PAUSA FORZATA PER IL FERAL TRIBUNE, IN CROAZIA LE TASSE SOFFOCANO LA STAMPA

| 17 giugno 2007 |


La Croazia blocca i conti del giornale che per la prima volta in 14 anni, anche molto turbolenti, è costretto a fermare le pubblicazioni – Il governo condona l’ Iva ai media di proprietà statale ma strangola quelli privati – La tassa è ora al 22%, la più alta del mondo – Un articolo di Drago Hedl

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Dopo 14 anni di pubblicazioni regolari, Feral Tribune , il giornale satirico croato che ha ricevuto tra i pi alti riconoscimenti internazionali per la qualit del suo lavoro, questa settimana non in edicola ed ancora del tutto incerto quando il prossimo numero sar in edicola.

La sospensione delle pubblicazioni – spiega un articolo dell’ Osservatorio sui Balcani – il risultato dei problemi con cui la redazione del giornale si confronta gi da parecchio tempo, e che nemmeno con le pi grandi rinunce sar in grado di superare.

Il recente blocco del conto corrente da parte dello Stato, quando ha riscosso forzatamente 500 milioni di kune per il debito insoluto dell’IVA, ha distrutto finanziariamente l’azienda – racconta un comunicato della redazione – , e i giornalisti per mesi non hanno ricevuto lo stipendio. Inoltre, il Feral stato minacciato di un nuovo pignoramento per i milioni di kune di debito residuo relativo all’IVA.

Il fatto che il governo della Croazia fino ad ora in diverse occasioni ha condonato il debito dell’IVA ai media che sono di propriet statale (come Vjesnik, la HRT o poco tempo fa Slobodna Dalmacija), creando cos una concorrenza commerciale scorretta. Inoltre – prosegue la redazione -, abbiamo avvisato che la draconiana incidenza dell’IVA per i giornali – senza dubbio la pi alta al mondo – pu dare come risultato solo la morte certa di editori piccoli e indipendenti.

Le attuali misure urgenti del governo, secondo le quali l’IVA verr diminuita della met, confermano soltanto che il problema esiste e che, pare, sar risolto grazie all’appello lanciato dal Feral, ma anche con l’enorme danno che questo giornale subir.

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Le tasse soffocano la stampa

di Drago Hedl
(traduzione Osservatorio Balcani)
http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/7808

I giornali croati versano allo stato tasse altissime, le pi alte d’Europa. Qualcosa pare stia cambiando ma per alcuni giornali potrebbe essere troppo tardi. Tra questi anche lo storico settimanale Feral Tribune, al quale la redazione di OB esprime piena solidariet
certo che il premier Ivo Sanader durante il suo mandato che termina quest’autunno non manterr tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale riguardanti la diminuzione dal 22 al 20 percento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Ma – pare gi in questo mese – potrebbe annunciare che l’IVA per i giornali sar diminuita a partire dal prossimo anno, e forse addirittura eliminata del tutto. Questo potrebbe essere reso noto in un grande incontro, al primo Forum dei media dell’Europa sud orientale, che sotto la guida del presidente Stjepan Mesic si terr a Zagabria il 27-28 giugno.

Gli analisti ritengono che Sanader non lo faccia solo sotto le pressioni dell’Europa, ma anche per il fatto che in questo modo desidera ingraziarsi gli editori dei giornali e forse fare in modo che nella campagna elettorale, che partir a breve, non siano troppo critici nei suoi confronti e nei confronti del suo partito.

Le tasse che gli editori croati dei giornali versano allo Stato sono in assoluto le pi alte d’Europa. In Italia i cui cittadini sicuramente hanno pi potere d’acquisto dei croati, questa tassa solo del 4 percento, e in alcuni paesi, come la Gran Bretagna, il Belgio, la Danimarca o la Norvegia, gli editori della carta stampata e delle riviste non versano alcuna tassa allo Stato. In Croazia cos quando si tratta di libri, ma per i giornali questo non vale. Cos l’alta percentuale dell’IVA, ovviamente, si ripercuote sul prezzo dei giornali, che in Croazia, tenendo presente lo standard dei cittadini, sono molto alti. Il prezzo dei quotidiani di sei kune (circa 82 centesimi di euro), mentre i settimanali sono il doppio pi cari. In un mese chi compra solo un quotidiano al giorno e solo un settimanale spende pi di 30 euro. Una cifra alta se si considera che la paga media in Croazia nel mese di aprile di quest’anno era di soli 585 euro.

