UN CAPRO ESPIATORIO PER LA GRANDE ANCHORWOMAN

| 29 aprile 2007 |

La CBS licenzia la producer che aveva preparato per Katie Couric, copiandolo da un articolo del Wall Street Journal, il testo di un suo commento sul blog Couric & co – Quinidici milioni di dollari l’ anno l’ ingaggio della giornalista, che resta invece al suo posto – Accuse di scarsa trasparenza per la rete tv – Producer e giovani giornalisti al servizio degli anchor

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di Matteo Bosco Bortolaso

New York – Uno dei volti più conosciuti della televisione americana, Katie Couric, pagata quindici milioni di dollari all’anno e salutata al suo arrivo alla CBS come ‘’l’ultima speranza bionda per i tg della sera’’, è coinvolta in un piccolo grande scandalo perché è stato scoperto che sul suo blog – Couric & Co. -, ospitato con grande risalto dal sito della rete televisiva, un suo editoriale era in realtà un plagio di un intervento pubblicato dal Wall Street Journal a firma di Jeffrey Zaslow.

 “Ricordo ancora quando ottenni la mia prima tessera di una biblioteca” dice la Couric il 4 aprile, in un video-intervento sul suo blog. Ma quello che la popolare conduttrice continua a leggere davanti alla telecamera non è frutto delle riflessioni dell’anchorwoman più pagata d’America, bensì di una producer che ha attinto parecchie idee da un saggio apparso qualche giorno prima sul quotidiano ecnonomico-finanziario di Wall Street, in cui si discetta sul declino delle biblioteche degli Stati Uniti.

Maligno, il New York Sun  si chiede: “Per quindici milioni di dollari all’anno, non vi aspettereste che Katie Couric possa trovare il tempo di riflettere sui propri pensieri sul suo blog piuttosto che su quelli del giornalista Jeffrey Zaslow del Wall Street Journal?” Scoperto il plagio, riconosciuto però come “omissione”, la Cbs ha licenziato la producer responsabile, senza però rivelarne l’identità.

In un’epoca in cui i responsabili di plagi vengono licenziati e scredidati sempre più spesso, la decisione della CBS, secondo il Sun, è quanto meno curiosa. Il giornale ha indagato, scoprendo che l’autrice del testo del video-intervento della Couric si chiama Melissa McNamara, una Web Producer che è entrata nello staff della Cbs nell’ottobre 2005, dopo aver lavorato alla CNN e all’ufficio di corrispondenza di Washington del New York Times. Alla Cbs dichiarno di pensare che “la questione sia stata trattata in maniera appropriata e che la producer abbia pagato il giusto prezzo”. “La rete – continuano alla Cbs – si è comportata in maniera rapida e decisa” pubblicando una correzione sul web e licenziando la produttrice. La Couric, dal canto suo, non ha voluto commentare l’accaduto.

La rete televisiva, invece, si trova a fare i conti con un’altra patata bollente dopo aver licenziato lo storico conduttore radiofonico Don Imus per le sue frasi che hanno offeso la comunità nera degli Stati Uniti. Circa due anni fa, inoltre, lo storico conduttore di 60 minutes Dan Rather uscì di scena assieme al presidente della rete Andrew Heyward per un reportage sul servizio militare del presidente George W. Bush alla Air National Guard. Secondo i documenti, la cui credibilità è stata poi contestata, il presidente non sarebbe stato considerato adatto a prestare servizio. Non è un buon periodo per la Cbs, che si piazza al terzo posto dopo Abc e Nbc, le altre due grandi reti televisive concorrenti.

Per quanto riguarda, invece, il recente caso di plagio, nella correzione pubblicata sul blog si dice che “buona parte del materiale apparso nel diario della conduttrice viene dall’articolo di Zaslow: avremmo dovuto farne cenno all’inizio del nostro pezzo”. Il New York Sun, ironicamente, ritiene invece che la Couric avrebbe dovuto dire: “Che cosa strana mi è capitata l’altro giorno mentre leggevo il pezzo di Jeffrey Zaslow sulle biblioteche: mi sono trovata d’accordo su ogni singola parola: adesso ve ne leggerò qualche estratto!”. Insomma, secondo il Sun, il network non è stato trasparente con i suoi lettori telematici: avrebbe dovuto ammettere il plagio piuttosto che passarlo come un errore.

Negli Stati Uniti è ormai pratica comune quella degli anchor – il volto pubblico dei network – che usano giornalisti e producer per scrivere editoriali e commenti. La Couric, la prima donna a condurre da sola le news di una delle tre maggiori testate televisive, è un un personaggio pubblico estremamente potente. Il settimanale Time la include tra le persone più influenti d’America, mentre i giornali tabloid gongolano nel raccontare del suo nuovo compagno, di diciassette anni più giovane di lui. Gli interventi della conduttrice sono sempre in prima persona (“Questo era un estratto del mio diario” è una delle frasi più ricorrenti”) e vengono trasmessi in diversi formati, direttamente sul sito Internet oppure in formato podcast, pronti ad essere visti anche in metropolitana, sullo schermo dell’iPod. Con l’espansione della blogosfera, quindi, i canali televisivi usano il culto della personalità e la guerra della visibilità per affermarsi sui concorrenti.

L’anchorman della Nbc Brian Williamsm, però, raccoglie più consensi della Couric, perché chiunque abbia letto il suo blog percepisce subito che il conduttore lo scrive in prima persona, con interventi molto personali. A vincere, insomma, come dimostra l’episodio del plagio alla Cbs, non è la visibilità, ma la credibilità.

 

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