine viste durante l’ estate, i ricavi con Adsense sono stati solo 180 dollari.

E Graham Holliday, di  Following proceedings online, ha aggiunto: "Abbasso Adsense – faccio 50.000 visitatori al mese e ci ricavo 100-150 dollari”.

Insomma, ha sentenziato Rick Wagohorn: "E’ evidente che se qualcuno vuole campare, non lo potrà fare certamente con Google Ads".

I “record” della Cina: in campo anche l’ Associazione mondiale dei giornali

20 marzo 2008 Tag:,
Campagna Wan Sei impaziente di assistere alle Olimpiadi? Ecco qualcosa che non vedrai. Oppure Campagna Wan 2 La Cina detiene un record che nessuno batterà.

Sono due dei banner al centro di una campagna contro la detenzione arbitraria dei giornalisti in Cina lanciata in questi giorni, in vista dei Giochi Olimpici della prossima estate a Pechino - e rilanciati ora dopo i sanguinosi fatti del TIbet -, dall'Associazione Mondiale dei Giornali (WAN), che chiede a tutti i giornali, anche a quelli italiani, di aderire alla campagna col peso della loro influenza.

Su una delle pagine del sito della WAN sono disponibili degli annunci in doppio formato: per la stampa e per la pubblicazione online.Ogni giornale può adattare alle proprie esigenze il formato degli annunci per la stampa, disponibili in bianco e nero o a colori. La campagna online propone tre differenti messaggi.

Le testate che aderiranno potranno coinvolgere i lettori nella campagna, chiedendo loro – con un semplice click su http://www.wan-press.org/china/protest.php?id=6 - di inviare un messaggio alle autorità cinesi,

Tornare ai vecchi tempi: le prime pagine tutte per la pubblicità

20 marzo 2008 Tag:
Il NYT In mercati non competitivi, forse è il momento tornare ai bei tempi andati: togliere le notizie dalla prima pagina, lasciando spazio agli inserzionisti – Su FollowTheMedia Philip Stone propone questa soluzione per l' editoria Usa e si chiede: “visto che in questi giorni gli editori dei quotidiani sono spietati nel taglio dei costi, non è forse meglio avere delle idee che non prevedono il licenziamento dei giornalisti?” – Fino al 1966 anche il Times di Londra pubblicava sulla prima annunci personali: poi la “prima” è diventata un tabù (nella foto la prima pagina del New York Times, che come si vede è priva di spazi pubblicitari) - L’ urgenza della “prima pagina” se ne è andata e il problema più pressante per gli editori in questi giorni è come racimolare abbastanza soldi per sostenere il tipo di prodotto editoriale che la comunità chiede ----------

di Philip M. Stone
(FollowTheMedia,
traduzione di Matteo Bosco Bortolaso
)  

Se gli editori di giornali sono davvero seri nel pensare a nuovi business model per avere abbastanza soldi in modo da confenzionare un buon prodotto editoriale locale, mantenendo o aumentando la diffusione, allora -

La Cina si avvicina

19 marzo 2008 Tag:, ,
Il logo Le drammatiche vicende tibetane hanno nuovamente svelato la natura dello Stato cinese e la scelta di fondo della repressione come principale strumento di controllo da parte del potere – Una serie di materiali che presentiamo in questo dossier illustrano nei particolari gli aspetti della situazione cinese legati alla democrazia e alla libertà di espressione – Torna l’ ipotesi di un boicottaggio delle Olimpiadi ---------- a cura di Andrea Fama La Cina è da qualche anno a questa parte il paese campione di crescita per l’economia. Peccato che simili primati non possa vantarli anche in altri campi di cruciale importanza per il giusto sviluppo di una società che, invece, vive isolata all’interno di una precaria bolla economica che per ora pare riuscire a resistere alle influenze esterne e a tenere il mondo fuori dalla vita dei cittadini cinesi. Se si getta lo sguardo oltre la superficie schermante di questa bolla, però, le piaghe del gigante orientale si svelano in tutta la loro disarmante recrudescenza.

La Cina è un paese afflitto dall’inquinamento, tant’ è che a dispetto delle rassicuranti dichiarazioni del Ministro degli esteri cinese Yang

Media in Russia: ancora niente mercato, tutto in mano a grandi holding e Stato

18 marzo 2008 Tag:
Gazprom Una struttura piramidale, con dieci potentissime holding e al vertice i poteri locali e federali – Jasen Zasurskij, rettore della facoltà di giornalismo dell'Università Statale di Mosca, e molti giornalisti ritengono che il futuro del giornalismo russo sia legato strettamente al successo delle riforme economiche, al fatto che l’ economia del paese diventi “effettivamente libera, di mercato” ----------

di Valentina Barbieri

 

Nel mercato russo dei media le dimensioni contano.

Partendo da questa massima semi-seria possiamo approdare ad una riflessione più generale sull'economia del settore della comunicazione in Russia, settore nel quale alla lunga sembrano sopravvivere solo lo stato e le grandi holding.

L’economia di mercato infatti non è mai riuscita a svilupparsi nel settore dei media, non esistendo in questo mercato nessuna legge contro il monopolio.

L' evoluzione in corso sembrerebbe quindi riportare i mass media ad una struttura di tipo piramidale, che avvantaggerebbe i magnati dei media, i poteri locali e federali.

Secondo l’ “Agenzia Federale per la stampa e la comunicazione di massa”, in Russia ci sono oltre dieci potenti holding dei media con una capitalizzazione reale che in alcuni casi supera i 13,5 miliardi di