La “città dei cittadini”, il laboratorio di Casalecchio di Reno dedicato alla promozione della cittadinanza e considerato una delle più interessanti inziative europee nel settore lancia una serie di nuove iniziative - Un blog collettivo per la condivisione di esperienze nel campo e un Premio nazionale per tesi di laurea e buoni esempi di informazione dalla parte del cittadino
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Dare l'opportunità a tutti coloro che nel nostro Paese si impegnano per diffondere la consapevolezza del bene pubblico di raccontare le proprie iniziative, di condividerle e di vederle anche premiate se scelte dalla giuria. Questo l'ambizioso obiettivo che si è dato per il 2008 il laboratorio La città dei cittadini che già lo scorso anno sperimentò una innovativa modalità di scambio di saperi, organizzando il CITIZEN CAMP, il primo bar camp tematico italiano, una sorta di convegno open source sulla cittadinanza digitale.
Quest'anno il laboratorio, che in tre anni ha saputo affermarsi come centro di sperimentazione all'avanguardia in Italia per promuovere il sapere civico, intende offrire, utilizzando gli strumenti del web partecipativo, nuove innovative occasioni di condivisione di esperienze. E invita tutti coloro che in Italia si occupano di
Un blog e un premio per una informazione dalla parte del cittadino
La “città dei cittadini”, il laboratorio di Casalecchio di Reno dedicato alla promozione della cittadinanza e considerato una delle più interessanti inziative europee nel settore lancia una serie di nuove iniziative - Un blog collettivo per la condivisione di esperienze nel campo e un Premio nazionale per tesi di laurea e buoni esempi di informazione dalla parte del cittadino
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Dare l'opportunità a tutti coloro che nel nostro Paese si impegnano per diffondere la consapevolezza del bene pubblico di raccontare le proprie iniziative, di condividerle e di vederle anche premiate se scelte dalla giuria. Questo l'ambizioso obiettivo che si è dato per il 2008 il laboratorio La città dei cittadini che già lo scorso anno sperimentò una innovativa modalità di scambio di saperi, organizzando il CITIZEN CAMP, il primo bar camp tematico italiano, una sorta di convegno open source sulla cittadinanza digitale.
Quest'anno il laboratorio, che in tre anni ha saputo affermarsi come centro di sperimentazione all'avanguardia in Italia per promuovere il sapere civico, intende offrire, utilizzando gli strumenti del web partecipativo, nuove innovative occasioni di condivisione di esperienze. E invita tutti coloro che in Italia si occupano di
Ancora sul ‘churnalism’: un’ altra ragione del declino dei giornali
Nick Davies, che ha coniato il termine, articola in un libro (nella foto la copertina) la sua analisi sulla deriva del giornalismo contemporaneo – Al centro delle sue riflessioni il tempo, definita “la più preziosa risorsa di lavoro che avevamo come giornalisti"- I cambiamenti nella struttura delle redazioni sono tali per cui l’ errore non è più un fatto occasionale
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Nick Davies*, il giornalista britannico che ha coniato il termine “churnalism" (vedi Lsdi, “Churnalism", produzione di massa di ignoranza) ha pubblicato un libro dal titolo "Flat Earth News"** in cui articola ampiamente la sua analisi sulla deriva del giornalismo contemporaneo.
In quelle riflessioni un ruolo centrale spetta al problema del tempo, il “tempo rubato" (vedi Lsdi, Riconquistare il tempo rubato al giornalismo), che Davies definisce in un articolo su Media Life Magazine “la più preziosa risorsa di lavoro che avevamo come giornalisti".
I cronisti sfornano a ciclo continuo i loro articoli per riempire buchi informativi sempre più grandi, ma con redazioni sempre più piccole e senza tempo a disposizione per fare un lavoro originale, commenta Sterling Hager su Agency Next. Non fanno le verifiche per mancanza di tempo.
Crolla a livello di 15 anni fa l’ occupazione nei media Usa
L’ occupazione nei media è scesa al livello di 15 anni fa, come nel 1992 – La crisi soprattutto televisione, radio e quotidiani, a cui facevano capo la metà dei posti di lavoro tagliati a partire dal 2000 – In crescita i magazine e i siti online – Crescono invece gli addetti nei servizi di pubblicità e marketing, un settore che punta sempre meno sui media tradizionali
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I posti di lavoro nei media a dicembre 2007 sono scesi al livello di 15 anni fa (886.900), schiacciati dal tracollo dell’ industria dei giornali. Dal 2000, da quando col boom dei nuovi media si ebbe un picco nel numero dei dipendenti, le aziende hanno eliminato 167.600 posti di lavoro, come si può vedere dalla tabella qui sopra, tratta da un articolo di Advertising Age.
