Un sito online come ‘’banca del sapere’’ diffuso fra i lettori per lo sviluppo di un villaggio dell’ Uganda

| 4 novembre 2007 |


L’ esperimento del Guardian riguarda Katine, un piccolo centro rurale – Il crowdsourcing non tanto per raccogliere notizie ma per mettere insieme esperienze e conoscenze con cui affrontare i problemi di un paese in via di sviluppo

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Seguire come si sviluppa, momento per momento, e farsi coinvolgere direttamente in un progetto di sviluppo di un villaggio dell’ Uganda sostenuto da Barclays Bank e dall’ organizzazione non governativa Farm-Africa.

E’ possibile farlo attraverso un giornale, il Guardian, che è il terzo partner dell’ iniziativa e ha realizzato un sito web che dovrebbe innescare un processo di ‘’crowdsourcing’’ – il lavoro volontario, collettivo e spassionato – fra le migliaia di lettori del quotidiano.

 

Il progetto – spiega Paul Bradshaw in un articolo su Poynter online – si chiama Katine, dal nome del villaggio.

Alan Rusbridger, il redattore che lo cura, si chiede:

"Sarà possibile far sì che l’ attenzione su un problema vada oltre Natale, anche per un triennio? Di collegare le idee, i desideri, le risorse e le esperienze di 15 milioni di lettori intorno al mondo e di indirizzare la loro attenzione su quel problema?’’

Di solito le redazioni ‘’lavorano’’ sulla coscienza dei cittadini attraverso il racconto, il contesto e l’ analisi. Ma Rusbridger suggerisce che si potrebbe coinvolgere anche ‘’una intera comunità di lettori e di internauti in giro per il mondo e trovare il modo di legarli a quello che stiamo facendo… Tra  i nostri lettori ci sono ingegnerei idraulici, medici, esperti di energia solare, uomini e donne d’ affari, insegnanti, nurse, agricoltori… Ci piacerebbe costruire una specie di banca del sapere delle persone che sono pronte ad offrire tempo e consigli’’.  

In alter parole, crowdsourcing – ma non nel senso che abbiamo visto finora da parte delle redazioni, che tendono a chiedere ai lettori di aiutarli a raccogliere o analizzare informazioni su una data storia. Questo tipo di crowdsourcing dovrebbe essere in grado invece di affrontare concretamente i problemi identificati dalla vicenda e suggerirne le soluzioni.

E, ancora più degno di nota, questo progetto riguarda una situazione topica (le condizioni rurali nel mondo in via di sviluppo) che non viene affrontato normalmente nelle pagine di molti giornali.

Il  sito Katine  colpisce molto. Includerà un  villaggio virtuale , dei brevi video della GuardianFilms e dell’ African Medical and Research Foundation, e (probabilmente) il lavoro degli abitanti di  Katine, che scriveranno sulle loro esperienze del progetto.

 Il redattore del Guardian Peter Walker scrive   che il progetto sarà "un luogo per discutere sui grandi problemi che verranno a mano a mano identificati’’.

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