SITI WEB DEI GIORNALI: L’ ONLINE NON VA BENE PER TUTTI, CRESCONO I ‘RICCHI’, IN DIFFICOLTA’ I ‘POVERI’

| 5 settembre 2007 |


Una Ricerca dell’ Università di Harvard mostra che i siti web delle grandi testate come New York Times, Washington Post , USA Today stanno accrescendo i loro lettori del 10% l’ anno (in pratica un aumento di un milione di visitatori unici al mese), mentre quelli della gran parte degli altri giornali li stanno perdendo

—————–

L’ attuale strategia di base dei giornali è di conservare per quanto è possibile i margini nel settore della stampa investendo fortemente per incrementare il traffico sui loro siti web, nella convinzione che questi ultimi acquisteranno sempre più peso sul profilo economico delle aziende. Ma l’ università di Harvard ha provocato un vero choc diffondendo un Rapporto secondo cui, in sostanza, questo potrà essere vero per i grandi giornali, mentre per tutti gli altri il traffico sui rispettvi siti web non sta crescendo e in molti casi, anzi, sta già declinando.

I grandi,  The New York Times, Washington Post , USA Today e simili , – rileva Philip M. Stone in un articolo su Follow The Media – stanno accrescendo i loro lettori online del 10% l’ anno, in pratica un aumento di un milione di visitatori unici al mese, mentre secondo lo studio di Harvard la gran parte degli altri giornali stanno perdendo lettori.

Tutto questo, naturalmente, contrasta con le convinzioni e i dati delle associazioni di settore dei giornali, come la Newspaper Association of America (NAA), secondo cui i siti web dei giornali starebbero aumentando ad ogni quadrimestre il loro traffico, generando un terzo di tutto il traffico sul web. Lo studio di Harvard invece fa capire che bisognerebbe delineare tutto un altro quadro.

La ricerca – “Creative Destruction: An Exploratory Look at News On The Internet”  – è stata promossa dal Joan Shorenstein Center on the Press, Politics, and Public Policy presso la John F. Kennedy School of Government ed è stata realizzata da Thomas E. Patterson, un grande esperto di pubblica opinione e media.
In particolare, per quanto riguarda la presenza sul web dei media tradizionali, il Rapporto rileva come le grandi tv e radio stiano aumentando del 30% all’ anno il loro traffico, e, pur se in misura minore, anche le radio e le tv commerciali locali stanno aumentando i loro visitatori, mentre i giornali attualmente sono bloccati per una varietà di ragioni, non ultima la crescita di diffusori di informazione non tradizionali, come Google, Yahoo, AOL, MSN, topix.net, digg.com, newsvine.com e reddit.com.

“Il Web minaccia particolarmente i quotidiani’’, rileva lo studio. ‘’Essi sono stati i primi ad andare sul web ma il loro vantaggio iniziale – rileva sempre Stone – è praticamente scomparso di fronte all’ aumento della concorreza da parte dei media elettronici e dei provider non tradizionali’’.
E la minaccia pesa maggiormente sulle redazioni locali piuttosto che sulle grandi testate nazionali, perché Internet favorisce i grandi marchi – “quei relativamente pochi nomi che vengono in mente agli americani quando cercano le notizie su internet’’.

Le testate locali, naturalmente, devono fare uno sforzo maggiore. I giornali sono conosciuti nel settore della stampa e ottengono fiducia anche sul web. Il Rapporto sostiene, comunque, che l’ informazione locale è molto importante per le testate locali per inserirsi nella loro comunità, ma non devono fare l’ errore di diventare solo iperlocali. I lettori vogliono anche notizie regionali, nazionali e internazionali e se I siti web dei loro giornali non le hanno, se ne andranno altrove a cercarle. ‘’Paradossalmente, qualche testata online non fornisce le notizie principali del giorno, perdendo il loro naturale vantaggio’’, lamenta la ricerca.

I commenti sono chiusi.