I dati di AdAge spiegano che giornali, tv e radio hanno globalmente tagliato gli organici, mentre i soli media che hanno aumentato gli organici sono stati i magazine (più 400 addetti) e le aziende editoriali online (con un aumento di 9.200 unità).
Queste ultime – nel settore sono compresi anche i motori di ricerca e i
Pubblicità: gli inserzionisti cominciano ad abbandonare la tv tradizionale
Secondo uno studio della ANA il 62% delle principali aziende Usa sono convinte che gli spot in tv non funzionano più – Previsto un calo degli investimenti del 12%, mentre l’87% degli interpellati pensa di rivolgersi seriamente al mondo del web
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Lo spot televisivo tradizionale ha perso nettamente il suo potere di seduzione mentre gli uomini del marketing e della pubblicità delle grandi e piccole aziende bramano alla ricerca di alternative.
Il quarto Rapporto biennale della Association of National Advertisers e della Forrester Research – spiega un articolo di Advertising Age - mostra una drammatica perdita di fiducia nel mezzo televisivo e rivela una industria fortemente impegnata nell’ esplorazione di nuovi format pubblicitari e nuove forme di video commerciali.
Secondo questo studio, il 62 per cento delle aziende interpellate – 78 grandi nomi del settore – ha dichiarato che gli spot in tv non funzionano a sufficienza, non abbastanza in ogni caso da giustificare i relativi investimenti. Da almeno due anni a questa parte, secondo la loro percezione, avrebbero perso il loro appeal.
D’ altra parte il panorama dei telespettatori – rileva fra l’ altro su Visionpost Serena Paterno
Usa: almeno due redattori per “passare” un pezzo
Il risultato di un sondaggio compiuto fra i lettori di Riflessioni di un newsosauro, un noto blog che si occupa dfi problemi dei media, relativo alla struttura di lavorazione degli articoli in un giornale di qualità – Il 21,9% vorrebbe che ogni articolo passasse per almeno tre redattori o più e per il 20,4% ne basterebbe uno solo
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Un recente sondaggio compiuto da Alan Mutter fra i lettori del suo blog, Riflessioni di un newsosauro (Reflections of a Newsosaur ) ha rivelato che la grande maggioranza degli interpellati preferirebbe l’ intervento di almeno due redattori prima che un articolo vada in stampa.
Su circa 400 lettori del blog che hanno risposto al sondaggio (giornalisti ma non solo), il 55,2% si sono schierati a favore di 2 redattri per articolo, il 21,9% ne vorrebbero almeno 3 o più, mentre per il 20,4% basterebbe un solo redattore e addirittura il 2,5% sostiene che un cronista non ha bisogno di nessuno che gli stia dietro le spalle.
La questione era nata nell’ ambito di un dibattito sulla
L’ UE finanzia un progetto per il p2p
L'Unione si impegna con 15 milioni di euro nel finanziamento di un progetto legato all'evoluzione di tecnologie p2p, quelle che consentono la condivisione di file - Si chiama P2P-NEXT e servirà a distribuire contenuti video o audio, soprattutto provenienti dalla tv – “La migrazione degli utenti dalla tv al web può essere un'opportunità e non solo una minaccia"
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Una rete finalizzata alla diffusione di contenuti televisivi, oltre che di programmi radio, musica o videogiochi. E’ il progetto “P2P-Next” su cui si è impegnata in questi giorni l’ Unione Europea, deliberando un finanziamento di 15 milioni di euro.
La decisione dell’ UE è stata accolta con molto favore dal mondo della rete, tanto che, ad esempio, su Visionpost , Serena Patierno
scrive che “Ogni tanto il nuovo continente invidia quello vecchio”. “E' il caso di questo articolo di Cnet – precisa - in cui si legge che mentre gli Stati Uniti spendono soldi per rimanere nel passato, qui da noi si guarda al futuro”.
