“No news” il 34% dei giovani Usa

| 22 agosto 2008 | Tag:,

out-231.jpg Secondo una recente ricerca del Pew sull’ audience dei media, cresce il numero dei giovani con meno di 25 anni (erano il 25% nel 1998) che in un giorno medio non sentono il bisogno di informarsi – In aumento l’ uso dei motori di ricerca e delle piattaforme mobili per informarsi – La figura del “net newser”

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Il Rapporto sulle nuove configurazioni delle audience dei media presentato dal Pew Research Center for the People and the Press qualche giorno fa (vedi il post precedente) contiene diversi spunti interessanti per capire le direzioni dei cambiamenti in atto nell’ ambiente mediatico.
Su Poynteroline  Amy Gahran ne indica alcuni:

out-241.jpg * I giovani sono meno interessati alle notizie. Nonostante l’ aumento dei modi per ottenere informazioni, la porzione di giovani no news in un giorno medio è fortemente aumentato rispetto al decennio scorso. Circa un terzo dei più giovani (quelli con meno di 25 anni), il 34%, hanno detto di non essersi informati – parecchio di più del 25% del 1998. La questione che pongo – commenta Gahran – è: “Ma che cosa esattamente considerano come ‘notizie’? Solo gli articoli costruiti, professionali, o i titoli, ricavabili direttamente dalle pagine di informazione?” Le notizie camminano in modi diversi, compresi i siti di social networking. Sarebbe molto interessante se qualche ricerca esplorasse l’ impatto di questi vettori alternativi. Sospetto che diventano sempre più importanti, specialmente per i giovani sotto i 25 anni.

* Motori di ricerca: una nuova piattaforma informative sempre più importante. "[Fra tutti gli internauti] l’ 83% dicono di usare i motori di ricerca per trovare informazioni interessanti quasi nella stessa percentuale del 2006. Ma una percentuale crescente sta usando i motori più frequentemente di prima. Quasi un terzo degli internauti (31%) usa i motori di ricerca per cercare informazioni almeno tre volte alla settimana, più rispetto al 24% del 2006 e al 19% del 2004”.

* Scoperte incidentali. "Il 73% degli internauti dicono di arrivare spesso alle notizie dopo essere andati nel web per altri scopi. La percentuale è praticamente la stessa di due anni fa (76%), ma un decennio fa essa era molto inferiore (54 per cento nel 1998)."

* Cresce l’ informazione su ‘mobile’. " Il15% degli americani dicono di avere uno smart phone come iPhone o Blackberry. Più di un terzo di coloro che ne possiedono uno (37%) li usano anche come canali di informazione."

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 Altri punti vengono sottolineati da Katherine Thompson su Editor’s Weblog:

Yahoo, MSN e CNN sono i tre siti più popolari.

– I marchi dei media tradizionali sono ancora fra i favoriti, compresi New Yorker, The Atlantice la BBC.

– Solo il 47% degli americani guarda i notiziari televisivi in un giorno medio.

– E’ molto basso fra gli utenti l’ indice di credibilità dei siti web mainstream: solo il 6% ritiene che l’   Huffington Post sia altamente credibile e solo il 13% ritiene la stessa cosa di Google News.

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Questa Ricerca – aggiunge Thompson – presenta un quadro di un declino continuo dell’ industria dei giornali Usa, con una percentuale di americani che legge stabilmente le testate stampate che cade dal 58% del 1993 al 34% nel 2008.

La ricerca delinea fra l’ altro la figura del cosiddetto “net newser” (il 13% degli americani), persone sotto i 35 anni che leggono più blog politici che le tradizionali fonti di informazione, seguono le notizie sui siti web durante il giorno e sono molto interessati alla tecnologia e alle notizie sulla tecnologia.

I net newser sono in generale benestanti e per l’ 80% laureati, cosa che li rende un segmento socio-demografico molto desiderabile per gli inserzionisti pubblicitari.      

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