Domenica si tengono in Russia le elezioni presidenziali ma l'’atmosfera è tutt’altro che concitata: il designato sarà naturalmente Dmitrij Medvedev, ora ai vertici di Gazprom e amico di vecchia data di Putin -Una panoramica sui giornali russi (compiuta dall' autrice di una tesi "La stampa russa post-sovietica. Vecchi limiti e nuove strategie” di cui pubblichiamo un estratto) mostra come più che un clima di campagna elettorale sia in corso una sorta di "insediamento presidenziale" - Le radicate ambiguità del rapporto fra stampa e potere
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di Valentina Barbieri*
In generale, tutti i giornali hanno dedicato più spazio a Medvedev che agli altri candidati. Questo è evidente soprattutto nella «Rossijskaja Gazeta», giornale di proprietà del governo russo, che nelle ultime due settimane ha pubblicato in media un articolo al giorno su Medvedev.Testate note per lo stile professionale ed equilibrato, come «Kommersant» e «Izvestija», hanno sollevato dubbi come “Sono elezioni?”(25/02) e “Medvedev sarà più liberale di Putin?”(28/02).
La «Nezavisimaja Gazeta» e la «Novaja Gazeta» hanno invece assunto toni marcatamente più ironici e disillusi. La prima nella rubrica “Filantropia” del
Una installazione artistica realizzata in una piazza di Londra con circa 8.000 copie di giornali gratuiti gettate dai lettori nelle strade e nelle stazioni della metropolitana – Sessanta volontari hanno setacciato la città raccogliendo in poche ore 800 chili di carta stampata - 9,5 tonnellate di rifiuti al giorno solo nel Metro
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Nel paese dove potere politico e potere mediatico si tengono per mano nella maniera più evidente, è stato lanciato un appello per una seconda sessione degli Stati generali per il pluralismo dei media
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La disillusione di uno dei fondatori del sito francese offre lo spunto per chiedersi se il giornalismo partecipativo sia davvero una strada interessante o insegua soltanto fantasmi – “Un’ ammissione di sconfitta per la corporazione dei giornalisti, incapace di adattarsi e di rimettersi in causa”
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Un rapporto di ComScore registra una diminuzione del 4% a gennaio rispetto a dicembre e a Wall Street cala del 4,6% il valore delle azioni del gigante dei motori di ricerca
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Piccola doccia fredda sugli entusiasmi della pubblicità online. Il numero di click sulle inserzioni di Google è infatti in calo e Wall Street si innervosisce facendo calare il valore (sotto i 470 dollari, -4,6%) delle azioni del gigante dei motori di ricerca.
Rispetto a novembre scorso – segnala Marina Rossi su
Più di un giornale per mercato; uso più abile della pubblicità ; riguadagnare influenza sui prezzi ; distribuire la tiratura sia a pagamento che gratuitamente; dare un ruolo fondamentale alla ricerca ; formati compatti e unità componibili ; conservare nell’ azienda solo l’ essenziale, esternalizzando il resto ; digitale innanzitutto – Sono le principali indicazioni che Len Kubas, un analista canadese specializzato in quotidiani, detta al mercato Usa per il superamento della crisi - “Se i giornali continueranno a prosperare o se saranno relegati ai musei con le linotype e gli attrezzi per la stereotipia dipenderà da come saranno gestiti nei prossimi anni” assicura Kubas in una ampia analisi realizzata per la WAN (l’ Associazione mondiale dei giornali) nell’ ambito del progetto Shaping the Future of the Newspaper e intitolato “Investing in Newspapers” – Ma non sarà una cosa semplice, aggiunge, perché “la sfida maggiore per le aziende editoriali che vogliono reinventare il loro modello di business è che (…) i nuovi profitti possono non essere così grandi come quelli generati dai modelli precedenti”
Michel Levy-Provençal ha annunciato che rivenderà le sue azioni perché non è d’ accordo con la linea editoriale del sito francese, una iniziativa di grande successo nel campo del giornalismo partecipativo – Secondo l’ ex fondatore del sito, di partecipativo nel sito sarebbe rimasto solo il nome
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Newspapers Next 2.0, una ricerca a cura dell’ American Press Institute, sostiene che la strada per uscire dalla crisi, e fare anche soldi con l’ online, è diventare il cuore e il motore del network che unisce consumatori e produttori sui mercati locali – Ventiquattro casi specifici e sette approfondimenti su come i giornali devono modificare la propria organizzazione
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E se i siti di informazione smettessero di somigliare alle prime pagine dei giornali? – NewsGlobe, una interessante interfaccia creata da Yahoo
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