Si tratterebbe, appunto, di "un fatto notevole", "considerato che
Il giornalismo, un mestiere smarrito
Malinconia e decadenza della professione in un libro appena uscito in Francia (“Notre métier a mal tourné", ed. Mille et une nuits) – Il giornalismo come si sogna e si promuove e come invece è diventato – Un feroce attacco al giornalista investigativo, che si appoggia a una sola fonte escludendo il lavoro d’ inchiesta – L’ ideologia del giornalismo come una sorta di "proseguimento della rivoluzione con altri mezzi", un surrogato della rivoluzione nato dalle ceneri del '68 – Il fallimento del progetto di indipendenza dei giornalisti che animava le Monde e l’ incertezza sul modello economico dell’ informazione online
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Malinconia del giornalismo: è la sensazione di fondo che domina “Notre métier a mal tourné”, un libro di due noti giornalisti francesi, Philippe Cohen ed Elisabeth Lévy, su un mestiere che – spiega Guillaume Narvic in una recensione su AgoraVox.fr – “si è profondamente smarrito e corrotto negli ultimi 25 anni”.
Il libro (edito da Mille et une Nuits) è diviso in quattro parti, completamente separate l’ una dall’ altra, nella forma e nel soggetto. Ogni
Pubblicità: ora si incrociano i dati degli spot tv con le fidelity cards
Un algoritmo dovrebbe misurare in maniera oggettiva l’ impatto della pubblicità televisiva sugli spettatori, confrontando i dati del piccolo schermo con quello delle carte-fedeltà dei supermercati – E’ una invenzione di una nuova società di ricerca, la TRA, che solo per il programma ha investito 6 milioni di dollari
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Il mondo della pubblicità televisiva prende ispirazione dal web. In quest' ultimo infatti le società di ricerca hanno vita più facile: hanno a disposizione dati molto personalizzati potendo conoscere le tipologie dei siti che un utente visita, quando, se compra, che cosa acquista e quanto. L'idea – spiega Serena Paterno in un articolo su visionpost - è di T.R.A. ("True ROI Accountability for Media") , un nuovo astro nascente nel mondo dell'advertising – e punta a confrontare le informazioni di chi usa la televisione via cavo con le fidelity card dei supermercati e dei grandi magazzini.
L' obbiettivo è di riuscire a capire se una famiglia che guarda un certo spot pubblicitario poi effettivamente acquista il prodotto, misurando in modo oggettivo l'impatto dell'annuncio sulle intenzioni del compratore. Questo sistema
Oscurato Wikileaks, il sito di “controintelligence”
Il sito è stato chiuso per ordine di un giudice californiano in relazione alla divulgazione di una serie di documenti su presunte attività illegali di una banca svizzera – Wikileaks è comunque raggiungibile a un indirizzo numerico
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"Come scoprire e diffondere dossier scomodi vietati alla stampa". Avevamo titolato così, su Lsdi nel gennaio del 2007, una notizia sulla nascita di Wikileaks, il sito che si definiva una “agenzia di intelligence autogestita” e che è stato oscurato in questi giorni da un giudice della California.Da qualche ora, spiega Punto informatico, “la rete è stata privata dell'accesso più semplice ed ovvio a 1,2 milioni di documenti incandescenti. Tanto era il "bottino" accumulato dal 2006 ad oggi dal sito meno politically correct della rete (…). Un materiale ora inaccessibile ai più: il motivo è una ordinanza di un giudice californiano che sta indagando su quanto pubblicato sul sito”.
Il provvedimento, aggiunge Michele Bruno su blog.mytech , si è reso necessario per approfondire un caso imbastito da una banca svizzera, del gruppo Julius
I giornali? Possono uscire bene dalla crisi
Una ricerca della WAN, appena diffusa, sostiene che i quotidiani Usa hanno tutte le possibilità di rovesciare il declino del valore dei loro pacchetti azionari e quelli nel resto del mondo possono evitare il contagio americano – E fornisce una serie di indicazioni operative - L’ industria dei giornali “garantisce ancora una audience misurabile, affidabile e relativamente stabile" - E, secondo il Rapporto, realizzato nell’ ambito del progetto Shaping the Future of the Newspaper e intitolato “Investing in Newspapers", “il taglio dei costi industriali, l’ incremento della diffusione locale e gli investimenti nel digitale" starebbero cominciando comunque “a dare i loro frutti"
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I giornali degli Stati Uniti hanno tutte le possibilità di rovesciare il drammatico declino del valore dei loro pacchetti azionari e i giornali nel resto del mondo possono evitare il contagio americano in questo campo. Lo sottolinea una recente ricerca diffusa in questi giorni dalla WAN (World Association of Newspapers) dal titolo “Investing in Newspapers”.
“Per calcolare in maniera corretta le performance dei giornali bisogna analizzare con calma i trend che caratterizzano l’ audience – sia