Ma la riduzione o l’eliminazione dell’IVA sui quotidiani e le riviste per alcuni editori potrebbe arrivare troppo tardi. Il settimanale “Feral Tribune” nel suo ultimo numero ha annunciato che il proseguimento della sua pubblicazione stato messo seriamente in questione, tenendo presente che come piccolo editore non in grado di pagare allo Stato una tassa cos alta. Di recente lo Stato ha bloccato il conto corrente di questo settimanale a causa del debito relativo all’IVA che salito fino a circa mezzo milione di kune (poco meno di 70.000 euro) e a causa di ci i giornalisti gi da tre mesi sono senza stipendio. Ma il Feral avverte che lo Stato, pretendendo il pagamento del debito dagli editori della carta stampata, si comporta in modo selettivo. Al quotidiano filo governativo “Vjesnik” l’IVA stata condonata interamente, mentre al quotidiano “Slobodna Dalmacija”, prima che venisse privatizzato, stato condonato un enorme debito relativo all’IVA, del valore di 20 milioni di kune (circa 2,7 milioni di euro).

Il Feral potrebbe essere cos la prima vittima dell’IVA troppo alta sui giornali. Anche perch dal governo fanno sapere che la riduzione o l’eliminazione dell’IVA per gli editori della carta stampata non sar retroattiva, per i vecchi debiti, e poi perch le nuove disposizioni inizieranno dal primo gennaio del prossimo anno. Quanto le tasse per i giornali in Croazia siano incomprensibilmente alte indicato anche da un dato secondo il quale ovunque in Europa la percentuale dell’IVA significativamente inferiore a quella di base, solo in Croazia uguale: 22 percento.

Secondo alcune ricerche in Croazia i quotidiani sono acquistati solo dal sette percento della popolazione. Le tirature dei giornali sono basse e il numero delle copie vendute in drammatico calo e lo scorso anno la riduzione della tiratura stata del 16,6 percento. Questi fatti non sono ascrivibili solo all’influenza dei nuovi media, come Internet, che per molti croati rappresenta la pi frequente fonte di informazione al posto della stampa. La maggior parte dei giornali pu essere letta anche in Internet, e la comparsa dei giornali gratuiti (per esempio Metro) ha diminuito la vendita dei giornali. Ma la stessa cosa avviene anche in Slovenia, dove per non si registra un calo cos drammatico della tiratura, al contrario – gli editori dei giornali lo scorso anno hanno segnato un aumento delle vendite del 19,4 percento. E’ il prezzo dei giornali, del tutto sproporzionato rispetto al potere d’acquisto dei cittadini, a rappresentare il motivo principale dello scarso acquisto dei quotidiani croati.

“ vero che la Croazia oggi ha la percentuale di IVA sui giornali pi alta d’Europa, e forse del mondo intero e il governo sta considerando la possibilit che venga ridotta”, ha dichiarato in una dichiarazione per lo zagabrese “Jutarnji list” il portavoce del governo Ratko Maček. Egli ha aggiunto che al ministero delle Finanze si stanno gi facendo i conti per capire quanto la riduzione dell’IVA possa influire sulle entrate del bilancio statale.

Ma la grande questione se l’eventuale riduzione o eliminazione dell’IVA sulla carta stampata avr riflessi anche sui prezzi dei giornali. difficile aspettarsi che ci accada, perch gli editori dei giornali o sono al limite tra il guadagno e la perdita o sono gi schiacciati dai debiti. Quando, due anni fa, il governo tolse l’IVA sui libri, ci si aspettava che ci potesse far diminuire prezzi incomprensibilmente alti. Ma questo tuttavia non accaduto, perch gli editori, almeno cos affermano, a prescindere dall’assenza dell’IVA, sopravvivono a malapena.

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