Stand up for journalism

| 6 novembre 2007 |


All’ allarme lanciato dai giornalisti della Federazione europea e internazionale (Fej e Fij) per la giornata del 5 novembre rispondono le iniziative della Fnsi – ‘’Nuova informazione’’, l’ area del giornalismo lombardo che appoggia la maggioranza della Federazione della stampa, lancia un appello a tutti i giornalisti italiani ad aprire una discussione ampia sulla crisi del giornalismo e apre un blog ( ”giornali-e-giornalismi’’) per sentire anche la voce dei lettori

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– Testo dell’ appello lanciato da Raffaele Fiengo a nome di ‘’Nuova informazione’’.
– Il blog ‘’giornali-e-giornalisti’’.

STAND UP FOR INFORMATION

L’allarme che lanciano oggi, 5 novembre 2007, i giornalisti europei e internazionali della Fej e della Fij è molto serio.

Libération ha dedicato tutta la prima pagina alla frase “I MEDIA HANNO BISOGNO DI INDIPENDENZA”. Tra le pressioni e spesso l’occupazione del mondo politico e la deriva mercantile che si afferma sempre di più, i giornalisti stentano a fare il loro mestiere non solo nelle realtà più esposte, quelle piccole dove il precariato è la regola, ma anche nei media più forti.

Noi eletti di Nuova informazione, a Milano, abbiamo deciso di aprire da oggi, raccogliendo e rilanciando l’allarme, un luogo dove parlarci, scambiarci ragionamenti, notizie e soluzioni, tutti i delegati al prossimo congresso della Fnsi, in programma alla fine di novembre, eletti in ogni parte d’Italia e tutti coloro che lavorano nel giornalismo ovunque nelle redazioni, nei giornali, nelle radio, nelle tv, su internet. Non possiamo lasciare la parola solo alla casta dei direttori.

Cerchiamo di sentire anche lettori, ascoltatori radio e telespettatori, fruitori di internet e di free press.

Avvertiamo l’insufficienza dell’informazione come alla fine arriva, nonostante la quantità e la velocità delle notizie. C’è un bisogno evidente di buona informazione perchè i cittadini siano soggetti delle proprie vite. Il degrado che vediamo estendersi può essere fermato con il contributo dei giornalisti che danno senso e sostanza al mare di notizie? Le democrazie non funzionano se una informazione libera non raggiunge i cittadini. Questo vale in tutto il mondo e in Italia il giornalismo soffre più che altrove come tutte le classifiche internazionali confermano ogni volta.

All’anomalia incancrenita del conflitto di interessi di Berlusconi si aggiunge il rifiuto di fatto di sottrarre il servizio pubblico tv , la Rai, al controllo dei governi. La struttura dei media italiani, fortemente imperniata su imprese non di natura giornalistica protegge la rete degli affari comprendendo fino agli interessi inconfessabili. Dov’è finito l’impegno preso dal patto di sindacato di RcsMediagroup alla inquietante uscita di Ferruccio de Bortoli dalla direzione del Corriere? Impegno formale, ricordiamolo, di separare gli interessi degli azionisti dalla libertà del giornale secondo un modello che veniva da Luigi Einaudi e Luigi Albertini. E l’annuncio della presidenza del consiglio di varare strumenti per rafforzare l’autonomia dell’informazione nella salvaguardia dei diritti degli editori?

Una Italia di una classe dirigente ferma, certo. Tutto chiuso in una cerchia che si autoproduce, piccoli e grandi centri di potere chiusi ai cittadini e alla stessa realtà in movimento.
Sono molti i segni di un altro Paese che chiede un cambiamento. E il buon giornalismo è il primo strumento perché si produca correttamente.

“Stand up for information” è lo slogan proposto per il 5 novembre. Spostiamo la nostra attenzione verso chi riceve l’informazione anziché verso chi la orienta e la incanala.

“Cerca la verità e dilla” è un programma semplice che porta la qualità automaticamente e ricolloca il giornalismo nel suo ruolo naturale, indispensabile.

Dobbiamo raccogliere attraverso internet firme di navigatori, lettori, radioascoltatori, telespettatori su internet, come propongono i colleghi francesi?

Certo. “Io sostengo l’informazione”.

Raffaele Fiengo

Milano, 5 novembre

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Le adesioni possono essere comunicate nello spazio dei commenti sul blog oppure a rfiengo@gmail.com

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